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30/11/-1, 00:00:00
Eventi Segnalati da Punto a Capo

PROGRAMMA FEBBRAIO 2007 DEL PLANETARIO DI ROMA


PROGRAMMA PLANETARIO

30 gennaio – 4 febbraio 2007

 

 

MARTEDI  30  GENNAIO

9:30Spettacolo riservato scuole (materne, I-IV elementari)             

11:00Spettacolo riservato scuole (materne, I-IV elementari)

12:30 – ASTROCONCERT

Musica e immagini dallo spazio

“Musica per il profondo cielo”           

   Un commento sonoro alle piů spettacolari immagini dell’universo

              

MERCOLEDI  31  GENNAIO

9:30Spettacolo riservato scuole (V elementari, medie)                                     

11:00Spettacolo riservato scuole (V elementari, medie)

12:30 - NOTTI ROMANE       

               La magia dei cieli di Roma tra cinema, storia e scienza                                                                       

 

GIOVEDI 1 FEBBRAIO

9:30 - Spettacolo riservato scuole (I-III superiori)

11:00 - Spettacolo riservato scuole (I-III superiori)

12:30 - SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

 “Vacanze marziane”

Anno 2014: una vacanza su Marte, anticipando l’era del turismo spaziale

 

VENERDI 2 FEBBRAIO

9:30 - Spettacolo riservato scuole (IV-V superiori, universitŕ)

11:00 - Spettacolo riservato scuole (IV-V superiori, universitŕ)

12:30 – SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

“Notti romane”

La magia dei cieli di Roma tra cinema, storia e scienza

 

SABATO 3 FEBBRAIO

9:30 – ASTROCONCERT

Musica e immagini dallo spazio

“Musica e immagini dal profondo cielo”

Un commento sonoro alle piů spettacolari immagini dell’universo

11:00 - UNIVERSI APERTI

Approfondimenti astrofisici sulla natura dell’universo

“Espresso per Venere”

La bellezza svelata del pianeta piů brillante del cielo. Dalla mitologia alla natura fisica di

un affascinante corpo celeste

12:30 – IMPATTI

Astronomia e dintorni

“Gli enigmi astrali di Mitra”

Sulle tracce dei misteri ritraici, un culto che guardava al cielo dal fondo di una grotta. Il puzzle delle testimonianze iconografiche allude davvero alla precessione degli equinozi?

15:00 - SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

“Notti romane”

La magia dei cieli di Roma tra cinema, storia e scienza

16:00 - PANORAMI CELESTI

Introduzione alla conoscenza del cielo

 “Le stagioni del cielo”

I mutamenti della volta celeste nel ciclo annuale delle stagioni. Rincorrendo il Sole tra le stelle dello Zodiaco

17:30 - STELLE PER GIOCARE

Spettacoli astronomici per bambini da 0 a 90 anni

“A spasso tra le costellazioni”

Un invito all’osservazione del cielo per i piů piccoli e i piů curiosi. Alla scoperta delle stelle, delle costellazioni e delle loro storie

 

DOMENICA 4 FEBBRAIO

9:30 – ASTROCONCERT

Musica e immagini dallo spazio

“Classico”

Sulle note di Strauss e Smetana, un’escursione panoramica sulle meraviglie del cielo

11:00 - PANORAMI CELESTI

Introduzione alla conoscenza del cielo

 “La danza dei pianeti”

I movimenti degli astri erranti sulla volta celeste. Il sistema solare visto da dentro e da fuori

12:30 - STELLE PER GIOCARE

Spettacoli astronomici per bambini da 0 a 90 anni

“In volo tra i pianeti” (per bambini)

Un’entusiasmante esplorazione spaziale, sorvolando da vicino i pianeti del sistema solare

15:00 - SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

 “Vacanze marziane”

Anno 2014: una vacanza su Marte, anticipando l’era del turismo spaziale

16:00 - UNIVERSI APERTI

Approfondimenti astrofisici sulla natura dell’universo

 “Verso mondi lontani”

La pluralitŕ dei mondi quattro secoli dopo Giordano Bruno. Nuove prospettive sui pianeti extrasolari

17:30 - UNIVERSI APERTI

Approfondimenti astrofisici sulla natura dell’universo

 “Le comete, vagabonde del sistema solare”

Un viaggio tra i misteri e il fascino antico degli astri chiomati. Dalle apparizioni piů famose a quelle future

 

Museo Astronomico e Planetario

Piazza G. Agnelli 10 - Roma

 

Info

06 82059127

www2.comune.roma.it/planetario


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DALLA CROCE ROSSA DI MARINO: Raccolta sangue a P.za San Barnaba – Marino


PERCHÉ DIVENTARE DONATORE DI SANGUE

Molto spesso la soluzione di un problema dipendente “non solo” ma “anche” da noi. Vi č certamente un problema la cui soluzione dipende soltanto da ciascuno di noi, ed č proprio quello della carenza di sangue in alcune., purtroppo l’offerta di sangue č inferiore alla richiesta.
Questo squilibrio del bilancio tra dare e avere crea frequentemente situazioni difficili che a volte diventano drammatiche.
Qualsiasi cittadino in buona salute puň donare il sangue e fornire quindi senza fatica la materia prima dalla quale dipende la vita di un numero sempre maggiore di pazienti.
La necessitŕ di disporre di sangue negli ospedali aumenta ogni giorno di piů. Operazioni a cuore aperto, grossi traumi da incidenti stradali, da infortuni sul lavoro o da calamitŕ naturali sono tra le cause piů evidenti di utilizzo di sangue. Altrettanto drammatiche sono le necessitŕ per la terapia di alcune malattie del sangue (come leucemie e microcitemie), che esigono trasfusioni periodiche per molto tempo. Tali terapie servono concretamente a mantenere in vita molti pazienti.
Pazienti affetti da tumore maligno che oggi, per fortuna, hanno possibilitŕ di guarigione attraverso il trattamento chemioterapico necessitano di un supporto di trasfusione di componenti del sangue.
Diventare Donatore, quindi, vuol dire partecipare alla soluzione di un problema sociale e civile che dipende unicamente da noi.
Il dono del sangue non deve essere considerato un atto eroico, ma un diritto-dovere di ciascun cittadino.
Chi desidera diventare donatore di sangue puň rivolgersi al Comitato Locale di Marino – Gruppo Volontari Donatori di Sangue - Via P. Nenni, 6 – Marino(Rm) Tel.: 06/9367167 Fax: 06/93662301 - 06/9387334 per informazione sulla campagna “PORTA UN AMICO …… E SALVA UNA VITA”di raccolta sangue 2007 giŕ programmata e fissare la propria donazione.
DOMENICA 18 FEBBRAIO 2007
M A R I N O
PIAZZA SAN BARNABA
DALLE ORE 8:00 ALLA 12:00

Si ricorda: Prima della donazione č consentito bere solo tč, del caffé o del succo di frutta.
Vedere allegata locandina
Il Responsabile del Gruppo Volontari Donatori di Sangue C.R.I. - Comitato Locale di Marino Angelo Pazienza
Il Presidente C.R.I. - Comitato Locale di Marino Carlo Giorgi


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ASTRAGALI TEATRO ULYSSES’ GRAMOPHONE
preparing the wake
appunti teatrali per una critica della violenza
di fabio tolledi
1-11 febbraio 2006
NICOSIA
Castiliotissa palace (Cyprus)

Ulysses’ gramophone- preparing the wake  č un’azione del progetto LE ROTTE DI ULISSE PER UNA CRITICA DELLA VIOLENZA sostenuto dal Programma Cultura 2000 dell’Unione Europea

Dopo “Il corpo dell’arte”, “Sulle tracce di Dioniso-i porti del Mediterraneo”, “Teatri di guerra-pratiche di pace”, Astrŕgali Teatro realizza inItalia, Grecia, Cipro, Malta, Turchia, Albaniaun nuovo progetto  sostenuto dal programma “Cultura 2000”  dell’Unione Europea
Info: Astragali Teatro
via G. Candido 23-Lecce
Tel. 0832-306194
astragali@libero.it - www.astragali.org


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TERRA MADRE

Debutta martedě 30 gennaio alla Casa delle Culture di Roma, lo spettacolo “Terra… Madre” di Anna Rita Luongo. Si tratta del terzo lavoro che la regista e autrice dedica ai quattro elementi. Nelle due precedenti stagioni la “Compagnia dei Terrazzi di Ada” (www.terrazzidiada.it) con “Tutte le cose sono acqua” ha portato in scena l’Acqua, legata alla letteratura, poi č stata la volta di “Angeli carezze d’aria” dove l’elemento aria č stato raccontato attraverso gli Angeli. Questo č l’anno della Terra “vista come mamma, colei che genera e produce frutto, colei che puň essere paragonata alla donna fertile e madre“.

“Terra… Madre” č anche un omaggio che Anna Rita Luongo fa alle sua terra di origine, la Lucania, una terra, una madre, che ha visto partire i suoi figli verso terre lontane al punto che “oggi - haspiegato Antonio Pilieri, presidente del Centro Studi Lucani nel Mondo, che patrocinato lo spettacolo - ci sono piů lucani all’estero che nella stessa Lucania”. Questa piece teatrale vuole, infatti, essere anche un’occasione per parlare dell’emigrazione e del ruolo che le donne del nostro Meridione hanno avuto nella storia di questo fenomeno migratorio.

“La realtŕ dell’emigrazione al femminile - spiega Anna Rita Luongo - sfugge alle cronache, alle statistiche …. Le donne nella storia non ci sono … č come se gli eventi siano mossi solo da uomini“… ed č proprio questa realtŕ che non trova il dovuto spazio nei libri di storia, che ha ispirato l’ultimo lavorodi Anna Rita Luongo.

L’autrice e regista aveva giŕ affrontato, seppur marginalmente,il tema dell’emigrazione italiana in “Tutte le cose sono acqua” ed ora con “Terra… Madre” torna a farlo prepotentemente.

“Terra madre e radici“. Queste le parole chiave di questo spettacolo, spiega la regista, “perché la Terra č madre, ma č anche radice” a volte gli eventi ci portano lontano da casa ma, aggiunge la Luongo “ se hai le radici ben forti, hai sempre un posto dove ritornare”. Anna Rita Luongo in questo spettacolo vuole ricordare il sacrificio fatto da quelle persone che costrettedalla situazione di miseria in cui, nei primi del ’900 versava l’Italia e in particolare il sud, sono partite e a volte non sono mai piů tornate, mentre “chi torna trova le antiche radici, trova che il mondo lě non č cambiato”, una continuitŕ con il passato che nel finale dello spettacolo la regista rende con la figura delle prefiche.

“Terra … Madre - prosegue la Luongo - anche in questo senso, origine, tradizione, attaccamento a tutto ciň che ci rende quello che siamo … le nostre radici, quindi come emigrati in Patria patiamo la sofferenza deldistacco dai nostri cari … come mele mature strappate dalla loro pianta ma costrette a trovare requie in un nuovo e prospero porto.

Emigranti che portano con se, ovunque vanno, tutto ciň che la terra madre ha loro insegnato e donato … il rispetto per il passato, per le tradizioni e l’amore per il nuovo sito che nuova casa diviene.

Questa ricchezza radicata nei nostri animi viene restituita a tutti coloro che entrano in contatto con noi con semplici racconti, ricordi, musica, piatti tradizionali e colori … Terra Madre e figli della Terra … cittadini del Mondo“.

L’uomo che parte e si allontana con dolore dalla famiglia č ilprotagonista della storia dell’emigrazione ma la donna? Colei che resta e si sacrifica nell’attesa di un biglietto di ricongiungimento? Coleiche porta avanti la famiglia gettando sangue e sudore nel poderetto? Colei che rischia di rimanere una vedova bianca? Colei che parte lasciando tutto alle spalle ricominciando in una nuova terra dove non conosce la lingua, dove le č impossibile anche parlare con gli insegnanti dei figli … soffrono poiché tuttociň che era sinonimo di sicurezza č ora lontano ma, nonostante tutto, si sentono forti nella speranza di un futuro migliore e nell’amore per la propria famiglia.

Sono donne dure … tenaci … intraprendenti … e per questo hanno diritto di entrare a far parte della storia anche loro“.

In questo spettacolo, cosě come nei due precedenti (Tutte le cose sono acqua e Angeli carezze d’aria), grande importanza č datanon solo alle parole, ma anche la gesto e al movimento. Ho voluto inserire anche alcuni lati tradizionali della terra lucana, dalla Taranta che con la sua musica e le sue danze dona il calore delle sagre estive che riportano a lieti ricordi e Santa Borriello, documentatasi per un intero anno, ha elaborato delle coreografie molto forti, nulla di spettacolare ed eccessivamente colorato, solo pura tradizione.

Nella realizzazione di questo lavoro l’autrice, ha fatto un serio lavoro di ricerca storica per poter riproporre sulla scena una pagina importante della storia lucana e italiana, quella dell’emigrazione verso terre lontane.

“Il mio lavoro di ricerca - spiega Anna Rita Luogno - č partito da qui, da queste tre parole … Terra … Madre … Radice, cosě memore dei miei passati studi storici universitari sono andata a spolverare vecchi testi di storia del mezzogiorno, ad esempio: Chiesa ed emigrazione a Caltanissetta e in Sicilia nel novecento a cura di Pietro Borzomati, che parlavano di emigrazione e distacco dove ho notato che l’uomo era sempre l’unico protagonista ma della donna non si parlava mai o poco, troppo poco. La mia testa č tornata alla mia tesi di laurea sulla Lucania, ricordavo testi di Rocco Scotellaro, Ernesto De Martino del quale ad esempio ho letto, anzi divorato, il libro Morte e pianto rituale, dal lamento funebre antico al pianto di Maria testo meraviglioso chemi ha tolto ogni dubbio e curiositŕ che avevo sulla figura delle prefiche che , nello spettacolo, sono presenti.

Il libro che perň č stato fonte di maggiore ispirazione - prosegue la regista e autrice- č stato Storie di Donne Lucane “racconti di figlie, madri e nonne” di Maria Schirone … immagini, storie, volti a me noti poiché appartengono all’album dei ricordi della mia famiglia, delle mie radici ed, infine, Ann Cornelinsen la canadese, una delle protagoniste dello spettacolo, con il suo libro Torregreca, dove vi sono diversi spaccati di storie di donne e di emigrazione nella propria terra, come la storia di Suor Clemente, ancora in vita“.

Lo spettacolo andrŕ in scena dal 30 gennaio al 4 febbraio alla Casa delle Culture di Roma, in via San Crisogno, 45 tutte le sere alle 21,00 e la domenica doppio spettacolo con una pomeridiana alle 18.


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ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO “GIORDANO BRUNO”

Aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs e all’International Humanist and Ethical Union Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino
Telefax: 0115212000 - e.mail: linc@marte.aerre.it www.liberopensiero.20m.com

invita

sabato 17 febbraio 2007 - ore 16.30 - a Piazza Campo dei Fiori (davanti al monumento del Nolano)

Libertŕ ed autodeterminazione: valori laici

Deposizione corone e discorsi commemorativi del rappresentante del Comune di Roma e del Presidente dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, avv. Bruno Segre

Interventi di: Maria Mantello, Giulio Giorello, Federico Coen, Nuccio Ordine

Letture bruniane a cura di: Marialivia Franceschini , Fabiola Perna, Camilla Scrugli, Carlotta Spizzichino, Arianna Zapelloni Pavia,

performance art di Maria Teresa Lubrano, Alessandra De Angelis e Giulio Mollica

partecipazione artistica: Pietro Bontempo e Salvatore Gioncardi
poetessa Mara de Mercurio


Centro Studi Enrico Maria Salerno
Silvio Fiorelli e Ass. Culturale 321 JAGAD - Artisti & lavoratori dello spettacolo
Intermezzi per voce, chitarra ed armonica di Geovani Ciconte e Filippo Bizzaglia
presenta: Antonella Cristofaro


Assessorato alle Politiche Culturali - Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - Centro Internazionale di Studi Bruniani "Giovanni Aquilecchia"(CISB)

Per informazioni: 3297481111; liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it


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Il Naufragarmedolce presenta "Pesci fuor d'acqua?"
dal 7 all'11 febbraio 2007 (tutti i giorni alle 21 e domenica ore 19)

TEATRO TINTADIROSSO
Napoli
Via S. Biagio Dei Librai, 39
80138 Napoli (NA)
info: tel. 081 7901270

Scritto, diretto e interpretato da Chiara Casarico e Tiziana Scrocca

NOTE SUL TESTO
lo spettacolo nasce da un progetto di ricerca sulla commistione dei linguaggi: il clown, la drammaturgia classica, i modelli contemporanei e dall’esigenza di recuperare un rapporto col pubblico attraverso la semplicitŕ, la sinceritŕ e la leggerezza, fondendo forme immediate con contenuti complessi. La scrittura procede su un doppio binario, il testo viene costantemente arricchito e tradito integrando le potenzialitŕ del recitare a soggetto con un testo chiuso.

LA STORIA

“Non c’č niente di piů stupido,
che un uomo possa fare,
che ammalarsi di malinconia…”


E’ la storia di un incontro: Grattacapo l’intellettuale disincantato e fallito e Vallelappesca il contastorie. L’iniziale diffidenza si trasforma in amicizia. Nasce nei due una volontŕ per rimettersi in movimento, di fare qualcosa per il mondo che sembra andare a rotoli. La prima azione concreta č quella di scrivere un giornale di strada che metta in evidenza i paradossi del nostro vivere quotidiano… Si discute di diritti e bisogni… e si individua nell’acqua il problema centrale della nostra epoca. Da qui la decisione di ripulire il fiume su cui vivono e lo scoramento per l’impossibilitŕ dell’impresa. Ma la speranza č l’ultima a morire e lo spettacolo si chiude con la proposizione di tornare nel mondo di lassů a cercare “altri pesci fuor d’acqua come noi… che si mettono insieme, che amano insieme, che lottano insieme… e insieme cominciano a respirare!”

Chiara Casarico
Compagnia Teatrale
Associazione Culturale
IL NAUFRAGARMEDOLCE
tel. 06.636201 -
fax 06.9725.8006
cell. 335.6077284
info@ilnaufragarmedolce.it www.ilnaufragarmedolce.it


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Allegati:
---> Locandina raccolta sangue della Croce Rossa di Marino
---> Presentazione del libro di Roberto Pallocca a cura dell'Associazione Assenzio ad Acilia



PER SEGNALARE EVENTI A PUNTO A CAPO: eventi@paconline.it


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30/11/-1, 00:00:00
LA NOTTE DEGLI OSCAR - Webcronaca (Live)
L’80esima cerimonia di consegna degli Oscar si è aperta con un filmato animato che vedeva fra i protagonisti star del presente e del passato compreso il governatore della California Arnold Schwarzenegger. Il conduttore della serata Jon Stewart ha aperto il suo discorso facendo riferimento allo sciopero degli sceneggiatori che avrebbe potuto portare all’annullamento della cerimonia. [...]

francesca+mari

L’80esima cerimonia di consegna degli Oscar si è aperta con un filmato animato che vedeva fra i protagonisti star del presente e del passato compreso il governatore della California Arnold Schwarzenegger. Il conduttore della serata Jon Stewart ha aperto il suo discorso facendo riferimento allo sciopero degli sceneggiatori che avrebbe potuto portare all’annullamento della cerimonia. Bah, abbastanza patetico.

Ma passiamo in rassegna cronologica le statuette assegnate:

  • MIGLIORI COSTUMI: premia Jennifer Garner… and the winner is Alexandra Byrne per “Elizabeth: The Golden Age”.
  • MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: con mia grande gioia, Anne Hathaway e Steve Carell dichiarano che… the winner is “Ratatouille”! Olè!
  • MIGLIOR TRUCCO: Katherine Heigl consegna la statuetta a Didier Lavergne e Jan Archibald, per “La vie en rose”. Ma qualcosa mi dice che per questo film non sia finita qua….
  • MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI: vince “La Bussola d’oro - The Golden Compass”. Non mi esprimo, non ho osato vederlo…
  • MIGLIOR SCENOGRAFIA: vincono Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo!!!! Ovviamente per “Sweeney Todd”! Olè!
  • MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: ah! peccato! “Il Supplente” di Andrea Jublin, corto prodotto da Sky Cinema, è stato sconfitto da “Le Mozart des Pickopockets”.
  • MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE: vince “Peter & The Wolf”.

Ora si comincia a far sul serio..

  • MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: non c’era grande incertezza, nonostante ci fossero bravissimi attori a contendersi la statuetta, perchè lui era una spanna sopra tutti. Chi? Javier Bardem per “Non è un paese per vecchi”!!! E andiamo! L’attore ha ringraziato i fratelli Coen per il ruolo che gli hanno assegnato e soprattutto per il pittoresco taglio di capelli (il famoso caschetto ridicolo), e poi ancora ringraziamenti per i colleghi Tommy Lee Jones e Josh Brolin. E unooo!
  • MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: incredibilmente sconfitta Cate Blanchett, in lizza con “I’m not there” (rischia di non vincere nulla a questo punto!). A sorpresa il premio viene assegnato a Tilda Swinton, viscida e spietata avvocatessa in “Michael Clayton”. Inutile dire che non sono per niente d’accordo con l’Academy, ma non sarĂ  nè la prima nè l’ultima volta. Peccato per Cate…
  • MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: e due! vincono Joel & Ethan Coen con “Non è un paese per vecchi”! Spero non sia finita qua!
  • MIGLIOR SONORO: vincono Karen Baker Landers e Per Hallberg con “The Bourne Ultimatum”
  • MIGLIORI EFFETTI SONORI: vince ancora una volta “The Bourne Ultimatum”. Ma può vincere due Oscar sto caspiteruola di film! Che tristezza! Battuti ingiustamente “Ratatouille” e “Non è un paese per vecchi“. Academy abbagliata!

Ed ora si assegneranno le statuette piĂą ambite ed attese…

  • MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: Forest Whitaker consegna l’Oscar a Marion Cotillard! E qui l’Academy mi ha sorpreso quasi positivamente! Toh, chi l’avrebbe mai detto! Nei giorni scorsi avevo previsto la vittoria di Julie Christie, ipotizzando una giuria sensibile al tema dell’Alzaihmer, e invece no, c’è il bis per “Le vie en rose”. Bene così!
  • MIGLIOR MONTAGGIO: vince…chi? nooo! ma basta!! è scandaloso! Ancora “The Bourne Ultimatum”! Battuti incredibilmente i favoritissimi della vigilia (i soliti noti) e il giĂ  troppo ignorato “Into the wild”. Orrore amici, orrore! Questo non è e non può essere in alcun modo un film da tre Oscar!
  • MIGLIOR FILM STRANIERO: Penelope Cruz consegna l’Oscar al film austriaco “Il Falsario - Operazione Bernhard (The Counterfeiters)”.
  • MIGLIOR CANZONE:  l’Oscar alla migliore canzone del 2008 va a Glen Hansard e Marketa Irglova, autori di “Falling slowly” tratta dal film “Once”. Per chi fosse interessato QUI c’è il video della canzone. Battuto “Come d’incanto” che era in lizza con ben tre brani…
  • MIGLIOR FOTOGRAFIA: vince la sua prima statuetta “Il Petroliere”. Era ora dai! Premiato Robert Elswit. Ma che ora è? 5,05. Urge una caffè, torno subito…

Come ogni anno ora c’è un filmato che ritrae i personaggi legati al mondo del cinema scomparsi negli ultimi dodici mesi. Grande commozione soprattutto in memoria di Heath Ledger.

  • OSCAR ALLA CARRIERA allo scenografo Robert Boyle, classe 1909, giĂ  collaboratore di Alfred Hitchcock e altri grandi registi. Un anno fa vinceva la statuetta il nostro Ennio Morricone.
  • MIGLIOR COLONNA SONORA: e vaiiii! vince ancora un italiano! Dario Marianelli si aggiudica meritatamente l’Oscar grazie alla colonna sonora di “Espiazione”. Ha battuto l’altro italiano Marco Beltrami, che era in corsa col film “Quel treno per Yuma”.
  • MIGLIOR CORTO DOCUMENTARISTICO: l’Oscar viene vinto da “Freeheld”.
  • MIGLIOR DOCUMENTARIO: scconfitto il favoritissimo Michael Moore (”Sicko”), il premio va a “Taxi to the dark side” di Alex Gibney ed Eva Orner.
  • MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: facevo il tifo per due film, uno ha perso (”Lars e una ragazza tutta sua”), l’altro ha vinto (“Juno”). E per il film dell’emozionatissima Diablo Cody potrebbe non esser finita qui, vedremo…
  • MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: era il favoritissimo e ha vinto. Daniel Day Lewis ritira dalle mani di Hellen Mirren la statuetta di migliore attore, bissando così l’Oscar vinto con “Il mio piede sinistro” nel 1989. Secondo premio della serata per “Il Petroliere”
  • MIGLIOR REGISTA: il grandissimo Martin Scorsese premia Joel & Ethan Coen!!! Meritatissimo Oscar per i fratelli! Ma ora attendiamo il bis… e dopo pochissimi minuti, il bis arriva! Denzel Washington consegna l’Oscar per il miglior film a “Non è un paese per vecchi”! Quindi…
  • MIGLIOR FILM DEL 2008: “Non è un paese per vecchi” (titolo originale: “No country for old men”).

In conclusione: ho un sonno bestiale, sono contento per i Coen, ho azzeccato tutti i pronostici tranne il premio femminile e… Buonanotte!!!!! Alla prossima!

30/11/-1, 00:00:00
LE CERE DI BARACOA di Davide Barilli
Conosco Davide Barilli dai tempi di Musica per lo Zar. Non so se qualcuno l’ha mai fatto prima, ma osservando la foto che vedete qui sulla sinistra ho appena deciso di ribattezzare Barilli come il Tom Selleck della letteratura italiana. Ciò premesso (e tornando seri) bisogna dire che Barilli è un ottimo romanziere dalla penna raffinata (uno [...]

francesca+mariConosco Davide Barilli dai tempi di Musica per lo Zar.
Non so se qualcuno l’ha mai fatto prima, ma osservando la foto che vedete qui sulla sinistra ho appena deciso di ribattezzare Barilli come il Tom Selleck della letteratura italiana.
Ciò premesso (e tornando seri) bisogna dire che Barilli è un ottimo romanziere dalla penna raffinata (uno di quelli che, già leggendo le prime pagine dei suoi libri, capisci subito che sa scrivere Storie con la esse maiuscola e ama la letteratura); fa parte della redazione della «Gazzetta di Parma» (si occupa di cronaca giudiziaria e della pagina culturale) e per la sua attività di giornalista ha vinto la prima edizione del Premio «Egisto Corradi». Oltre al già citato Musica per lo zar ha pubblicato il romanzo La fascia del turco e alcuni libri di racconti, Poltrona per acqua, La casa sul torrente e Piombo e argento.
Ho deciso di invitare Davide Barilli qui a Letteratitudine per approfondire la conoscenza del suo nuovo romanzo “Le cere di Baracoa” (Mursia, 2009, € 17).
Riporto il testo che trovate sulla bandella laterale del libro.
francesca+mariNovembre 1944. Durante una rappresaglia scoppia un incendio in una cereria della Bassa Padana. Muoiono due ragazzi: i fratelli Gabbi. Per oltre mezzo secolo Celso, il fratello maggiore emigrato in Centro America, cova la vendetta che, al suo ritorno, sfocia in un omicidio.
Risucchiato dalle leggende di un uomo dal sangue zingaro e incuriosito da una vecchia cartolina in bianco e nero, un misterioso narratore ripercorre la vita dell’assassino per inseguire un delitto privo di enigmi investigativi, ma ricco di misteri.
Dai nebbiosi argini del Po comincia un avvincente viaggio in una Cuba inedita, lontana dai luoghi comuni del turismo di massa, un peregrinare durante il quale il protagonista incontra le ombre, spesso appena accennate, di personaggi realmente esistiti: dal campione di scacchi cubano Capablanca a un inedito e immaginario Italo Calvino bambino, da Errol Flynn a Magdalena Rovieskuya, la cantante lirica russa che scappò dalla rivoluzione dei bolscevichi per gestire un hotel nell’antica città di Baracoa; ma anche Gino Donè Paro, l’ex partigiano veneto che sbarcò sull’isola con Fidel Castro per liberarla dalla dittatura di Batista. E poi il bicicletero Barroso, il tapizero Orlando e tanti altri anomali personaggi che affollano le assolate strade cubane.

“Le cere di Baracoa” (lo sto leggendo in questi giorni) è un romanzo avvincente, ben scritto, ambientato in una Cuba diversa da quella “solita”. Ma è anche un romanzo che tocca diverse tematiche: c’è il tema della vendetta, quello della ricerca, quello del viaggio… e quello degli incontri.
E proprio rispetto a quest’ultimo mi piacerebbe aprire una discussione parallela.
Provo a porvi un paio di domande…

Cosa rimane degli incontri che facciamo nel corso della vita… durante il nostro peregrinare… nei nostri viaggi?

Quando e perché un incontro – piuttosto che un altro – riesce a incidere nelle nostre esistenze?

Davide Barilli parteciperĂ  alla discussione.
Di seguito vi propongo la recensione di Giovanni Tesio, apparsa su Tuttolibri di sabato scorso e l’articolo - in esclusiva per Letteratitudine - di Francesca Giulia Marone (che mi darà una mano a animare il dibattito)
Massimo Maugeri


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DAVIDE BARILLI tra la Bassa e Cuba
di Giovanni Tesio

Due storie che s’incrociano e che si rimescolano fino a perdersi in una sorta di sentiero interrotto, che appartiene alla natura dei sogni. Le cere di Baracoa (Mursia, pp. 234, e 17), è il terzo romanzo di Davide Barilli, cinquantenne giornalista della «Gazzetta di Parma», che a partire da un delitto commesso nel clima avvelenato della guerra civile approda ai grovigli dei misteri cubani.
Non importa cercare quanto di documentabile e quanto di inventato ci sia in questo romanzo che associa le figure del cronista, del viaggiatore e del romanziere, perché di fatto a muovere le cose non è tanto la ricerca di una soluzione, ma piuttosto il filo segreto che lega i destini più remoti, la romantica suggestione che viene da una natura (non solo umana) così inafferrabile.
Ecco perché il filo del movente (la ricerca di un uomo di cui rimane solo la traccia di una cartolina), più che collegarsi al tema di una vendetta lungamente annunciata (e anche compiuta), si muove dentro un viaggio che si trasforma a poco a poco nella vera e più segreta - più inafferrabile - ragione del cercare. Cercare un uomo dentro un universo continuamente fuggiasco, trovando tante altre storie: uno scacchista di prodigiosa lentezza, un italiano finito sulla Sierra in compagnia dei barbudos di Fidel, un tedesco che tenta di catturare il rumore del silenzio, e così via, tra emarginati, avventurieri, dispersi.
Come giĂ  nel romanzo precedente, dove Parma si congiungeva alla Russia zarista, Barilli annoda qui il vicino e il lontano, la Bassa piĂą sua alla Cuba meno turistica. E tutto impasta in un linguaggio che assomiglia alla sorprendente e surreale foresta dello Yunque (paesaggio-personaggio) che anima buona parte delle pagine finali.
Giovanni Tesio
(Fonte: Tuttolibri di sabato 18 luglio 2009)

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Davide Barilli e il suo ultimo romanzo “Le cere di Baracoa” edito da Mursia

di Francesca Giulia Marone (nella foto)

francesca+mariAnno 1944: da una tragedia consumata in una cereria della bassa padana si dipana la storia misteriosa dell’avvincente romanzo di Davide Barilli che ci conduce su un doppio binario tra realtà e invenzione, tra passato e futuro nelle maglie di una vicenda che si snoda dagli argini del Po fino alla magia di una Cuba lontana, per l’esattezza nell’atmosfera dell’antica città di Baracoa. Un concentrato di storie, di suggestioni, di ricordi che ci aprono ad immagini colorate, dense di profumi della realtà cubana e delle nebbie della bassa padana, conducendoci in un viaggio che è uno svelarsi di enigmi e di destini che si incrociano.
Alla fine della guerra, due ragazzi perdono la vita per una rappresaglia crudele e ingiusta. Il fratello Celso giurerà vendetta per questa morte, che riscatterà -o almeno crederà di averlo fatto- con l’uccisione del responsabile, tornando dopo essere stato cinquant’anni a Cuba.
Perché una vendetta covata nell’animo per mezzo secolo? Come ha vissuto Celso in questi lunghi anni lontano dalla sua terra?
La misteriosa voce dell’io narrante ci accompagnerà nella indagine della vita e dell’animo di Celso e del quarto fratello, Valdemaro, di cui sappiamo ben poco perché scomparso senza lasciare tracce. In un tortuoso peregrinare l’io narrante ripercorre la vita dell’assassino, sulle orme del fratello scomparso, ondeggiando fra passato e futuro, in continue anticipazioni e flashback narrativi che spingono l’azione oltre le caratteristiche tipiche del “giallo”, disegnando una cornice narrativa a cavallo fra il reportage e l’indagine psicologica di tipi umani poco comuni ma sempre veri. Fra storia e invenzione, con la forza di una capacità evocativa straordinaria, l’autore tiene in piedi piani temporali e spaziali differenti attraversando i temi dell’amicizia, della guerra, della morte tessendo i fili di una trama che - come già anticipato - sa fondere insieme ambientazioni fosche della bassa padana e scenari inediti e carichi di profumi magici della Cuba sconosciuta ai più. Con un linguaggio fluente, intessuto di un lessico alto ed elegante, frammisto ad espressioni linguistiche cubane, (di cui l’autore si è premurato di dare spiegazioni in un piccolo e utile glossario) l’autore mette in scena personaggi surreali, in bilico fra realtà e finzione: come lo scacchista Capablanca, l’Italo Calvino bambino, la cantante lirica russa sfuggita ai bolscevichi, l’ex partigiano veneto… e altri ancora.
Sorprende, inoltre, piacevolmente, la struttura narrativa in cui perde di importanza la centralitĂ  del protagonista per schiudersi in una storia polifonica ben orchestrata entro cui ogni voce, primaria o secondaria che sia, sa dare il suo contributo originale e avvincente.
E’ una ricerca tra indagine non convenzionale di una storia noir e un viaggio nel mistero dei luoghi delle strade del mondo, ma ancor più nelle pieghe enigmatiche dell’animo umano. Tutto dipanato di fronte allo sguardo del lettore come su uno schermo con l’occhio attento e obiettivo della visione disincantata, da esperto viaggiatore, dell’autore.
Barilli narra, inventa, mostra e viaggia portando il lettore a scavare sotto la crosta dell’apparenza in una incessante ricerca di luce. “Ho sempre cercato di guardare oltre le apparenze, convinto che le nebbie celino sempre una realtà più segreta di ogni altra cosa che emerge allo scoperto… ma a volte non è così… a volte accade che la realtà si presenti come un incubo così vero e concreto da lasciarti a bocca aperta e interdetto”.
Non ci resta che abbandonarci all’avventura.
Francesca Giulia Marone



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