La riflessione intelligente e socialmente impegnata è il modo attraverso cui l’anima gioca a barare con se stessa, compiacendosi nell’inganno dell’aver superato la brutalità ignorante in cui era confinata. Con un colpo di coda si bea nell’illusione di aver spazzato via la propria grossolanità e di aver ad essa sostituito la cultura, la conoscenza, la nozione, il ragionamento, il metodo, il sistema, il pensiero apologeta ed edificante. E’ il pensiero, dunque, è la sua oggettiva capacità di speculazione la soluzione borghese e benpensante all’imbarbarimento degli spiriti, poiché è la capacità di compiacere eticamente il gregge che rende la comunità fiera della sua stessa dottrina e riappacificata con quella sua dimensione ovina dell’essere.
Qualora si manifestasse uno spirito più risoluto, ostinato a non voler tanto riflettere sul discorso per cui la verità è la verità , come colui che trova beatitudine nell’osservare il sole affermandone, spiegandone e dimostrandone la presenza; se tale spirito avesse in sé l’ardire di volersi relazionare in prima persona con tale verità , non più dall’esterno, ma dall’interno della sua persona, cosa mai accadrebbe a quel pensiero così meravigliosamente già compiuto nella sua stessa dottrina e propugnato in modo così battente? Di certo accadrebbe l’irreparabile, poiché subentrerebbe in esso la categoria mobile ed incerta del divenire.
La dottrina, il pensiero oggettivo ed i suoi inganni, sarebbero presto smascherati da colui che andrebbe a conoscere in prima persona ogni aspetto di quella conoscenza che i predicatori del sistema conoscevano solo per una misera via speculativa, tanto che da sopra i tetti di ogni casa si sentirà proclamare:
“Ascoltate e udite le mie parole! Molto è il talento da voi sviluppato nell’analisi e nello studio dei problemi, ma è giunta l’ora di divenire problema a voi stessi: abbandonate le vie della dialettica e della dimostrazione, ma insinuatevi nelle vibrazioni dell’essere ed imparatene il linguaggio, così che la vostra cultura non sia più vano sproloquio della ragione, ma sia generato dal sapere vivo dell’abbondanza del cuore! Abbandonate le verbose divergenze intellettuali, mettete a silenzio il vostro falso e concettuoso dialogare e provate sulla vostra pelle le stigmate che la verità imprime nei cuori, tanto che il suo essere proclamata non sarà più segno di compiacimento personale, ma sarà l’eccesso di sofferenza che lo spirito non saprà contenere!”
Et respondens universus populus dixit sanguis eius super nos et super filios nostros (Mt. 27,25)
convert this post to pdf.
Tutti i diritti riservati a www.mastrofabbro.com by MASTRO FABBRO |