
In quei giorni pioveva in continuazione. Il sole era cocente, ma in Toscana pioveva ogni sera, verso le quattro o le cinque, per almeno un'ora, e, finita la pioggia, il caldo afoso ricominciava. Dopo un bel pezzo di strada mi sono riparato dalla pioggia sotto la tenda di un bar sulla strada, dove una signora molto gentile mi ha consigliato cosa avrei potuto comprare con i pochi spiccioli che avevo in tasca..
 La pioggia in fondo mi toglieva di dosso quella sensazione di soffocamento, ma, essendo a ancora 5 km da Lucca ove potevo trovare ospitalità gratuita in un ostello dei pellegrini, se non smetteva almeno di scrosciare così forte, non sarei arrivato in serata e senza aver mangiato nulla, avrei dovuto dormire in tenda.. Ho passato venti minuti a cercare di capire come fare, quali opportunità avrei avuto, ma da come mi ero reso già conto, nessun altro che un prete o una struttura come l'ostello apposito, mi avrebbe tolto dai guai e dal disagio..
 Ad un certo punto due ragazzi, parcheggiato il furgone dall'altro lato della strada, sono entrati per una birra e qualche stuzzichino prima di andare a casa a riposare. Sembravano due muratori, e, dopo aver ragionato due secondi, mi sono lanciato nella richiesta inusuale, di un passaggio in città ..
Accordato con qualche riserva, finita la birra, siamo corsi sotto la pioggia/grandine sempre fortissima verso il furgone, e io ho con tutte le mie forze spinto lo zaino ingombrantissimo sul furgone. Il capo era ligure, e abbiamo fatto due chiacchiere sul come si trovasse in toscana e cosa stessi facendo. Non mancava molto alle portte della città . Potevo già vedere le torri e le punte di edifici antichi in lontananza.
 Mi hanno fatto scendere ad un semaforo dietro una chiesa, appena vicina alle mura. Parlando durante il viaggio avevo capito che forse non esisteva un ostello gratuito per pellegrini, ma il più famoso ostello che era vicino al centro era a pagamento. Non una grossa cifra, forse 20 euro, ma non avendo nulla, non avrei avuto chances. Tra l'altro era anche tardi per uscire dalla città . Maledizione!
Mi sono diretto dentro la chiesa nelle speranza che come era già successo il prete trovasse il sistema di salvarmi la nottata. La chiesa era completamente sgombra, non un'anima viva. Mi sono seduto in principio cercando di aspettare e calmare razionalmente la fame. Ad un certo punto ho cominciato a girare intorno per vedere se c'era qualcuno che potesse ascoltarmi. Niente, ma girando e girando, guardando con più attenzione, ho visto poco dietro l'altare appoggiati al marmo due pacchetti che non riuscivo a identificare. Mi sono avvicinato. Un borsellino con la chiusura a scatto, femminile, e un portafoglio di pelle. Nessuno intorno non potevo non guardare dentro. Poche monete dentro il borsellino forse mi avrebbero già salvato. Nessun documento neanche nel portafoglio. Ma parecchi biglietti da dieci e da venti. Qualcuno li aveva persi?
Ma solo molto più tardi ho capito che, essendo divisi in monete e fogli, probabilmente erano le offerte di una messa finita da mezz'ora, un'ora? Chi lo sa. Oppure come spesso mi era accaduto anche nei viaggi precedenti, la piccola sfortuna di qualcuno che non aveva bisogno, faceva la grande fortuna di uno che di bisogno ci avrebbe mangiato.
 La giornata stava prendendo un'altra piega. Ridendo istericamente mi stavo accorgendo di essere passato in un secondo da zero a cento euro, che in fondo erano destinati ai poveri. E doveva essere destino, perchè poco dopo allo sportello delle informazioni turistiche di Lucca, una signora gentilissima mi stava spiegando che in Lucca non esisteva alcuna ospitalità , se non in un ostello commerciale, pur conveniente, dove tutti i pellegrini andavano.
Ora ero davanti al Duomo di Lucca, bellissimo, nella migliore ora del giorno. Sprezzante di tutto ciò che sarebbe venuto dopo, bevevo con piacere un caffè al ginseng, sapendo che i prossimi due o tre giorni sarebbero andati bene. Tanti chilometri senza distrazioni e grosse difficoltà .
La serata al ristorante mangiando un pò meno di quello che avrei meritato per la spesa, ma contento comunque, come se mi fosse stato offerto da Gesù Cristo in persona, sono stato in giro per la città , che meritava qualche giorno che saggiamente non mi sono sentito di dedicarle.
L'ostello era gigantesco. Il prezzo intorno ai 16 euro colazione (5 euro) esclusa. Da paura considerata la tappa importante che avrebbe meritato più assistenza. Ma lo staff molto simpatico, soprattutto il gentiluomo che mi ha accolto, che incredibilmente aveva memorizzato il mio nome, e mi chiamava sempre candidamente "Ciao Gabriele" come se ci conoscessimo da vent'anni.
A colazione il giorno dopo ho capito che non era ben gestito da una conversazione con la donna del catering, che mi spiegava perchè non avevano incluso tutto nel prezzo e quale tipo di mentalità governasse.
Altri indizzi mi hanno chiarito ulteriormente le idee.
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