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Comunicati - Feed Rss, Pausa, Auguri!

Dopo alcuni giorni di lavoro, sono riuscito ad inserire un sistema per la pubblicazione dei feed rss.

Per chi non lo sapesse, i feed consentono di leggere i...

gossip+matteo+branciamore
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Paradiso per tutti (anche comitive)
  Qualunque credente, magari segretamente, è convinto di andare in paradiso. Il paradiso è un’invenzione umana tipica, un tassello che si colloca perfettamente nel quadro generale della nostra esistenza. Appurato che la vita tutto sommato regala più dolori che gioie è stato necessario spiegare al povero umano che c’è qualcosa di meglio dopo, il segreto è [...]

 

Qualunque credente, magari segretamente, è convinto di andare in paradiso.
Il paradiso è un’invenzione umana tipica, un tassello che si colloca perfettamente nel quadro generale della nostra esistenza. Appurato che la vita tutto sommato regala più dolori che gioie è stato necessario spiegare al povero umano che c’è qualcosa di meglio dopo, il segreto è tenere duro. Chi lo ha spiegato poi, ha avuto l’accortezza di farlo in modo, perdonatemi, divino.
Era ovvio che a dire ad un poveraccio "sai poveraccio, tu vivi di stenti e soffri il freddo, ma dopo che sarai morto sarà uno spasso" il poveraccio, facendo due conti, si sarebbe buttato dal primo ponte a tiro. Quindi è stato necessario spiegare pure che il suicidio non era considerato valido e la vita di merda che si era ritrovato per le mani doveva viversela tutta (sadismo allo stato puro). Ma non solo.
Ponendo anche il caso che il poveraccio conoscesse la data della sua morte, e quindi ricorrere in tempi utili ad una provvidenziale redenzione, era costretto a comportarsi nel modo più retto possibile, perché l’apocalisse poteva arrivare da un momento all’altro.
Un po’ come lo studente di liceo: sa che alla fine del quadrimestre sarà sicuramente interrogato, ma potrebbe anche capitare un compito a sorpresa, vai a capire.
Con il paradiso è stato necessario introdurre anche un concetto di selezione; i buoni (piuttosto generico) ci andranno, i cattivi (altrettanto generico) no. Ed è proprio in questo punto che si svela l’invenzione umana tipica.
Tipica perché la selezione cambia a seconda del punto da cui la si guarda, per cui tutti potrebbero andarci o non potrebbero andarci, al di là di quanto la vita vissuta possa essere stata mediocre e insipida, senza alcun merito teorico o pratico per definirsi (o esser definiti) migliori (degni quindi del paradiso) di qualcunaltro (non degno quindi del paradiso). Un osservatore obiettivo riconoscerebbe che ben pochi potrebbero aspirare ad un tale posto, una sorta di élite senza macchia del cattolicesimo, senza voler poi considerare tutti i non credenti. L’unica cosa che ci fa credere di poter concorrere realmente per un posto tra le nuvole è la nostra capacità di minimizzare e di guardare ad esempi peggiori che ci possano elevare a soggetti più meritevoli di altri.

Assistente di dio: Buondì. Lei sarebbe?
Greenwich: Greenwich, dovrei essere in lista.
L’assistente di dio apre il terminale e scrive qualcosa sulla tastiera.
AdD: Mmm. Sì, eccola qua.
G: Oh, bene.
AdD: Ops, no. Questo era Grinuic. Sa, con queste pronunce anglofone è facile confondersi.
G: Mi scusi, controlli meglio. Ci sono sicuramente.
AdD: No, nessun errore. Grazie per averci scelto e arrivederci.
G: Un momento, guardi che io me lo merito!
AdD: Non lo metto in dubbio, anche se l’esperienza che ho accumulato in millenni a questo tavolino mi ricorda che dite tutti così, sa? Ma perché proprio non riuscite a riconoscere i vostri limiti?
G: Ma di che sta parlando, lei non sa ciò che dice!
AdD: Dunque, vediamo…
Assistente di dio fa una rapida ricerca attraverso il terminale. Dopo pochi istanti, la vecchia stampante a rullo inizia a emettere il suo verdetto, un lungo verdetto.
AdD: Oooh, ora le dico. Dunque. Qui risulta che ha rubato. Un pacchetto di Brooklyn bianche all’età di sei anni. E poi, oh oh, cosa sono tutte queste masturbazioni? Mmm… Vedo svariati peccati capitali, e una moltitudine di infrazioni ai dieci comandamenti. Le risulta?
G: Siamo seri. Non commettere atti impuri è una stronzata. Così come non pronunciare invano il nome di dio. Sono toscano, tale appartenenza mi giustifica. Vogliamo poi parlare del nono? Eh? Non desiderare la moglie d’altri. Ma via. Siamo nell’epoca dei Media, con tutte le tette e i culi che ci sono in tv una pippetta che male potrà mai fare.
AdD: Così è scritto. Mi spiace.
G: Scusi eh, vuol mettere me, un ragazzo di ventiquattro anni strappato brutalmente alla vita con tutti i veri delinquenti che ci sono a giro?
AdD: Mi spiace, davvero. Non decido io, è il terminale. Adesso mi scusi, ho del lavoro da sbrigare. Avanti il prossimo!
Mohammad: Buongiorno, mi chiamo Mohammad Al Salimi.
AdD: Terza porta in fondo.

E’ tuttavia splendido la maniera in cui il cattolicesimo sia in grado di porre rimedio a qualsiasi cosa, in modo tale da non esaurire la speranza di poter comunque sia giungere al paradiso.
#1
Il cattolico Ottavio, in un triste giorno, pecca.
Le porte del paradiso saranno forse chiuse per sempre al cattolico Ottavio?
No. Perché il cattolico Ottavio riconosce di aver sbagliato di fronte a dio e quindi grazie alla confessione riguadagna la possibilità di guadagnarsi il paradiso.
#2
Il cattolico Ottavio, in un triste giorno, pecca.
Le porte del paradiso saranno forse chiuse per sempre al cattolico Ottavio?
No. Perché anche se il cattolico Ottavio si dimentica di andare a confessarsi e continua a farsi i cazzi suoi, in punto di morte riconosce di aver sbagliato di fronte a dio e grazie all’estrema unzione riguadagna la possibilità di guadagnarsi il paradiso.

Geniale no? Il credente è messo in condizione di poter continuare ad aspirare al paradiso, nonostante gli errori o i peccati commessi, basta che si redima in tempi utili.

Assistente di dio: Buondì. Lei sarebbe?
Greenwich: Greenwich, dovrei essere in lista.
L’assistente di dio apre il terminale e scrive qualcosa sulla tastiera.
AdD: Mmm. Sì, eccola qua.
G: Oh, bene.
AdD: Ops, no. Questo era Grinuic. Sa, con queste pronunce anglofone è facile confondersi.
G: Mi scusi, controlli meglio. Ci sono sicuramente.
AdD: No, nessun errore. Grazie per averci scelto e arrivederci.
G: Un momento, guardi che io mi sono pentito di tutti i miei peccati, mi sono sempre confessato e mi hanno pure unto prima di morire, ho tutte le carte in regola, controlli per bene!
AdD: Ah ah! Un altro con questa storia! Non ci posso credere, oggi sarà il millesimo. Ma si può sapere chi ve le ha messe in testa queste invenzioni?
G: E’ dal catechismo che ci viene insegnato eh. Tutta roba cattolica centopercento, si fidi.
AdD (con le lacrime agli occhi): Fantastico… fantastico… Roba da non credere! Gigi! Senti qua! Un altro che vuol passare perché si è pentito!
Gigi (da dietro un separé): Che coglione!

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Cesteria borsetta nastro raso
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Decoflowers rete per confezionare fiori lilla
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Porta candela Natalizio dorato per centrotavola
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Rai 4, terapia antizapping
Dopo decenni di fedele militanza e teledipendenza, da qualche anno a questa parte ormai avevo smesso di seguire l’abituale programmazione televisiva. Al di là di telegiornali, eventi sportivi e serie TV, i palinsesti tipici delle reti nazionali non proponevano quasi nulla che fosse di mio gradimento. Essenzialmente mi trovavo bombardato a qualsiasi ora da pubblicità indegne e da desolanti esempi di “TV spazzatura”, quella piena zeppa di ignoranza, volgarità, veline, tronisti, reality shows, (finta) sofferenza ostentata, (vera) sofferenza sfruttata senza etica e tante altre brutture di questo genere. Per fortuna ci sono sempre stati MTV ed All Music a risollevare l’ansia da telecomando, ma col tanto strombazzato avvento del segnale digitale terrestre sono arrivati sul serio altri canali decisamente interessanti. Fra tutti questi spicca Rai 4, ovvero… almeno per me… “il piacere di tornare a guardare la TV”!

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Il quarto canale della Rai, infatti, sembra assolutamente tarato sulle mie esigenze. Azzardo sia addirittura sintonizzato sulle frequenze di un’intera “generazione” (ma ho proprio voluto esagerare). La pubblicità è pochissima, spesso è composta dalle poco invadenti autopromozioni interne, ed è sempre inserita al momento opportuno. Alcune trasmissioni, come “
Sugo” (condotta da Carolina Di Domenico, con numerosi inviati molto simpatici e divertenti) o “Vite Re@li” (condotta da Francesca Romana Ronchi), sono davvero godibili e si dimostrano molto attente alla realtà di una società in quotidiana evoluzione. I film proposti sono di tutti i generi e per tutti i gusti, vengono interrotti da spot solo fra primo e secondo tempo, e la loro visione, anche “a scatola chiusa”, al di là di rivedere una sfilza di veri “cult movies”, mi ha permesso di scoprire pellicole che in alcune occasioni si sono rivelate davvero speciali (un nome su tutti: il favoloso, ma poco conosciuto, “Intacto” di Juan Carlos Fresnadillo).

Ma la parte del leone la fanno le serie televisive, una delle forme di intrattenimento e comunicazione che preferisco da sempre. L’offerta è davvero vasta e variegata. C’è anche qualche bel titolo “flop” davvero trascurabile, a dire il vero, ma meglio parlare di cosa c’è di buono ed interessante. Innanzitutto le TV series in qualche maniera legate alla firma del grande JJ Abrams in veste di creatore, autore o produttore, presentate in maniera davvero originale ed oculata, tanto che per numerose settimane ho ribattezzato il martedi “la serata col mio amico JJ”. Ad aprire le danze in prima serata, infatti, era “Brothers & Sisters”, poi era il turno di “Six degrees”, dopodiché arrivava anche “What about Brian”, per concludere a notte fonda con la splendida “Alias”, forse la migliore produzione di Abrams. E avrò sicuramente modo di parlare meglio della prima, simpatica commedia interpretata anche dalla mia adorata Callista Flockhart, ma specialmente della quarta, favolosa serie d’azione che vede come protagonista l’agente segreto Sidney Bristol, impersonata dalla grande Jennifer Garner. Anche perché mi ha appassionato a tal punto, che mi sono deciso a iniziare presto la visione integrale di tutte le sue stagioni in DVD!

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Terminato il “capitolo Abrams”, le altre "perle" della programmazione serial sono "Numb3ers", intrigante poliziesco incrociato a teorie matematiche prodotto dai fratelli Tony e Ridley Scott, "Millennium", thriller ad alta tensione con venature mistiche creato da Chris Carter, e "Taken", serie prodotta da Steven Spielberg e dedicata ai primi incontri ravvicinati del secondo e terzo tipo, ma specialmente “Angel” e “La leggenda di Bruce Lee”. “Angel” è una creazione del grande
Joss Whedon ed è una costola della fantastica saga di “Buffy, the Vampire Slayer”. Non è ai livelli della serie che l’ha generato e che le ha fatto una “trasfusione” di spunti e personaggi, fra protagonisti e apparizioni speciali, ma si rivela interessante e piacevole. Per la prima volta, oltretutto, viene trasmessa in prima serata, dopo anni di passaggi in assurdi orari notturni. “La leggenda di Bruce Lee”, invece, è stata davvero una bella scoperta. Prima serie televisiva di produzione cinese a sbarcare in occidente, è chiaramente dedicata alla vita ed alle opere del grande maestro di kung-fu e talentuoso artista Bruce Lee. Sotto molti punti di vista, dalla fotografia alla qualità delle immagini, passando per il montaggio e i movimenti di macchina, non è paragonabile alle produzioni statunitensi, ma è comunque una ricostruzione ben riuscita e ben realizzata. Molta attenta nelle ricostruzioni e precisa nei riferimenti “storici”, vanta anche un protagonista che assomiglia in maniera impressionante al personaggio che interpreta, sia dal punto di vista fisico che nelle movenze e tecniche di combattimento. Non male, me la sto gustando tutta, anche attraverso numerose repliche.

E se proprio si vuole trovare un difetto alla programmazione di Rai 4, probabilmente sono proprio le repliche. Il portafogli di titoli evidentemente non è ancora particolarmente ricco, ma tutti i film, i programmi e le serie vengono riproposti con scioltezza e con una certa ripetitività. Ma è un peccato veniale, anche considerata la sua giovane età, per uno spazio finalmente interessante in TV, che si riesce addirittura a vedere senza sentire la necessità di avere il telecomando a portata di mano per cambiare canale. Rai 4, insomma, si rivela una vera e propria “terapia antizapping”, che merita una possibilità anche da chi, come me, si era stancato di vedere la televisione e che merita anche gli auguri, perché il 14 Luglio compirà il suo primo anno di vita: che sia lunga e prospera, ne gioveranno anche gli spettatori!

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Nastro Da Vinci ArtFleur BONESTA giallo
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Maxi sequestro, l’invasione dei “cinafonini”
Contengono batterie, con un amperaggio quasi doppio rispetto ai classici cellulari, che potrebbero esplodere con grossi rischi per la salute di chi li utilizza.  Si tratta di telefonini di provenienza cinese e che hanno un aspetto quasi identico agli apparecchi piĂą in voga sul mercato…. clicca qui per continuare Fonte: Poliziadistato [...]

Contengono batterie, con un amperaggio quasi doppio rispetto ai classici cellulari, che potrebbero esplodere con grossi rischi per la salute di chi li utilizza.  Si tratta di telefonini di provenienza cinese e che hanno un aspetto quasi identico agli apparecchi piĂą in voga sul mercato….

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Fonte: Poliziadistato

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