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Natale al tempo della crisi: due passi all'Auditorium

foto+nina+senicar

Come ormai abitudine natalizia da qualche anno a questa parte, ho deciso di fare due passi all'Auditorium Parco della Musica a Roma. Sul loro sito avevo visto che la tradizionale manifestazione "Natale all'Auditorium" era confermata, con un programma piuttosto ricco. Bene, ho pensato, sarà divertente e magari riuscirò a farmi avvolgere da un po' di spirito del Natale.

Arrivato con tutta la famiglia a destinazione sono rimasto di stucco: dov'erano gli alberi di Natale? Dov'erano le casette degli gnomi dalle quali l'hanno scorso ho faticato a recuperare i figli? Non c'erano, sostituiti (e solo in parte) da quattro chioschetti di bibite. Mamma mia che tristezza. Ma possibile?

Possibile si, eccome. Ma non c'era un altro modo? Non era meglio nulla che tanta desolazione? Non c'era proprio il modo di riempire gli spazi dell'Auditorium? Non dico per guadagnarci, ma almeno per non dare quella sensazione di "scusateci, abbiamo finito i soldi" che in un momento come questo proprio non aiuta. C'era la pista di pattinaggio su ghiaccio, ma tristissima ed ingombra di una umanità tanto infreddolita quanto poco divertita.

Il luogo è bello, bellissimo. La cornice prestigiosa, il tabù del "cultura alta o morte" infranto già da tempo e con buona pace di tutti. Sarei curioso di sapere se è andata così per una volontà precisa, per mancanza di idee oppure a causa di contrattempi. 

Non è la prima volta che andando all'Auditorium per qualche manifestazione ne ricavo la stessa sgradevole impressione di occasione mancata. Occasione mancata di fare le cose in grande o anche solo di fare le cose bene.

Toshiba Regza 32 pollici? Si, grazie!
Erano parecchi mesi che meditavo l’acquisto di una televisione seria, che fosse all’altezza degli ultimi sviluppi della tecnologia. Negli ultimi anni, infatti, mi ero accontentato di un televisorino davvero "basic", per seguire qualche trasmissione e un po’ di sport in chiaro, ma mi ero specialmente affidato allo schermo del mio computer portatile, per consumare a ritmi serrati centinaia di film e decine di serie televisive in formato digitale.

Per un bel po’ di tempo mi è anche andata bene così. Mi sembrava già un miracolo il salto quantico dallo squallore dell’abituale programmazione TV, alla possibilità di poter sempre scegliere cosa vedere e quando vederlo, potendo attingere a qualsiasi tipo di contenuto video sia mai stato realizzato e condiviso. Inoltre “domanda & offerta” faticavano ad incontrarsi. Volendo “cambiare prospettiva”, infatti, di certo non mi interessavano televisori “old school” con tubo catodico, ma ho da subito puntato i più recenti modelli a schermo piatto. Come tecnologia ormai è diventata davvero “a portata di mano”, rispetto ai prezzi da capogiro di qualche anno fa, ma gli schermi che potevano essere di mio gusto costavano troppo o avevano specifiche tecniche non soddisfacenti, con “offerte speciali” che con un prezzo leggermente inferiore alla media in realtà mascheravano mancanze e “povertà” tecnologiche non accettabili. Ma ero fiducioso, perché notavo che da un po’ il rapporto fra prezzo e caratteristiche stava iniziando ad equilibrarsi, almeno secondo i miei desideri.

foto+nina+senicar

E Martedì scorso la bilancia si è messa in pari. Insieme a Alessio, Marcello e Marco, infatti, mi sono recato in un centro commerciale specializzato in tecnologia e mi sono accaparrato uno splendido schermo piatto “a prezzo di costo”: un Toshiba modello Regza LCD a 32 pollici, HD ready, contrasto 18.000:1, risoluzione 1366 x 768 e un design moderno ed elegante. Dopo circa una settimana di utilizzo… costante e frenetico… devo dire che sono davvero soddisfatto!

L’impatto globale è ottimo. La visione su 32 pollici è un’esperienza splendida, grazie a cui si riescono a cogliere in maniera ben definita particolari e sfumature finora impensabili, rendendo ancora più appassionanti le scene spettacolari. La resa dei colori è perfetta. Anche i neri sono molto nitidi. Solo in scene quasi totalmente “oscure” si nota ogni tanto qualche tono “fuori posto”, ma probabilmente mi basterà settare meglio il bilanciamento del colore per ottenere un risultato perfetto. L’audio è all’altezza della situazione, con un effetto stereo dolby surround davvero impressionante. Il sistema di ricezione digitale terrestre è integrato, consentendo l’accesso a molti nuovi canali gratuiti, ma specialmente la ricezione del segnale delle emittenti nazionali in maniera molto più godibile. Davvero utile la funzione attraverso cui la visualizzazione dei programmi si adatta automaticamente al formato originale in cui vengono trasmessi, passando allo spettacolare widescreen non appena ce n’è la possibilità. Ma si può sempre modificare la visualizzazione a proprio piacimento, allargandola o ritagliandola, volendo anche “deformandola”, sino a portarla a tutto schermo.

Naturalmente ho sperimentato questa mia nuova “finestra sul mondo” anche vedendo alcuni DVD in cui l’aspetto visivo è fondamentale e molto particolare (per la cronaca, “L’incredibile Hulk”, “The Cell” e “Sin City”). Anche questo test è stato superato a pieni voti. La resa dei film da DVD è “pulita” ed affascinante sotto tutti i punti di vista, con figure sempre nitide e definite, colori vivi e brillanti, neri impeccabili, che rendono la visione un vero e proprio “spettacolo casalingo”.

Sarà l’effetto novità… sarà che quando guardo la nuova televisione vicino alla vecchia, mi sembrano quasi una mamma a spasso mano nella mano con la figlia… sarà che televisione mi concede piacevoli ore di svago… ma penso proprio di aver azzeccato la scelta! Dunque… ora è proprio arrivato il momento di salutarti… vado a vedere un po’ di TV… :-)
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Il “Panini Comics Impact” a Modena
Sabato 7 Febbraio ho avuto l’opportunità di partecipare ad un evento per me molto importante, il “Panini Comics Impact 2009”. Di cosa si tratta? In estrema sintesi, lo staff di Panini Comics e Planet Manga, in compagnia di qualche disegnatore italiano che la lavora per la MARVEL, si è sparpagliato in giro per l’Italia ed ha incontrato gli appassionati di fumetti nei comics-shop di undici città italiane, per presentare le novità più interessanti del nostro piano editoriale, partendo dal nuovo e sensazionale cross-over “Secret Invasion”, per poi spaziare in tutta la nostra programmazione americana (Marvel, ma non solo), giapponese e italiana.

foto+nina+senicar

La precedente edizione di questo evento era stata realizzata circa dieci anni fa, quando Panini Comics era ancora Marvel Italia, ed ero presente anche durante quell’ultima “tappa romana” del “Marvel Impact”. Ma ai tempi ero ancora un super-nerd-fanzinaro e mi trovavo “dall’altra parte della barricata”, ovvero in mezzo ai tanti appassionati accorsi per bersagliare Francesco Meo e Giorgio Lavagna di domande e curiosità. Dunque penso siano facilmente intuibili la soddisfazione e l’orgoglio con cui mi sono recato nel negozio specializzato “Modena Fumetto”, questa volta non più in veste di fan (categoria nella quale, comunque, sento ancora di riconoscermi fortemente), ma indossando i panni di “rappresentante ufficiale della Panini”. Ho affiancato in questa belle esperienza i colleghi Simon Bisi, editor principale dei tanti “progetti speciali” della nostra casa editrice, ed Elena Zanzi, fra le più grandi esperte di manga nel nostro paese. Ed è stata davvero una bella esperienza. Con indosso la mia “divisa” (la nuova t-shirt "a tema invasione" distribuita da PAN) e dopo aver allestito la nostra “postazione multimediale” (con rotazione di immagini e video, anche il promo ufficiale di “Secret Invasion” che trovi più in basso) ho preso ad attendere che arrivassero i fan e l’iniziale dubbio (paura?) sulla buona riuscita dell’evento è stato velocemente sostituito dalla gioia nel constatare che… per fortuna... qualcuno stava arrivando sul serio!

foto+nina+senicar

Attorno alle 16:30, dunque, è iniziato un lungo incontro con gli altri appassionati, che è terminato poco dopo le 19:00 e che si è svolto in maniera decisamente anticonvenzionale: non una meccanica esposizione delle news, ma un continuo e lungo dibattito con gli intervenuti, rispondendo alle loro domande e discutendo della nostra comune passione. Più di due ore e mezza di chiacchiere ininterrotte, un prezioso momento di confronto e scambio di opinioni, da cui sono uscito praticamente senza voce, ma decisamente soddisfatto. Quale altra sensazione, infatti, avrebbe potuto lasciarmi un così bel pomeriggio, passato a disquisire così amichevolmente di Skrull, continuity, ristampe, autori, novità e progetti editoriali? Scrivo questo post, infatti, essenzialmente per ringraziare tutti i lettori che hanno deciso di partecipare all’Impact nelle varie città italiane (sembra proprio che sia andato bene ovunque), ma specialmente gli amici che sono venuti a trovarmi a Modena. Per me è stato davvero un piacere ed un onore avere la possibilità di confrontarmi con voi e questo evento per me si è presto trasformato in un momento di vero arricchimento, sia a livello professionale che umano. Mi ha suggerito qualche buona idea, che ho puntualmente proposto durante la successiva riunione editoriale (incrociamo le dita!), e mi ha fatto “ricaricare le batteria”, toccando con mano quanto il frutto del nostro duro lavoro quotidiano sia apprezzato e amato. Talvolta anche criticato, ma in maniera sempre rispettosa e positiva, per aiutarci a fare sempre di più e sempre di meglio. Un grandissimo “abbraccio virtuale”, dunque, a tutti i ragazzi modenesi e bolognesi che hanno fatto di questo primo “Panini Comics Impact” un momento fondamentale nella mia crescita personale e lavorativa. Se l’anno prossimo, come già si vocifera, l’evento verrà rinnovato, facendo tesoro anche degli “errori” commessi nella gestione di questo anno, spero proprio di esserci ancora.

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Come i due precedenti episodi, anche questo film inizia con Scrat e la solita ghianda. Fa la sua prima apparizione Scrattina (Scratte, nell’originale) , un’avvenente antenata dello scoiattolo volante. Ellie e Manny aspettano il loro primo figlio. Sid e Diego, sentendo di non far parte della famiglia, si dividono da Ellie, Manny, Crash ed Eddie. Diego non ha piĂą [...]foto+nina+senicar

foto+nina+senicar

Come i due precedenti episodi, anche questo film inizia con Scrat e la solita ghianda. Fa la sua prima apparizione Scrattina (Scratte, nell’originale) , un’avvenente antenata dello scoiattolo volante.

Ellie e Manny aspettano il loro primo figlio. Sid e Diego, sentendo di non far parte della famiglia, si dividono da Ellie, Manny, Crash ed Eddie. Diego non ha piĂą il solito spirito di caccia: ormai invecchiandosi ha perso la velocitĂ , che ritroverĂ  solo alla fine del film. Sid non è proprio come Diego: vorrebbe restare con Manny e Ellie, ma trova delle uova di dinosauro a cui dopo dovrĂ  badare a dei cuccioli di Tirannosauro combinaguai a cui si affezionerĂ  moltissimo. La madre dei tre piccoli dinosauri li ritrova e prende con se anche Sid. Il resto del bizzarro branco cerca Sid nella sotterranea terra dei dinosauri dove, appena arrivati, vengono attaccati da un Anchilosauro, dal quale sfuggono scivolando sul dorso di un Brachiosauro. Trovano l’aiuto di Buck, un bizzarro furetto fuori di testa, che viene inizialmente ignorato dal gruppo. Ma dopo aver salvato Manny e Diego da una gigantesca pianta carnivora, Ellie riesce a convincere a tutti a dare retta a Buck. Quella notte, Buck racconta di come si è procurato la benda all’occhio sinistro: lo ha perso la prima volta che si è scontrato con un gigantesco baryonix albino di nome Rudy, il piĂą temuto dinosauro del mondo sotterraneo. Nella battaglia, Buck è riuscito a strappargli uno dei suoi affilati denti, facendone un pugnale. Sid nel frattempo continua a competere con mamma T-rex per i cuccioli, ma fra i due nasce una tenera amicizia.(wikipedia)

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We are all disabled

On March 2008 I published an article on this blog where I stated that we are all different, and thence that we are all normal, included disabled people, because being different is the normality. If you have not read it, you may want to do it before continuing to read this one.
Now I wish to demonstrate exactly the opposite, that is, that we are all disabled, in some way. The two statements are not in contradiction with each other: they simply demonstrate that the terms "normal" and "disabled" indicate relative concepts.
Let us consider first physical impairment. The woman in the image below, on the left side, is paraplegic from birth. So she is a disabled person. Now, look at the image on the right. Also the man in that image is on a wheelchair, but simply because he broke his left leg. So he is temporarily disabled, but he is experiencing mostly the same difficulties the paraplegic woman lives through from birth.










An accident might put each of us in such a situation. To have some accident is quite frequent in one person's lifetime, so most "normal" individuals have experience of a disabled condition at least once in life. But you do not need to have an accident to know how many obstacles an individual on a wheelchair may experience daily. Have you ever walked with a baby pram in a crowded town? If you go in some suitable place, like a park, no problem, but try to go shopping, cross streets, enter buildings walking with a pram or a stroller. It is a real trial!
Let us consider now sensory impairment. For example, the man on the left image below is blind. He cannot see obstacles, he cannot recognize faces in the distance, he cannot appreciate the beauty of paintings or photographs. Have you ever been in such a situation? Do not respond immediately: just think. Have you ever experienced misty weather, when fog is unbelievably thick? Have you ever searched for a candle in complete and utter darkness during a black-out? Temporary situations, of course, but during those events you was sensory impaired.










Just look at the man in the image below at left. He is fat, really fat. It should be hard for him to move, walk, climb the stair. Probably there are physical activities he will never practice, as running or jumping. Have you ever practiced breath-held diving? Try it in a sea abounding in fish, like Red Sea or in the Maldives. You will feel awkward, a clumsy and goofy animal in comparison with fishes. You will move slowly and react laggingly. You are out of your environment. Under the water you are a disabled animal.










So, there is no body-related disability that cannot be experienced by a "normal" individual at least once in his/her life; probably more than once. But what about cognitive or intellectual impairment? What about mental disorder? We might think that we should rarely experiment such conditions. Well, probably it is true, unless you are a hard drinker or a drug addicted. But even if that is not the case, think. Did you ever undergo a surgical operation? How did you feel when you woke up from anesthesia? Some cognitive impairment is also typical of specific pharmaceutical treatment. For example, several psychopharmacons have impressive side effects on brain.
Anyway there are a lot of people who do not drink hard, take drugs or just psychopharmacons. So what? Well, you do not need to experiment some chemical substance to experience mind-related disabilities. Have you ever been in a foreign country? For example, a place where people speak a language that is completely different from yours, maybe using a different alphabet? You have no way to communicate. You do not understand natives and they do not understand you. Even asking a simple question may represent a problem. "What time is it?" "Can you show me the way?" Trust me: you feel really stupid.
But even if you know more than one language, you might feel embarrassed sometimes. For example, I know some English. When I go to USA for business reasons I always speak English because it is really difficult that someone speak my language. But I am not so fluent in English as I am in Italian, and even if my English is good enough to ask for direction, have a meal in a restaurant, or even have a meeting with American colleagues, I am perfectly aware that I create the impression of an illiterate person. For example, I can hardly understand jokes or follow the lyrics of a song from radio. If people speak too fast, I may miss some part of what they say. When I speak, I realize that I could say it better, especially if the subject is delicate and may give rise to misunderstanding. Even this article is probably full of mistakes, and in any case a good English writer would have written it differently. I write much better in my language, but as an English writer I am probably poorer than an American teen. So, when I write in English, I am a disabled.
Language is only a minor obstacle, however, when you go abroad. You may be taken by surprise because of different customs, conventions, even laws. You can easily get in trouble because of your ignorance. Some usage can be so different that it could be antithetical to your believes and habits. Nevertheless it is not necessary to go abroad to feel uncomfortable. It may happen in your country too when you visit a town you have never been before. You can't get your bearings, for example. In many countries people living in different towns speaks different dialects or have different ways to communicate. What's polite in a place can be offensive in another and this is true for gestures too. Few years ago, two Danish parents, visiting New York, left their young daughter in her stroller outside the Dallas BBQ restaurant in the East Village of New York while they sat inside. This is perfectly common in Denmark, where the crime rate is low. But in New York, where people chain down trash cans if they want to keep them, police were called when worried passersby questioned child safety. So the two parents were arrested and jailed for two nights. For the American judge they were bad parents, but they were not: they simply were used to a different behavior perfectly safe in their own country.
So, the conclusion is that we all are disabled in specific situations. Some people is disabled for the whole lifetime, others experience impairments for a limited amount of time or only under specific circumstances, but soon or later each of us will live through the disability. Think about next time you will meet a so-called "disabled" person.

Pubblicato da dejudicibus | Commenti


Tags: cultura, societa, eng , discriminazione, disabili


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