
Adesso si, lo potete fare, adesso la potete chiamare per quello che è diventata: UomoGP.
Si, perchè non mi sto riferendo all’esasperazione mezzi meccanici (che abbia raggiunto livelli tecnologici e costi da astronave è chiaro come il sole), ma alla gara degli uomini che si misurano in quello che definisco ormai come Schianta Spirito GP.
Ciò che non ti uccide ti rende piu’ forte si diceva un tempo. Verissimo. peccato che sia dura sopravvivere a colpi cosi pesanti, profondi, laceranti, inesorabili e che rischiano di travolgere tutto quello che si è fatto di buono fino a poco prima.
Lo stress ragazzi, la pressione, l’aspettativa propria e degli altri, l’impossibilità di commettere errori, la tv, giornali e fans che pressano, vogliono sapere, vogliono puntare su di te, i soldi che non bastano mai, i grandi sacrifici fatti fino a qui.
Tutto questo pensatelo per una persona normale. Ecco, ora moltiplicatelo per i miliardi in gioco in un campionato del mondo, cosa otterrete? Tanti ragazzi che sono costretti a crescere in fretta, che sbattono la faccia forte non solo per terra, manager con manie di persecuzione, società segrete per il controllo di sponsor e flussi di denaro, complotti piu’ o meno figurati, piloti che vengono usati per ottenere una fornitura di moto e buttati via per uno sponsor-pilota piu’ facoltoso.

Tutto questo avvelena la vita di molti ragazzi. ragazzi come noi che scriviamo e voi che leggete.
La chiamo UomoGP perchè la sfida è nel riuscire a resistere a tutto quello che comporta questo ambiente! Vince chi resta in piedi: cioè chi sopravvive al bombardamento mediatico e promozionale di se stessi, chi serra i denti piu’ forte, nel sorriso piu’ tirato che immaginiate. Che volete che sia la gara per questi piloti? forse quello è il momento migliore per loro, il momento dove sono soli, chiudono la visiera e lasciano il mondo fuori.
Non è facile resistere all’ambiente. Spesso, direi, non si puo’ resistere all’ambiente: come ci insegna Darwin, non si puo’ rimanere se stessi, si deve mutare, cambiare al variare delle condizioni esterne: solo cosi la specie sopravvive.
Non solo, la specie sopravvisuta diventa la dominante, quella che si è adattata, quella che non subisce l’ambiente, lo sfrutta a suo vantaggio, ne trae energia e ci sguazza appena puo’!
Non ne siete convinti? Guardate i risultati degli ultimi anni e la Classifica del mondiale: Davanti c’è il benemerito…

Dottor Rossi Valentino: vero ed autentico Asso al manubrio e vero pioniore dell’era del pilota “foto-telegenico mediatico” che avendo per primo sviluppato gli anticorpi allo stress e all’ansia da prestazione sembra poterla tradurre in energia e risultati favorevoli come se avessi pannelli solari al posto degli occhiali. Non solo, Valentino, avendo ricevuto riconoscimenti importanti da stampa e televisione ed avendo le spalle coperte da dorna ed emittenti televisive perchè in grado di far vendere come caramelle gli spazi pubblicitari durante i gran primi e fuori, ha sviluppato una enorme influenza nel paddock, un peso politico autonomo e derivato veramente grande, con il quale puo’ arrivare a schicciare i suoi avversari e metterli in difficoltà ben prima che questi si allaccino il casco.

Dani Pedrosa: altro alfiere di un mondo nuovo, è un bravo ragazzo, piacevole, che pero’ pare si stia rovinando a circondarsi di certi soggetti. Il suo team manager, Alberto Puig, in testa a tutti.Sembra che Si stia giocando il posto in HRC, e cercando casa in un team ufficiale come quello suzuki (non certo al posto di Capirossi pero’).
Jorge Lorenzo: Nasce come razza pura rispetto ai piloti del recente presente e passato: arrembante come mai prima d’ora ho visto, coraggioso come pedrosa, talentuoso come e forse piu’ di rossi per quanto riguarda il puro istinto motociclistico, è approdato in motogp l’anno scorso con una sola idea: diventare il numero uno non semplicemente vincendo il campionato, ma stracciando tutti. Questa è stata la sua idea, il suo istinto motore, il suo movente. Non ce l’ha ancora fatta, ma si vede che il ragazzo non si è per nulla chetato e vuole ancora tutto. Sa che è ancora tutto alla sua portata, più ora che mai. E’ megalomane in tante cose: pensate che è il primo pilota a volere tutta una sua area paddock vip dove poter invitare i suoi sponsor, i suoi amici, e fare le sue feste ed eventi. e non avrebbe firmato nessun contratto se non avessero acconsentito. E’ spavaldo il ragazzo, ma ha le “gomme” sotto che lo sosterranno, magari acerbe, ma ce le avrà . Lo sento.

Casey Stoner: Lui invece non si è evoluto (calma, è un manico di primissimo livello, non si sta parlando della loro bravura al manubrio o della capacità di adattarsi alla moto e far progredire lo sviluppo!). è quello che non centra nulla. ne con questi tre diavoli qua sopra, ne con molti altri del paddock (molti magari non saranno squali e lupi di mare, ma almeno sono menefreghisti e si godono il momento di gloria). Ma Casey no, lui ci prova a rimanere se stesso: un tipo semplice, con una bella ragazza semplice, una semplice famiglia. In questo senso è uno molto terra terra, che ha inseguito con immensi sacrifici il suo sogno di diventare pilota di moto. ci crede ancora. Eì molto legato a tutto questo e ai suoi ideali. Lui lo sa, non mollerà mai. Solo che è dura per lui, è un pesce fuor d’acqua E non parla piu’. non sorride quasi per nulla, è sempre con la faccia tirata, anzi, direi decisamente attapirata.
Si è sposato a 20 anni, con una bellissima sua Fan, Adriana Stoner, australiana pure lei, insieme da 5 anni ormai. Lei lo segue come un ombra. Lei e i genitori di Casey. Lui non ha molti amici nel paddock, non è particolarmente fotogenico, non vuole poi esserlo piu’ di tanto, è un ragazzo riservato, timido, non vuole farsi immischiare in faccende che non lo riguardano.
Pero’…pero’ vive anche lui in questo ambiente. è come se volesse stare fuori senza ombrello mentre diluvia, anzichè in auto con gomme rain montate. deve attrezzarsi, deve mutare, non maturare. mutare proprio. o non ce la fara’. non tanto contro i suoi avversari, ma contro l’ambiente stesso. Per ora Casey sta perdendo, non sta vincendo. la moto è sempre quella dell’anno scorso (beh, fatta ancora meglio, ancora piu’ per lui), quindi sa guidarla come noi tutti sappiamo. Sta male, soffre di una patologia che molti riconducono a stress che abbatte le difese immunitarie e favorisce il proliferare di un certo virus debilitante. Altri sostengono che sia un malessere Psicosomatico. in ogni caso, è lo stress la causa di tutto. Da certe cose non si esce se non con lunghi periodi di riposo. e la cosa, lasciatemelo dire, è alquanto stressante in un campionato del mondo cosi ansiolitico!
Quindi il segreto per sopravvivere non è nella maturità , ma nella evoluzione.
Ma io, veramente, volevo vedere tanti piloti fare delle belle gare di moto, mica paranoici schizzofrenici ai comandi di missili costosissimi lontani anni luce da tutto quello che posso comprare o che sarà mai prodotto in serie…!!! il limite è stato superato, e senza barriere, si va solo giu.

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