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Brutta sorpresa per un 18enne durante il suo pranzo da McDonald's. Al primo morso al Chicken Legend sandwich, il giovane Brett Stephens ha infatti addentato un enorme e appuntito filo di ferro, di ben 13 cm, 'conficcato' nella carne. E ora sua madre Janet annuncia battaglia. "E' gravissimo. Brett ha addentato il panino e ha lanciato un urlo - ha raccontato Janet al Daily Mail - ho guardato e ho visto quell'oggetto appuntito proprio nel pollo. Ho anche un figlio di tre anni, cosa sarebbe successo se fosse stato lui a trovare un filo di ferro nel sandwich?". La donna ha protestato con i vertici di McDonald's, che le hanno risposto dicendole di tornare al fast food 'incriminato': il panino in questione sarebbe stato sostituito con un altro, gratis. "Mi hanno riso in faccia, dicendomi che al massimo potevano cambiarmi il sandwich", ha detto, arrabbiatissima, Janet, che ha denunciato tutto alla polizia. "Ci scusiamo per non aver rispettato i nostri abitualmente elevati standard - ha detto, cercando di 'riparare' un portavoce di McDonald's - abbiamo aperto un'inchiesta su ciò che è successo. McDonald's prende molto seriamente la sicurezza e la qualità del suo cibo, e si scusa per questo isolato incidente".
E’ in uscita l’aggiornamento dell’ATI Tray Tools.
Questa utility consente, tramite pochi click, di personalizzare ed ottimizzare le caratteristiche della propria scheda video ATI.
Modificare il filtro antisotropico, i livelli di antialiasing di Open GL e Direct3D, regolare la qualitĂ delle immagini, “ingannare” le impostazioni di core e memoria, non sarĂ piĂą un problema.
Il software è [...]
E’ in uscita l’aggiornamento dell’ATI Tray Tools.
Questa utility consente, tramite pochi click, di personalizzare ed ottimizzare le caratteristiche della propria scheda video ATI.
Modificare il filtro antisotropico, i livelli di antialiasing di Open GL e Direct3D, regolare la qualitĂ delle immagini, “ingannare” le impostazioni di core e memoria, non sarĂ piĂą un problema.
Il software è davvero snello e non va ad appesantire le risorse del sistema.
Creato per sistemi Windows 2000/2003/XP e Vista. Scarica.
Ilaria D'amico durante una sua trasmissione viene inquadrata nelle sue stupende estremitĂ , e accorgendosi della cosa lancia uno sguardo al cameraman per la serie "Che cosa inquadri????"
Un paio di giorni fa sono andato al cinema insieme ad Anna e Veronique per vedere il film di “Watchmen”. Ma credo sia il caso di fare subito un passo indietro, premettendo che la lettura del fumetto originale è stato per me un momento molto importante, che in qualche maniera ha caratterizzato tutta la mia vita. Ero uno studente ai primi anni del liceo quando ho ammirato per la prima volta il capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons. L’avevo scoperto per caso sulle pagine degli allegati a “Corto Maltese”, attendendo con ansia che passassero trenta giorni per leggere il capitolo successivo e percependo immediatamente l’opera come qualcosa di diverso, innovativo, unico. Anche se l’impatto iniziale era ancora epidermico ed a un primo livello di lettura. Poi nel corso degli anni, specialmente da quando il capolavoro è stato raccolto in volume, ho riletto il blocco completo di storie quasi una volta all’anno, studiandolo attentamente e scoprendone ogni volta delle sfumature nuove.
La storia ripropone fedelmente la trama principale del fumetto, scavando nella vita di alcuni ex super-vigilanti e di come la loro esistenza condizioni il percorso dell’umanità intera. Il racconto è ambientato all’inizio degli anni ’80 e si apre con il brutale assassinio del peggiore fra gli “eroi”, il sadico e violento Comico, per poi seguire le indagini dei suoi vecchi “compagni d’avventura”, alla riscoperta dei segreti nascosti nel loro passato ed alla scoperta della cospirazione che sta dietro alla sua morte, che si rivelerà essere solo il primo tassello di un mosaico molto più vasto e che sembra preludere agghiaccianti scenari futuri. L’assoluto rispetto della storia originale e dei suoi indimenticabili dialoghi è uno degli aspetti positivi del film, ma non è il solo. La pellicola parte decisamente bene e, dopo il violento scontro corpo a corpo nella dinamica scena d’apertura, trovano spazio gli ottimi titoli di testa, un esperimento visivo tecnicamente interessante in cui, attraverso una serie di “istantanee animate”, viene introdotta la storia della prima generazione di “controllori”: un coacervo di tizi scanzonati e dai costumi sgargianti, che affrontano il crimine con una certa spensieratezza e semplicità , diventando quasi delle stelle dello spettacolo rincorse dai paparazzi più che dei paladini della giustizia. La colonna sonora è ideale per riportarci nel periodo in cui è ambientata la storia e di volta in volta vengono scelti dei brani indimenticabili, capaci di “raccontare in musica” ciò che succede sullo schermo o “spezzare” con sottile ironia rispetto alla scene mostrate. Gli effetti speciali sono perfetti, riuscendo a rendere visivamente credibili ed affascinanti le scene ambientate su Marte, i poteri del Dottor Manhattan o le evoluzioni aeree di Archimede, il mezzo di trasporto volante del Gufo. Ma servono anche a rendere più truculente e incisive le punizioni inflitte dai vigilanti ai loro nemici, mostrate in tutta la loro “brutalità splatter”, senza diventare “protagonisti” della scena, ma anzi asservendosi in maniera funzionale allo sviluppo della trama. Il montaggio è cinetico e le inquadrature riprendono pedissequamente quelle del fumetto, con un ottimo lavoro di adattamento al diverso strumento mediatico. Anche l’effetto rallenty, vera e propria “cifra stilistica” del regista, viene usato con sapienza e senza stucchevoli esagerazioni.
Gli attori non sono (ancora) stelle di primo piano della “fabbrica dei sogni”, ma tutti svolgono il loro compito in maniera egregia e, al di là delle studiate somiglianze fisiche, interpretano i rispettivi personaggi con estrema fedeltà ai caratteri del modello originale di riferimento. Specialmente il Rorschach, “voce narrante” della vicenda, che forse non può considerarsi il vero protagonista della storia, vista la sua naturale coralità , ma che di certo è il mio preferito. La realizzazione delle “macchie mobili” sul suo volto è ottima, così come è impeccabile la sua caratterizzazione. Forse solo la voce non è perfetta. Sia nella versione originale del film, sia nella sua edizione italiana, infatti, è stata scelta una voce roca e “cavernosa”, ma non fino al punto giusto. Ma probabilmente in questo mio giudizio sono condizionato dall’aver ascoltato la lettura del primo monologo di Rorschach realizzata proprio da Alan Moore in prima persona, che ti propongo qui di seguito: la voce del più “follemente lucido” fra i Watchmen me l’ero sempre immaginata così… un suono gutturale e profondo, quasi privo di emozioni oltre alla rabbia ed al disgusto, che fa scorrere immediatamente sulla mia pelle un brivido di angoscia mista a sconforto…
Se il fumetto di “Watchmen” è un capolavoro assoluto, dunque, il film si ritrova purtroppo privo di un pezzo fondamentale della sua “anima”, ma si dimostra comunque una pellicola discreta e affascinante, probabilmente da riconsiderare anche quando sarà disponibile la sua “extended cut”, il montaggio originale e integrale del film, che dovrebbe durare circa quattro ore, contro le due ore e trenta della versione distribuita in sala. Magari questa versione “extra long” ci riserverà qualche altra bella sorpresa…
Quando venne annunciato BioShock 2 ammetto di essermi preoccupato, e di aver pensato che per l'ennesima volta il successo di un gioco avrebbe spinto i suoi produttori a snaturarlo e a spremerlo come un limone. Effettivamente non ero poi così lontano dalla verità , ma fortunatamente nel caso di Bioshock 2 il risultato finale è ancora ottimo, pur non riuscendo nella difficile impresa di raggiungere le vette narrative del suo predecessore.
Sotto molti punti di vista il ritorno a Rapture si rivela comunque perfino più raffinato e godibile. La vicenda, raccontata secondo lo schema narrativo ormai familiare ai fan della serie, è ambientata dieci anni dopo l'avventura del primo Bioshock, e vede il giocatore vestire i panni di un Big Daddy molto particolare. Il suo legame con una specifica Little Sister, infatti, è molto più forte di quello che regola normalmente il rapporto fra le piccole raccoglitrici di Adam e i loro massicci protettori.
Naturalmente non sta a me svelarvi i retroscena della trama ma vi basti sapere che, come da tradizione, anche questa volta il giocatore si troverĂ di fronte a importanti rivelazioni e a impegnative scelte morali. Seguendo l'ereditĂ lasciata dal primo capitolo, infatti, anche questa volta i programmatori hanno calcato la mano sui dubbi etici e morali, mettendo in diverse occasioni il giocatore di fronte a importanti decisioni.
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Stanotte mi sono dilettato a cercare un componente per il mio sito che permettesse la gestione dei feed RSS in maniera professionale. Per i profani, un feed rss non è altro che un'utilità per rimanere informati sugli aggiornamenti di siti internet e blog. L'utente può, in gergo, abbonarsi al feed, utilizzando il proprio browser, come ad esempio Firefox, un lettore di feed web o un programma apposito per il proprio computer.
e non dico in senso lato, nè parlo solo della mia
la verità è che nella mia vita ho amato ed odiato tutto quello che mi sta intorno almeno una volta ma è meglio dire almeno due
non posso fare nulla per cambiare quello che sono, sarò o sono stato ma sopratutto non posso cambiare quello che [...]
e non dico in senso lato, nè parlo solo della mia
la verità è che nella mia vita ho amato ed odiato tutto quello che mi sta intorno almeno una volta ma è meglio dire almeno due
non posso fare nulla per cambiare quello che sono, sarò o sono stato ma sopratutto non posso cambiare quello che nella mia vita ho fatto. sono grato a tutti quelli che almeno una volta in cui li ho trattati male mi hanno perdonato, nel momento in cui li ho feriti o pensavano che li ferissi, loro dopo mi hanno perdonato
questa lista comprende tutti quelli con cui parlo di solito ma anche quelli che non sento più da anni ed una citazione speciale la meritano tutti quelli che non vogliono più sentirmi, non perchè non mi abbiano perdonato ma perchè non vogliono più soffrire per colpa mia
questa gente merita una menzione speciale perchè loro hanno scelto la via più facile, quella che io non riesco ad imboccare. loro mi hanno disprezzato anche solo per un secondo, alcuni di loro hanno pensato che in realtà sembravo molto meglio, molte di loro per me hanno pianto fino a dimenticarsi cosa avessi di buono. vorrei ringraziarli per tutte le volte che mi hanno salutato nonostante tutto e che ogni volta che l’hanno fatto mi hanno ricordato, che nonostante tutto, l’uomo non dimentica ma perdona
sia come dio in terra che come uomo, a volte, anch’io perdono. davanti all’ovvietà della frase “le persone non cambiano mai” io mi sento in grado di dire a tutti quelli che almeno una volta nella loro vita mi hanno ferito che va bene così, guardiamo avanti e brindiamo al passato, in nessun libro scritto ma in ogni modo vissuto