Un blocco yoga standard misura 23 x 15 x 7,6 cm e questa forma non è casuale: appoggiandolo sui tre lati diversi offre altezze di 7,6, 15 e 23 cm, cioè tre livelli di aiuto per la stessa posizione. Chi lo compra pensando che serva solo ad avvicinare il pavimento alle mani ne usa una funzione su cinque, e sceglie quasi sempre il modello sbagliato per la propria pratica.

Nelle sezioni seguenti trovi le differenze pratiche tra schiuma, sughero e legno, quali densità reggono davvero il peso del corpo, quando serve una versione più spessa o più grande, come si usano i blocchi in equilibrio, in allungamento e nelle posizioni di recupero, quanti ne servono e quali cifre aspettarsi.

Schiuma, sughero o legno

La schiuma EVA è la soluzione più diffusa: leggera, tra 130 e 250 g a blocco, morbida sui bordi e adatta a chi appoggia articolazioni sensibili. Il rovescio è la deformazione: una schiuma a bassa densità si schiaccia sotto il peso del corpo e in un anno perde forma nei punti di appoggio.

Il sughero pesa tra 500 e 800 g, non si deforma e resta stabile anche caricato in verticale con tutto il peso di una spinta. È il materiale da preferire per il lavoro in equilibrio e per chi supera gli 85 kg. La superficie leggermente ruvida aumenta il grip, ma sotto il collo o la schiena risulta più dura.

Il legno, di solito paulownia o bambù, è il più rigido e il più durevole. Pesa attorno al chilo, spesso è cavo per contenere il peso e viene usato soprattutto nella pratica in studio. Non è la scelta migliore per il supporto sotto la testa, dove la durezza si sente parecchio.

Misure e densità: cosa guardare

Oltre al formato classico esistono varianti che risolvono problemi specifici:

  • 23 x 15 x 7,6 cm: misura standard, adatta alla maggior parte delle mani e delle pratiche
  • 23 x 15 x 10 cm: lato più alto, utile a chi ha spalle rigide o poca mobilità dell’anca
  • Formato extra large, 30 x 20 cm: superficie di appoggio maggiore, indicata per taglie forti e lavoro di recupero
  • Blocchi sottili da 5 cm: rialzo minimo per i talloni negli squat profondi e per la posizione seduta

Sulla schiuma il dato utile è la densità, espressa in kg per metro cubo: sotto i 60 il blocco cede subito, tra 80 e 120 regge un uso regolare. In assenza del dato, la prova pratica è semplice: premi con il pollice su uno spigolo e osserva se l’impronta resta.

I bordi devono essere smussati con un raggio di almeno 5 mm: gli spigoli vivi sono fastidiosi sotto il palmo e diventano scomodi quando il blocco va sotto la schiena.

A cosa servono davvero

Il primo uso è ridurre la distanza dal pavimento. Nelle flessioni laterali o nelle posizioni con una mano a terra, appoggiare la mano su un blocco permette di mantenere l’allineamento del bacino invece di curvare la schiena per arrivare in basso.

Il secondo uso è il sostegno passivo: sotto il bacino nelle posizioni di apertura, sotto la schiena o la nuca nelle sequenze di rilassamento, sotto la coscia in un allungamento a terra. In questi casi il blocco tiene il corpo fermo senza sforzo muscolare, e la posizione può durare diversi minuti.

Il terzo uso è meno noto ed è quello attivo: stretto tra le cosce o tra i palmi crea una resistenza isometrica che aiuta ad attivare i muscoli corretti e a percepire l’allineamento. Chi ha rigidità cervicale trova utile il blocco sotto la testa nelle posizioni supine, per evitare che il mento si sollevi.

Quanti prenderne e cosa abbinare

La coppia è quasi sempre la scelta giusta: molte posizioni richiedono le due mani alla stessa altezza, e con un solo blocco si finisce per lavorare in asimmetria. Un terzo blocco serve solo a chi pratica molto lavoro di recupero, dove capita di usarne due sotto il busto e uno sotto la testa.

L’abbinamento più utile è con una cinghia in cotone da 180 o 250 cm con fibbia a D, che costa tra 8 e 15 euro e permette di raggiungere i piedi senza forzare. Molti set includono già entrambi.

Un errore ricorrente è comprare due blocchi di materiali diversi, per esempio uno in schiuma e uno in sughero: hanno altezza simile ma comportamento sotto carico differente, e nelle posizioni simmetriche la differenza si sente. Meglio due pezzi identici.

Stabilità, superficie e sicurezza

Il blocco appoggiato sul lato più stretto, cioè a 23 cm di altezza, è quello più instabile: con la schiuma leggera può ribaltarsi lateralmente se il carico non è perfettamente verticale. Per il lavoro in equilibrio su questa altezza il sughero è nettamente più sicuro.

La superficie inferiore deve avere attrito con il tappetino. I blocchi in schiuma con finitura lucida scivolano su un mat in gomma umido; quelli in sughero restano fermi. Se il tuo blocco tende a spostarsi, il rimedio pratico è un asciugamano sotto o un tappetino con più grip.

Nelle posizioni di recupero con la schiena appoggiata al blocco, la regola è non forzare mai la curva: se la posizione tira invece di rilassare, si usa l’altezza inferiore. Chi ha problemi alla colonna, alle spalle o riprende dopo un lungo stop dovrebbe confrontarsi con il proprio medico o con un insegnante qualificato prima di usare supporti per aprire il torace.

Pulizia, durata e cosa conta meno

La schiuma si pulisce con un panno umido e sapone neutro; non va immersa in acqua perché tende ad assorbirla e a impiegare giorni per asciugare. Il sughero si passa con un panno appena umido e va tenuto lontano da fonti di calore, che lo seccano e lo fanno sbriciolare sui bordi. Il legno va trattato ogni tanto con una goccia di olio specifico.

La durata è molto diversa: una schiuma economica mostra segni evidenti dopo 12 mesi di pratica quotidiana, il sughero supera i 5 anni, il legno è praticamente eterno se non prende umidità.

Puoi dare poco peso ai colori coordinati, alle stampe decorative e ai kit che aggiungono accessori in tessuto di scarsa qualità. Anche il logo inciso non incide su nulla. Quello che conta è la densità del materiale, il raggio degli spigoli e il fatto che i due blocchi siano identici.

Prezzi, errori comuni e domande frequenti

Una coppia in schiuma EVA costa tra 12 e 25 euro, con le versioni ad alta densità nella parte alta della fascia. Una coppia in sughero sta tra 25 e 45 euro. I blocchi in legno superano i 30 euro l’uno. I set completi con due blocchi e cinghia si trovano tra 20 e 40 euro e sono la soluzione più conveniente per iniziare.

Gli errori più frequenti: usare un solo blocco in posizioni simmetriche, scegliere una schiuma troppo morbida e ritrovarsi con un supporto che cede, appoggiare il blocco sull’altezza massima quando la posizione richiede stabilità e usarlo per forzare una posizione invece che per sostenerla.

Servono anche a chi pratica da anni? Sì, cambia l’uso: da aiuto a strumento per lavorare più a lungo nelle posizioni passive o per aumentare l’attivazione in quelle isometriche.