Buonasera,
torno a scrivere dopo un sacco di tempo, sperando che gli impegni universitari, lavorativi e culturali non mi impediscano di farlo con continuità , parlandovi un poco di un paradosso che ho notato alla mia università .
Tutto quel che dirò si riferisce alla struttura di via Scarpa, dove mi trovo, del resto non sono a conoscenza.
Apro con la prima domanda: “Perché io giovane universitario affamato di conoscenza e sapere devo trovarmi ogni Giovedi mattina dalle 12:00 alle 13:30 in via Tiburtina 205 e posare i miei occhi su un sistema antididattico come Windows XP studiando per giunta Ingegneria Informatica? Non sarebbe più costruttivo utilizzare un educativo sistema Linux magari introducendo il concetto di software libero?”
Seconda domanda: “Perché i nostri professori ci incitano ad utilizzare Google e motori di ricerca vari per risolvere i nostri problemi quando non possiamo accedervi in nessuna delle aule, comprese quelle di informatica che ci assegnano?”
Terza domanda: “Perché la mia università mi concede l’utilizzo di internet nei laboratori solo ed esclusivamente verso i siti dell’università stessa?”
Entrambi i problemi mi sembrano piuttosto gravi e rilevanti, soprattutto per chi si lamenta della scarsa produttività della suddetta istituzione, calata ormai oltre il duecentesimo posto nella “Top Chart”. Ovviamente il palazzo non è crollato per aver rotto due finestre ma, questo è un ulteriore sprint verso la discesa, ormai a buon punto, verso il peggio.
Il tutto, soprattutto la questione wireless, sfiora quasi la demenzialità per una università , calcolando che ora si trova anche, perdonate l’espressione, nei cessi dei bar. Vergogna assoluta.
La risposte spero di averle al più presto, magari qui sul blog, per rendere il tutto il più pubblico possibile.
Altrimenti vi aggiornerò comunque
Lorenzo Pompili
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