Si è chiusa una giornata particolarmente difficile per le Borse europee a causa delle deludenti indicazioni arrivate dal mercato del lavoro statunitense, che a maggio ha visto il tasso di disoccupazione schizzare al 5,5% dal 5% di aprile (maggiore incremento dal 1986) e la perdita di 49 mila posti. Tali dati hanno gettato nuove ombre sull'economia americana (e di conseguenza su quella mondiale), già alle prese con i problemi del settore creditizio e di quello immobiliare e con l'allarme inflazione: l'aumento della disoccupazione potrebbe infatti portare ad una brusca contrazione dei consumi, voce che rappresenta i 2/3 del Pil Usa. Oltretutto la capacità di spesa delle famiglie è sempre più minacciata dai continui aumenti del prezzo del petrolio, tornato sopra i 134 dollari al barile (+12 dollari al barile in 2 giorni) spinto dalla debolezza del dollaro, dalle rinnovate tensioni tra Israele e Iran e da un rapporto di Morgan Stanley nel quale è ipotizzato un target di 150 dollari al barile entro il 4 luglio. In questo contesto gli operatori hanno preferito chiudere le posizioni innescando vendite generalizzate: a Milano il Mibtel ha perso il 2,16%, a Francoforte il Dax ha registrato un -1,99%, a Londra il Ftse100 ha ceduto l'1,48% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un -2,28%. A Piazza Affari le vendite hanno colpito in particolare i finanziari: Unicredit ha perso il 3,84%, Intesa Sanpaolo il 3,3%, Banco Popolare il 4,94%, Bca Pop Milano il 5,25%, Mediolanum il 5,53% e Fondiaria-Sai il 5,26%. Il forte aumento del prezzo del petrolio si è fatto sentire sugli industriali: Fiat ha ceduto il 4,41%, Italcementi il 3,69% e Pirelli il 2,99%. Si è mossa in controtendenza Prysmian con un +1,12%. I timori di un brusco rallentamento dei consumi hanno penalizzato i titoli delle società maggiormente legate al ciclo economico: Luxottica ha archiviato un -4,45%, Bulgari un -3,91%, Geox il 3,50%, Autogrill il 3,44% e Stm un -3,48%. Hanno chiuso contrastati i petroliferi: Eni ha registrato un -0,94%, mentre Saipem e Tenaris hanno guadagnato rispettivamente lo 0,49% e lo 0,69%. Sul mercato valutario è proseguita la corsa dell'euro nei confronti del dollaro: le attese per un aumento dei tassi nella Zona Euro a luglio e i negativi dati sul mercato del lavoro negli Usa hanno spinto il cambio verso quota 1,5750.
(18:05:02 06/06/2008)
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