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30/11/-1, 00:00:00
Persepolis, il cult sulla libertà delle donne iraniane

Arriva il film tratto dall'omonimo fumetto cult di Marjane Satrapi

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30/11/-1, 00:00:00
Eventi Segnalati da Punto a Capo

PROGRAMMA FEBBRAIO 2007 DEL PLANETARIO DI ROMA


PROGRAMMA PLANETARIO

30 gennaio – 4 febbraio 2007

 

 

MARTEDI  30  GENNAIO

9:30Spettacolo riservato scuole (materne, I-IV elementari)             

11:00Spettacolo riservato scuole (materne, I-IV elementari)

12:30 – ASTROCONCERT

Musica e immagini dallo spazio

“Musica per il profondo cielo”           

   Un commento sonoro alle più spettacolari immagini dell’universo

              

MERCOLEDI  31  GENNAIO

9:30Spettacolo riservato scuole (V elementari, medie)                                     

11:00Spettacolo riservato scuole (V elementari, medie)

12:30 - NOTTI ROMANE       

               La magia dei cieli di Roma tra cinema, storia e scienza                                                                       

 

GIOVEDI 1 FEBBRAIO

9:30 - Spettacolo riservato scuole (I-III superiori)

11:00 - Spettacolo riservato scuole (I-III superiori)

12:30 - SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

 “Vacanze marziane”

Anno 2014: una vacanza su Marte, anticipando l’era del turismo spaziale

 

VENERDI 2 FEBBRAIO

9:30 - Spettacolo riservato scuole (IV-V superiori, università)

11:00 - Spettacolo riservato scuole (IV-V superiori, università)

12:30 – SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

“Notti romane”

La magia dei cieli di Roma tra cinema, storia e scienza

 

SABATO 3 FEBBRAIO

9:30 – ASTROCONCERT

Musica e immagini dallo spazio

“Musica e immagini dal profondo cielo”

Un commento sonoro alle più spettacolari immagini dell’universo

11:00 - UNIVERSI APERTI

Approfondimenti astrofisici sulla natura dell’universo

“Espresso per Venere”

La bellezza svelata del pianeta più brillante del cielo. Dalla mitologia alla natura fisica di

un affascinante corpo celeste

12:30 – IMPATTI

Astronomia e dintorni

“Gli enigmi astrali di Mitra”

Sulle tracce dei misteri ritraici, un culto che guardava al cielo dal fondo di una grotta. Il puzzle delle testimonianze iconografiche allude davvero alla precessione degli equinozi?

15:00 - SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

“Notti romane”

La magia dei cieli di Roma tra cinema, storia e scienza

16:00 - PANORAMI CELESTI

Introduzione alla conoscenza del cielo

 “Le stagioni del cielo”

I mutamenti della volta celeste nel ciclo annuale delle stagioni. Rincorrendo il Sole tra le stelle dello Zodiaco

17:30 - STELLE PER GIOCARE

Spettacoli astronomici per bambini da 0 a 90 anni

“A spasso tra le costellazioni”

Un invito all’osservazione del cielo per i più piccoli e i più curiosi. Alla scoperta delle stelle, delle costellazioni e delle loro storie

 

DOMENICA 4 FEBBRAIO

9:30 – ASTROCONCERT

Musica e immagini dallo spazio

“Classico”

Sulle note di Strauss e Smetana, un’escursione panoramica sulle meraviglie del cielo

11:00 - PANORAMI CELESTI

Introduzione alla conoscenza del cielo

 “La danza dei pianeti”

I movimenti degli astri erranti sulla volta celeste. Il sistema solare visto da dentro e da fuori

12:30 - STELLE PER GIOCARE

Spettacoli astronomici per bambini da 0 a 90 anni

“In volo tra i pianeti” (per bambini)

Un’entusiasmante esplorazione spaziale, sorvolando da vicino i pianeti del sistema solare

15:00 - SKYSHOWS

Spettacoli astronomici automatici

 “Vacanze marziane”

Anno 2014: una vacanza su Marte, anticipando l’era del turismo spaziale

16:00 - UNIVERSI APERTI

Approfondimenti astrofisici sulla natura dell’universo

 “Verso mondi lontani”

La pluralità dei mondi quattro secoli dopo Giordano Bruno. Nuove prospettive sui pianeti extrasolari

17:30 - UNIVERSI APERTI

Approfondimenti astrofisici sulla natura dell’universo

 “Le comete, vagabonde del sistema solare”

Un viaggio tra i misteri e il fascino antico degli astri chiomati. Dalle apparizioni più famose a quelle future

 

Museo Astronomico e Planetario

Piazza G. Agnelli 10 - Roma

 

Info

06 82059127

www2.comune.roma.it/planetario


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DALLA CROCE ROSSA DI MARINO: Raccolta sangue a P.za San Barnaba – Marino


PERCHÉ DIVENTARE DONATORE DI SANGUE

Molto spesso la soluzione di un problema dipendente “non solo” ma “anche” da noi. Vi è certamente un problema la cui soluzione dipende soltanto da ciascuno di noi, ed è proprio quello della carenza di sangue in alcune., purtroppo l’offerta di sangue è inferiore alla richiesta.
Questo squilibrio del bilancio tra dare e avere crea frequentemente situazioni difficili che a volte diventano drammatiche.
Qualsiasi cittadino in buona salute può donare il sangue e fornire quindi senza fatica la materia prima dalla quale dipende la vita di un numero sempre maggiore di pazienti.
La necessità di disporre di sangue negli ospedali aumenta ogni giorno di più. Operazioni a cuore aperto, grossi traumi da incidenti stradali, da infortuni sul lavoro o da calamità naturali sono tra le cause più evidenti di utilizzo di sangue. Altrettanto drammatiche sono le necessità per la terapia di alcune malattie del sangue (come leucemie e microcitemie), che esigono trasfusioni periodiche per molto tempo. Tali terapie servono concretamente a mantenere in vita molti pazienti.
Pazienti affetti da tumore maligno che oggi, per fortuna, hanno possibilità di guarigione attraverso il trattamento chemioterapico necessitano di un supporto di trasfusione di componenti del sangue.
Diventare Donatore, quindi, vuol dire partecipare alla soluzione di un problema sociale e civile che dipende unicamente da noi.
Il dono del sangue non deve essere considerato un atto eroico, ma un diritto-dovere di ciascun cittadino.
Chi desidera diventare donatore di sangue può rivolgersi al Comitato Locale di Marino – Gruppo Volontari Donatori di Sangue - Via P. Nenni, 6 – Marino(Rm) Tel.: 06/9367167 Fax: 06/93662301 - 06/9387334 per informazione sulla campagna “PORTA UN AMICO …… E SALVA UNA VITA”di raccolta sangue 2007 già programmata e fissare la propria donazione.
DOMENICA 18 FEBBRAIO 2007
M A R I N O
PIAZZA SAN BARNABA
DALLE ORE 8:00 ALLA 12:00

Si ricorda: Prima della donazione è consentito bere solo tè, del caffé o del succo di frutta.
Vedere allegata locandina
Il Responsabile del Gruppo Volontari Donatori di Sangue C.R.I. - Comitato Locale di Marino Angelo Pazienza
Il Presidente C.R.I. - Comitato Locale di Marino Carlo Giorgi


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ASTRAGALI TEATRO ULYSSES’ GRAMOPHONE
preparing the wake
appunti teatrali per una critica della violenza
di fabio tolledi
1-11 febbraio 2006
NICOSIA
Castiliotissa palace (Cyprus)

Ulysses’ gramophone- preparing the wake  è un’azione del progetto LE ROTTE DI ULISSE PER UNA CRITICA DELLA VIOLENZA sostenuto dal Programma Cultura 2000 dell’Unione Europea

Dopo “Il corpo dell’arte”, “Sulle tracce di Dioniso-i porti del Mediterraneo”, “Teatri di guerra-pratiche di pace”, Astràgali Teatro realizza inItalia, Grecia, Cipro, Malta, Turchia, Albaniaun nuovo progetto  sostenuto dal programma “Cultura 2000”  dell’Unione Europea
Info: Astragali Teatro
via G. Candido 23-Lecce
Tel. 0832-306194
astragali@libero.it - www.astragali.org


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TERRA MADRE

Debutta martedì 30 gennaio alla Casa delle Culture di Roma, lo spettacolo “Terra… Madre” di Anna Rita Luongo. Si tratta del terzo lavoro che la regista e autrice dedica ai quattro elementi. Nelle due precedenti stagioni la “Compagnia dei Terrazzi di Ada” (www.terrazzidiada.it) con “Tutte le cose sono acqua” ha portato in scena l’Acqua, legata alla letteratura, poi è stata la volta di “Angeli carezze d’aria” dove l’elemento aria è stato raccontato attraverso gli Angeli. Questo è l’anno della Terra “vista come mamma, colei che genera e produce frutto, colei che può essere paragonata alla donna fertile e madre“.

“Terra… Madre” è anche un omaggio che Anna Rita Luongo fa alle sua terra di origine, la Lucania, una terra, una madre, che ha visto partire i suoi figli verso terre lontane al punto che “oggi - haspiegato Antonio Pilieri, presidente del Centro Studi Lucani nel Mondo, che patrocinato lo spettacolo - ci sono più lucani all’estero che nella stessa Lucania”. Questa piece teatrale vuole, infatti, essere anche un’occasione per parlare dell’emigrazione e del ruolo che le donne del nostro Meridione hanno avuto nella storia di questo fenomeno migratorio.

“La realtà dell’emigrazione al femminile - spiega Anna Rita Luongo - sfugge alle cronache, alle statistiche …. Le donne nella storia non ci sono … è come se gli eventi siano mossi solo da uomini“… ed è proprio questa realtà che non trova il dovuto spazio nei libri di storia, che ha ispirato l’ultimo lavorodi Anna Rita Luongo.

L’autrice e regista aveva già affrontato, seppur marginalmente,il tema dell’emigrazione italiana in “Tutte le cose sono acqua” ed ora con “Terra… Madre” torna a farlo prepotentemente.

“Terra madre e radici“. Queste le parole chiave di questo spettacolo, spiega la regista, “perché la Terra è madre, ma è anche radice” a volte gli eventi ci portano lontano da casa ma, aggiunge la Luongo “ se hai le radici ben forti, hai sempre un posto dove ritornare”. Anna Rita Luongo in questo spettacolo vuole ricordare il sacrificio fatto da quelle persone che costrettedalla situazione di miseria in cui, nei primi del ’900 versava l’Italia e in particolare il sud, sono partite e a volte non sono mai più tornate, mentre “chi torna trova le antiche radici, trova che il mondo lì non è cambiato”, una continuità con il passato che nel finale dello spettacolo la regista rende con la figura delle prefiche.

“Terra … Madre - prosegue la Luongo - anche in questo senso, origine, tradizione, attaccamento a tutto ciò che ci rende quello che siamo … le nostre radici, quindi come emigrati in Patria patiamo la sofferenza deldistacco dai nostri cari … come mele mature strappate dalla loro pianta ma costrette a trovare requie in un nuovo e prospero porto.

Emigranti che portano con se, ovunque vanno, tutto ciò che la terra madre ha loro insegnato e donato … il rispetto per il passato, per le tradizioni e l’amore per il nuovo sito che nuova casa diviene.

Questa ricchezza radicata nei nostri animi viene restituita a tutti coloro che entrano in contatto con noi con semplici racconti, ricordi, musica, piatti tradizionali e colori … Terra Madre e figli della Terra … cittadini del Mondo“.

L’uomo che parte e si allontana con dolore dalla famiglia è ilprotagonista della storia dell’emigrazione ma la donna? Colei che resta e si sacrifica nell’attesa di un biglietto di ricongiungimento? Coleiche porta avanti la famiglia gettando sangue e sudore nel poderetto? Colei che rischia di rimanere una vedova bianca? Colei che parte lasciando tutto alle spalle ricominciando in una nuova terra dove non conosce la lingua, dove le è impossibile anche parlare con gli insegnanti dei figli … soffrono poiché tuttociò che era sinonimo di sicurezza è ora lontano ma, nonostante tutto, si sentono forti nella speranza di un futuro migliore e nell’amore per la propria famiglia.

Sono donne dure … tenaci … intraprendenti … e per questo hanno diritto di entrare a far parte della storia anche loro“.

In questo spettacolo, così come nei due precedenti (Tutte le cose sono acqua e Angeli carezze d’aria), grande importanza è datanon solo alle parole, ma anche la gesto e al movimento. Ho voluto inserire anche alcuni lati tradizionali della terra lucana, dalla Taranta che con la sua musica e le sue danze dona il calore delle sagre estive che riportano a lieti ricordi e Santa Borriello, documentatasi per un intero anno, ha elaborato delle coreografie molto forti, nulla di spettacolare ed eccessivamente colorato, solo pura tradizione.

Nella realizzazione di questo lavoro l’autrice, ha fatto un serio lavoro di ricerca storica per poter riproporre sulla scena una pagina importante della storia lucana e italiana, quella dell’emigrazione verso terre lontane.

“Il mio lavoro di ricerca - spiega Anna Rita Luogno - è partito da qui, da queste tre parole … Terra … Madre … Radice, così memore dei miei passati studi storici universitari sono andata a spolverare vecchi testi di storia del mezzogiorno, ad esempio: Chiesa ed emigrazione a Caltanissetta e in Sicilia nel novecento a cura di Pietro Borzomati, che parlavano di emigrazione e distacco dove ho notato che l’uomo era sempre l’unico protagonista ma della donna non si parlava mai o poco, troppo poco. La mia testa è tornata alla mia tesi di laurea sulla Lucania, ricordavo testi di Rocco Scotellaro, Ernesto De Martino del quale ad esempio ho letto, anzi divorato, il libro Morte e pianto rituale, dal lamento funebre antico al pianto di Maria testo meraviglioso chemi ha tolto ogni dubbio e curiosità che avevo sulla figura delle prefiche che , nello spettacolo, sono presenti.

Il libro che però è stato fonte di maggiore ispirazione - prosegue la regista e autrice- è stato Storie di Donne Lucane “racconti di figlie, madri e nonne” di Maria Schirone … immagini, storie, volti a me noti poiché appartengono all’album dei ricordi della mia famiglia, delle mie radici ed, infine, Ann Cornelinsen la canadese, una delle protagoniste dello spettacolo, con il suo libro Torregreca, dove vi sono diversi spaccati di storie di donne e di emigrazione nella propria terra, come la storia di Suor Clemente, ancora in vita“.

Lo spettacolo andrà in scena dal 30 gennaio al 4 febbraio alla Casa delle Culture di Roma, in via San Crisogno, 45 tutte le sere alle 21,00 e la domenica doppio spettacolo con una pomeridiana alle 18.


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ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO “GIORDANO BRUNO”

Aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs e all’International Humanist and Ethical Union Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino
Telefax: 0115212000 - e.mail: linc@marte.aerre.it www.liberopensiero.20m.com

invita

sabato 17 febbraio 2007 - ore 16.30 - a Piazza Campo dei Fiori (davanti al monumento del Nolano)

Libertà ed autodeterminazione: valori laici

Deposizione corone e discorsi commemorativi del rappresentante del Comune di Roma e del Presidente dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, avv. Bruno Segre

Interventi di: Maria Mantello, Giulio Giorello, Federico Coen, Nuccio Ordine

Letture bruniane a cura di: Marialivia Franceschini , Fabiola Perna, Camilla Scrugli, Carlotta Spizzichino, Arianna Zapelloni Pavia,

performance art di Maria Teresa Lubrano, Alessandra De Angelis e Giulio Mollica

partecipazione artistica: Pietro Bontempo e Salvatore Gioncardi
poetessa Mara de Mercurio


Centro Studi Enrico Maria Salerno
Silvio Fiorelli e Ass. Culturale 321 JAGAD - Artisti & lavoratori dello spettacolo
Intermezzi per voce, chitarra ed armonica di Geovani Ciconte e Filippo Bizzaglia
presenta: Antonella Cristofaro


Assessorato alle Politiche Culturali - Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - Centro Internazionale di Studi Bruniani "Giovanni Aquilecchia"(CISB)

Per informazioni: 3297481111; liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it


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Il Naufragarmedolce presenta "Pesci fuor d'acqua?"
dal 7 all'11 febbraio 2007 (tutti i giorni alle 21 e domenica ore 19)

TEATRO TINTADIROSSO
Napoli
Via S. Biagio Dei Librai, 39
80138 Napoli (NA)
info: tel. 081 7901270

Scritto, diretto e interpretato da Chiara Casarico e Tiziana Scrocca

NOTE SUL TESTO
lo spettacolo nasce da un progetto di ricerca sulla commistione dei linguaggi: il clown, la drammaturgia classica, i modelli contemporanei e dall’esigenza di recuperare un rapporto col pubblico attraverso la semplicità, la sincerità e la leggerezza, fondendo forme immediate con contenuti complessi. La scrittura procede su un doppio binario, il testo viene costantemente arricchito e tradito integrando le potenzialità del recitare a soggetto con un testo chiuso.

LA STORIA

“Non c’è niente di più stupido,
che un uomo possa fare,
che ammalarsi di malinconia…”


E’ la storia di un incontro: Grattacapo l’intellettuale disincantato e fallito e Vallelappesca il contastorie. L’iniziale diffidenza si trasforma in amicizia. Nasce nei due una volontà per rimettersi in movimento, di fare qualcosa per il mondo che sembra andare a rotoli. La prima azione concreta è quella di scrivere un giornale di strada che metta in evidenza i paradossi del nostro vivere quotidiano… Si discute di diritti e bisogni… e si individua nell’acqua il problema centrale della nostra epoca. Da qui la decisione di ripulire il fiume su cui vivono e lo scoramento per l’impossibilità dell’impresa. Ma la speranza è l’ultima a morire e lo spettacolo si chiude con la proposizione di tornare nel mondo di lassù a cercare “altri pesci fuor d’acqua come noi… che si mettono insieme, che amano insieme, che lottano insieme… e insieme cominciano a respirare!”

Chiara Casarico
Compagnia Teatrale
Associazione Culturale
IL NAUFRAGARMEDOLCE
tel. 06.636201 -
fax 06.9725.8006
cell. 335.6077284
info@ilnaufragarmedolce.it www.ilnaufragarmedolce.it


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Allegati:
---> Locandina raccolta sangue della Croce Rossa di Marino
---> Presentazione del libro di Roberto Pallocca a cura dell'Associazione Assenzio ad Acilia



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30/11/-1, 00:00:00
Se le Donne Governassero il Mondo...

 ... Senza dubbio il mondo sarebbe un posto migliore ;-)

O forse un posto piu' divertente (oddio...), come si puo' vedere anche dalle immagini allegate al post ;-)

[2dayBlog]

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30/11/-1, 00:00:00
Il nuovo gioco dell’estate, il Toto-bimbo!
Notiziona, pure se ve ne parlo con un pò di ritardo: più o meno a cavallo di Ferragosto diventerò papà di quello che sarà sicuramente uno splendido bebè! Ciò che ad oggi ancora non so, e continuerò a NON SAPERE fino al momento del parto, è il sesso del nascituro. Mia moglie preferisce la sorpresa, “come [...]

donneNotiziona, pure se ve ne parlo con un pò di ritardo: più o meno a cavallo di Ferragosto diventerò papà di quello che sarà sicuramente uno splendido bebè!

Ciò che ad oggi ancora non so, e continuerò a NON SAPERE fino al momento del parto, è il sesso del nascituro. Mia moglie preferisce la sorpresa, “come era una volta” (dice lei) e tutti noi maschietti sappiamo benissimo che quando le donne si fissano su un’idea, venga giù il mondo ma non la cambiano manco morte! donne

Quindi, visto che io quasi non ci dormo la notte dalla curiosità, ho pensato “dai, almeno facciamo un sondaggio fra i lettori del blog, così amazziamo un pò il tempo”.

E così eccovi qui un bel sondaggino. Secondo voi, quel povero bimbo che si dovrà beccare il sottoscritto come padre, sarà maschio? O sarà forse femmina? votate, votate, votate (che è pure periodo… ):

Fiocco azzurro o fiocco rosa?
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Pubblicità progresso: questo sondaggio è stato realizzzato con Democracy per

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30/11/-1, 00:00:00
In treno
L’altro giorno, mentre ero in treno, sfogliavo uno di quei giornali che hanno invaso le stazioni e le metropolitane. Free-press li chiamano e dicono che siano il futuro della carta stampata. Ma detto tra noi amico, a me sembrano solo giornali Mc Donald’s. Dopo il junk-food, anche i junk-papers. Per fortuna nelle orecchie avevo Revolver [...]

L’altro giorno, mentre ero in treno, sfogliavo uno di quei giornali che hanno invaso le stazioni e le metropolitane. Free-press li chiamano e dicono che siano il futuro della carta stampata. Ma detto tra noi amico, a me sembrano solo giornali Mc Donald’s. Dopo il junk-food, anche i junk-papers.

Per fortuna nelle orecchie avevo Revolver dei Beatles, per cui le junk-news e il treno sembravano correre più veloci del solito. Dopo che anche Tomorrow Never Knows era giunta al termine, ho tolto le cuffie e sono rimasto in silenzio a guardare fuori dal finestrino. Rimanere in silenzio è il peggior modo per accorgersi della presenza degli altri. In un istante sono stato preso d’assalto da una marea di chiacchere senza un inizio e senza una fine. Non c’era parola che non si confondesse con un’altra. Poi d’improvviso ho distinto due voci. Erano le voci delle due ragazze che sedevano alle mie spalle. Parlavano di donne. Una delle due, quella col tono più grave, diceva che gli uomini sul lavoro sono più capaci e in grado di fare meglio molte cose, oltre che una serie di altre frasi di questo genere. Sapete cosa ne penso? Stronzate. Basta con queste stronzate che ti hanno messo in testa. Io credo in te dolcezza. Devi prendere per mano questo mondo e salvarlo. I futuri Che Guevara, Luther King e Gandhi hanno nomi come Aung San Suu Kyi, Ingrid Bétancourt, e Zoya. La prossima rivoluzione che sconvolgerà il mondo la farai tu tesoro. Non vedo l’ora che arrivi questo giorno. Io ci credo.

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30/11/-1, 00:00:00
Episodio 2 - 5 canzoni per le donne della mia vita
Mother - John Lennon Angie - Rolling Stones Lavinia - The Veils Alice - Tom Waits Suzanne - Leonard Cohen E per te amico? Quali sono state le donne e le canzoni della tua vita? Avanti, non essere timido. E’ soltanto un modo diverso di conoscersi.

Mother - John Lennon

Angie - Rolling Stones

Lavinia - The Veils

Alice - Tom Waits

Suzanne - Leonard Cohen

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E per te amico? Quali sono state le donne e le canzoni della tua vita? Avanti, non essere timido. E’ soltanto un modo diverso di conoscersi.

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30/11/-1, 00:00:00
Italiani, povera gente
E’ stato presentato il Rapporto annuale sulla situazione del Paese, riferito al 2007. Non e’ un bel leggere, il 15 per cento delle famiglie ha grandi difficolta’ e non arriva a fine mese, il 50 per cento vive con meno di 1.900 euro al mese. Ad avere grosse difficolta’ sono soprattutto le famiglie con figli non [...]

E’ stato presentato il Rapporto annuale sulla situazione del Paese, riferito al 2007. Non e’ un bel leggere, il 15 per cento delle famiglie ha grandi difficolta’ e non arriva a fine mese, il 50 per cento vive con meno di 1.900 euro al mese.

donneAd avere grosse difficolta’ sono soprattutto le famiglie con figli non indipendenti e quelle composte da persone sole per lo piu’ anziane, famiglie esposte a condizioni di disagio e spesso in ritardo nei pagamenti.

Il Rapporto dell’Istat e’ stato presentato ieri alla Camera dei deputati. In media il reddito per famiglia dei residenti nel 2005 e’ stato pari a 2.300 euro mensili, inclusi gli effetti dei trasferimenti monetari che ammontano a circa 700 euro al mese, compresi i fitti imputati delle abitazioni (quasi 450 euro), il reddito netto mensile arriva a 2.750 euro. Nelle famiglie in cui il percettore principale e’ una donna, si guadagna mediamente il 27 per cento in meno rispetto alle altre. Se poi consideriamo le famiglie composte da donne anziane sole, vediamo che nel 2005 hanno percepito un reddito netto medio inferiore ai 12 mila euro (circa 995 euro mensili).

Il presidente dell’Istat Luigi Biggeri fa notare come saltino agli occhi le profonde differenze, in un Paese in cui coesistono realta’ economiche e sociali:

Luigi Biggeri
“solide ed avanzate, in alcuni casi di eccellenza, ma anche aree deboli e di vulnerabilita’ dei contesti settoriali e territoriali, delle imprese, delle famiglie, degli individui”.

Occorre rilanciare l’economia, e per farlo sono necessari interventi energici su consumi e investimenti.

La differenze tra il Nord e il Sud

Continuano ad esserci profonde differenze, con il reddito delle famiglie del Mezzogiorno pari a circa tre quarti rispetto a quello delle famiglie del Centro-nord. E se nel calcolo si considerano anche i fitti degli immobili adibiti ad abitazione, le differenze territoriali risultano addirittura maggiori. Stando ai dati, il 20 per cento delle famiglie con i redditi piu’ bassi percepisce circa l’8 per cento del reddito totale, mentre il 20 per cento delle famiglie con i redditi piu’ elevati percepisce una quota pari a circa il 38 per cento e ha un reddito medio circa cinque volte superiore.

Il problema del reddito

In Italia le retribuzioni crescono meno rispetto ad altri paesi europei, negli ultimi dieci anni, dal 1995 al 2006, le retribuzioni orarie reali sono infatti aumentate del 4,7 per cento, mentre in Francia e in Svezia la crescita e’ stata superiore di cinque o sei volte. Ci eguagliano invece Spagna, Paesi Bassi e Germania. Per quanto riguarda la produttivita’ del lavoro non ci eguaglia nessuno, sempre nello stesso periodo e’ cresciuta di un misero 4,7 per cento, quando la media dell’Unione europea a 15 e’ stata del 18 per cento.

I mutui

Il 13 per cento delle famiglie italiane e’ gravato dagli oneri di un mutuo per l’abitazione di proprieta’ (erano il 12 per cento nel 2004) e paga una rata comprensiva di interessi e quota di rimborso del capitale pari a 559 euro al mese. La rata era mediamente di 469 euro nel 2004, per cui il peso sul reddito e’ aumentato dal 16,5 al 19,2 per cento. Le spese per l’abitazione di queste famiglie in totale “ammontano a 811 euro al mese (da 702 nel 2004), con un’incidenza sul reddito passata dal 24,7 al 27,9 per cento”, a farne le spese sono soprattutto le coppie piu’ giovani.

Disoccupati, occupati e inoccupati

La disoccupazione e’ calata, tuttavia il tasso di occupazione non aumenta significativamente, per cui cresce l’area di inattivita’, dovuta in gran parte da chi rinuncia a trovare un’occupazione. Ben tre milioni di persone nel 2007 erano interessati a lavorare ma scoraggiati alla ricerca di un lavoro (circa 318mila in piu’ rispetto al 2004). Al Centro nord l’intensita’ della ricerca e’ maggiore rispetto al Sud, e i canali attraverso cui si compie la ricerca sono ancora quelli informali (conoscenti, amici e parenti) a cui si affida il 76 per cento dei disoccupati. Circa un terzo dei disoccupati fa affidamento ai centri per l’impiego e alle Agenzie per il lavoro, che riescono a trovare un lavoro a ben pochi, tra il 2005 e il 2007 il servizio pubblico ha trovato una collocazione per 95mila persone, solo il 4,1 per cento di coloro che vi si sono rivolti.

Gli immigrati

Il numero degli immigrati e’ cresciuto in modo consistente, in base alle stime di gennaio 2008, si registra la presenza di 3,5 milioni di immigrati, pari al 5,8 per cento del totale dei residenti. I romeni sono 640.000, poi ci sono gli albanesi (400.000), i marocchini (370.000), i cinesi (160.000) e gli ucraini (135.000). Gli stranieri residenti in Italia sono prevalentemente giovani o in eta’ attiva, uno su cinque e’ minorenne, la meta’ ha fra i 18 e i 39 anni. Il 36,3 per cento risiede nel Nord-Est, il 27,3 per cento nel Nord-Ovest, il 24,8 per cento nel Centro e l’11,6 per cento nel Sud e nelle Isole.

Le imprese

Tra il 1995 e il 2006 l’economia italiana e’ cresciuta meno rispetto alle maggiori economie europee. In questo stesso periodo in Italia il Pil in termini reali e’ cresciuto in media dell’1,4 per cento all’anno, invece nell’Ue a 27 la crescita e’ stata del 2,5 per cento. L’italia ha il record per le imprese di piccole dimensioni, per cui la dimensione media delle imprese italiane e’ la più bassa d’Europa (anche se in lieve aumento). Le imprese che hanno fatto meglio sono state quelle del settore manifatturiero, le peggiori nell’industria. In recupero le micro-imprese dell’abbigliamento, della lavorazione di minerali e della fabbricazione di radio e tv.

Allegati
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30/11/-1, 00:00:00
A cinquantanni tradisco volentieri

Le donne si lamentano: il partner non è più all'altezza, solitamente le trascura, il romanticismo è concetto sempre più astratto (e dimenticato) e a letto le prestazioni mancano.

Quindi le donne tradiscono.

L’Ipsa (Istituto studi psicologici transdisciplinari), tramite un sondaggio che ha coinvolto migliaia di donne in un range che va dai 20 anni ai 60, rivela le percentuali di tradimento in base alle fasce di età.

Al primo posto le cinquantenni: il 58% delle intervistate in questa fascia di età ha ammesso il tradimento.

Seguono le sessantenni, le quarantenni, le trentenni e fanalino di coda, le ventenni, che risultano essere le più fedeli.

Dal sondaggio si evince che in amore la fedeltà è inversamente proporzionale all'aumentare dell'età: nei primi anni, quando nasce la voglia dell'altro sesso, quando si scopre l'amore, la propensione allo "svago" è bassa.

Più si cresce e più la voglia di "evasione" aumenta, complice forse un'inevitabile cinismo, che nasce spesso da situazioni o "storie" vissute in malo modo. Anche la società sempre più pragmatica e basata su fondamentali "fisici" (piuttosto che sui sentimenti e le emozioni) spinge nella ricerca di materialismo.

In conclusione, una proposta alle cinquantenni: dalle mie parti abita un trentaseienne molto prestante, single, generoso, non eccezionale come presenza, ma piacevole. Per info chiamare... donne

30/11/-1, 00:00:00
Qui pro quo pro qua

Oggi non si fa che parlare di Canne(s).

- Sempre a parlare di droghe, ma non se ne può più. Attendiamo ansiosi nuovi provvedimenti del governo pure contro la droga. 100 anni di galera a chi coltiva cannabis, però poi concediamo l'immunità penale assoluta a tutti i parlamentari -

L' Italia si allineerà agli altri paesi della Nato spostando le truppe sui fronti caldi.
- ho fatto proprio bene a votare questo governo, speravo in una vacanza in qualche bel posto caldo, con mare, donne e vu' cumpra' - (soldato al fronte)

L'omosessualità in Italia non è più un problema, i gay sono tutti integrati, parola di ministra delle pari opportunità.
- hai sentito? in Sicilia un padre ha accoltellato il figlio.
- perchè? era un mafioso?
- no. era gay ! -

Per la questione rifiuti, bisogna evitare l'uso della forza.
Non è necessario l'esercito, è sufficiente la polizia.

- sono 16 anni che si cerca di fare pulizia a Napoli e la munnezza è ancora tutta lì !
- ma non pulizia, ha detto POLIZIA ! -
- si, ci mancavano solo i poliziotti che facevano gli spazzini -

L' Inter avrebbe già acquistato un nuovo allenatore. 27 milioni di euro in tre anni.
- ma tre anni luce ? - (un precario italiano)
Julia

post in fieri: se mi vengono le aggiungo !

30/11/-1, 00:00:00
Davvero questo si voleva ?
E' raccapricciante il racconto di una docente di Storia che oggi viene riportato, per sua espressa volontà, sui giornali, in riferimento agli scontri tra la polizia e le persone che non vogliono che si apra una discarica a Chiaiano.
Un racconto, che se corrispondente al vero, dimostra lo stato di inciviltà e di terrore a cui siamo arrivati a nemmeno poche settimane dal nuovo governo.
Io non credo che chi abbia scelto la destra lo abbia fatto con l'intenzione di portare il paese indietro nel tempo, come se vivessimo in regime totalitario.
Io non credo che la gente, pur di non pagare tutta l' ICI, avesse in mente uno Stato con le squadre speciali, con le ronde, con le cariche dei poliziotti contro donne e anziani.
Sono anni che il problema spazzatura esiste in Campania, esisteva nel quinquiennio 2001-2005 con il governo di destra, esisteva nel biennio del governo di sinistra.
I napoletani saranno più che delusi: chissà, forse davvero avevano sperato che il nuovo premier raggruppasse la munnezza per portarsela ad Arcore.
Non ci sono santi in giro, almeno non ce ne sono di viventi, tantomeno ci saranno miracoli. Di questo eravamo consapevoli noi, che abbiamo votato a sinistra, non lo era forse chi ha votato a destra, attendendosi soluzioni miracolose.

Siamo ancora uno Stato civile, siamo ancora una democrazia,
ma la strada intrapresa lascia un nodo in gola, profondo.


Julia

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30/11/-1, 00:00:00
Certamente più sceme
Roma, 7 apr. (Adnkronos) - Le donne del centrodestra sono “certamente piu’ belle” di quelle del centrosinistra. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, durante un’intervista a ‘Radio Radio’. Eccotelo, figurati se non sparava l’ultima (non so voi ma io ci spero) cagata di questa penosa campagna elettorale. Non era da lui. Senza commentare gli alti contenuti della dichiarazione [...]

Roma, 7 apr. (Adnkronos) - Le donne del centrodestra sono “certamente piu’ belle” di quelle del centrosinistra. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, durante un’intervista a ‘Radio Radio’.

Eccotelo, figurati se non sparava l’ultima (non so voi ma io ci spero) cagata di questa penosa campagna elettorale. Non era da lui.

Senza commentare gli alti contenuti della dichiarazione (che poi la Binetti è ancora un fior fiore di donna, invidiosone), aggiungo che le donne della destra non sono solo più fighe, ma anche più colte.

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30/11/-1, 00:00:00
Roberto del Grande Fratello è un nuovo vecchio-povero
Anteprima del pezzo sull’Opinione di domani, sullo sputtanamente del concorrente cumenda del Grande Fratello 8. Novità di livello attendevano gli appassionati all’atteggiamento da milanese benestante di Roberto Mercandalli, una volta eliminato dal Grande Fratello e dato in pasto, da una parte, ad Alfonso Signorini (opinionista nello stesso show) e dall’altra a Valerio Staffelli di Striscia la [...]

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Anteprima del pezzo sull’Opinione di domani, sullo sputtanamente del concorrente cumenda del Grande Fratello 8.

Novità di livello attendevano gli appassionati all’atteggiamento da milanese benestante di Roberto Mercandalli, una volta eliminato dal Grande Fratello e dato in pasto, da una parte, ad Alfonso Signorini (opinionista nello stesso show) e dall’altra a Valerio Staffelli di Striscia la Notizia.

Prima su tutte: il noto Roberto, detto Cumenda per via del suo modo molto ripetitivo e sospetto di vantarsi delle sue ricchezze nella vita mentre era bloccato nella reality televisiva, e per giunta per mezzo di guanti in pelle infilati nel taschino della giacca, non sarebbe affatto uno fra i tanti lombardi arricchiti male degli ultimi decenni ma, molto probabilmente, il primo milanese cazzaro della storia della tv. Risultato decisamente più originale e, in definitiva, più passibile di longevità televisiva, ma forse troppo per alcune migliaia di italiani che lo avevano additato come un modello e che avevano cominciato ad imitarne il modo di approcciare le donne del popolo o di indossare il cappotto in casa.

Effettivamente, l’essere cazzari è una categoria dello spirito (o della mancanza di esso) per anni ed anni prettamente di competenza dei romani o dei napoletani (attribuzione che nemmeno lo spessore di certi film “sociologici†con Renato Pozzetto e Christian De Sica osava sfidare). Finalmente, un giovane uomo l’affranca da una denominazione di origine che cominciava ad andarle stretta.

In buona sostanza, Roberto Mercandalli non solo è stato ed è vittima dell’euro come la maggior parte dei suoi estimatori passata, da poco - ahinoi, nel novero dei nuovi poveri, ma è forse molto più prosaicamente povero e basta. Almeno, questo è quello che emerge dalla fondamentale consegna del Tapiro d’Oro di mercoledì sera.

Ma procediamo con ordine. Le prime difficoltà per il benessere economico di Roberto sono sorte subito dopo l’eliminazione dalla casa, lunedì, non appena è stato accolta dalla Marcuzzi e da Signorini, come si diceva. Ma le obiezioni al giovane cumenda mosse dal direttore di Chi vertevano soprattutto sulla sua condizione di adultero e di rovina-dottoresse, girando alcune dita nella piaga dell’affaire di Roberto con Lina il medico campano.

Staffelli e Striscia hanno mosso il colpo di grazia alla vita del vecchio Roberto, per come i suoi fan erano abituati a conoscerlo o i suoi detrattori a detestarlo. Dapprima, intervista-rivelazione a tale Roberto Farello, altro cumenda a sua volta, ma socio del padre di Roberto, che attesta la totale indigenza della famiglia Mercandalli con alcuni esempi da Cortina anni ’80 dei fratelli Vanzina.
Mette in ridicolo non solo l’esistenza di un cavallo Mercandalli, ma ha anche un accento da maestro cattivo di Amarcord. Dichiara che il padre del concorrente presterebbe servizio come rappresentante di mobili su una Lancia Y vecchia. Prima che la parola passi a Roberto per la difesa, l’ultima ferita inferta riguarda dei mobili per ufficio che comparirebbero in una delle interviste rilasciate in precedenza a Roberto, e che sarebbero stati sottratti al Farello indebitamente.

Alle accuse, il giovane risponde dichiarando leasing ovunque, facendo battute poco riuscite sul fatto che potrebbe aver preso a noleggio più di quanto non solo non potesse permettersi di acquistare, ma anche di noleggiare. In poche parole, dopo qualche minuto è come un bambino pescato con le mani nella marmellata – scaduta –di un altro.
Tutto questo è ovviamente orribile, ma i sospetti che le nuove rivelazioni sul suo stato patrimoniale possano più che altro giovare alla parabola ascendente di Roberto Mercandalli nel mondo dello spettacolo sono legittimi, atroci, insopportabili.

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30/11/-1, 00:00:00
Parte Naked News Italia, le veline scartate prendono il potere
Domani pezzo sul lancio di Naked News Italia, per la rubrica “Etere & Cloroformio” sull’Opinione. Alcuni analisti del settore sono ancora esterrefatti di come siano stati nient’altri che dei canadesi a inventare Naked News; a renderlo un prodotto relativamente di culto in America e, da oggi, a esportarlo addirittura in Italia, sebbene ancora non possiamo dire [...]

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Domani pezzo sul lancio di Naked News Italia, per la rubrica “Etere & Cloroformio” sull’Opinione.

Alcuni analisti del settore sono ancora esterrefatti di come siano stati nient’altri che dei canadesi a inventare Naked News; a renderlo un prodotto relativamente di culto in America e, da oggi, a esportarlo addirittura in Italia, sebbene ancora non possiamo dire con quale tipo di soddisfazione del pubblico nostrano.

Naked News è un servizio che debuttò nel 2000, trasmettendo da Toronto il primo programma di informazione condotto da donne o uomini (soprattutto donne) che si spogliavano progressivamente e del tutto durante la lettura delle notizie del giorno.
All’inizio sarebbe potuto sembrare solo un’appendice particolarmente intellettualizzante di qualche rullo videoerotico, magari di sottofondo a linee hard, ma ben presto gli spettatori nordamericani cominciarono ad affezionarsi a questi mezzobusti per una volta a figura intera, e che figura.

In realtà, Naked News potrebbe anche intendersi filosoficamente come un piccolo ma efficace movimento di liberazione del giornalista televisivo, una delle poche figure sul piccolo schermo ad essere ancora costretto in una metrica esatta e rigorosa, senza possibilità di scampo dalla solita inquadratura e un look che non potrà mai somigliare in alcun modo a quello anche solo di un Magalli, per non parlare di un Giletti.

Il servizio di news, per ora, sarà trasmesso solo online e dietro il pagamento di una quota di abbonamento, come del resto avviene nelle versioni in onda negli altri paesi che hanno manifestato il proprio entusiasmo per questa forma di infotainment in cui la parte “info†è stata sopraffatta con una certa violenza dalla parte “entertainmentâ€.
Ancora non risulta ufficialmente partito il canale italiano, ma è solo una questione di ore. C’è da dire, però, che fino a ieri mattina è circolata su Youtube una versione demo di una puntata tipica, che permetteva di conoscere di persona le quattro conduttrici italiane: Valeria, Michela, Erika con la kappa, Barbara. Ben vestite, non dotatissime né fisicamente né forse dal punto di vista della dizione e della convinzione con cui recitano le notizie, ma è ovvio che bisogna giungere a difficili compromessi, in questo tipo di casting, e non ci si poteva aspettare né Cristina Parodi, né tantomeno Eva Mendes.

E c’è da dire anche che la differenza fra questa demo e le puntate già strutturate e rodate delle versioni nordamericane, c’è un abisso. Le conduttrici americane parlano come delle concorrenti di quiz a premi, o delle venditrici di aspirapolvere robot, ma almeno parlano e si fanno capire. Tutto sta poi nel contrasto fra una donna che apparentemente sa parlare e la stessa che poi concretamente si spoglia, crediamo.

Invece, in Italia, almeno per ora, fino a che il cast artistico non sarà almeno rinforzato dai due riquadri vuoti che sembrano gridare “I want you!â€, alle navigatrici che capitino sul sito in questi giorni, Naked News farà più che altro l’effetto di una curiosa puntata di Striscia la notizia in cui tre o quattro delle aspiranti veline scartate all’ultima selezione (e anche nei turni più preliminari) avessero deciso di prendere il potere e si fossero messe a leggere – male – le notizie che un figlio di 8-9 anni di Antonio Ricci avesse scritto per gioco.

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30/11/-1, 00:00:00
Fenomenologia del Sesso
  La scopata putativa: E’ quella che subisci tra i dieci e i dodici anni, a volte prima, a volte dopo. E’ quando i tuoi genitori decidono che è il momento per spiegarti l’importanza del sesso e delle precauzioni da adottare. Di solito tutto comincia con "dobbiamo parlarti", e tu già ti prepari mentalmente all’ennesima punizione dopo [...]

 

La scopata putativa:
E’ quella che subisci tra i dieci e i dodici anni, a volte prima, a volte dopo. E’ quando i tuoi genitori decidono che è il momento per spiegarti l’importanza del sesso e delle precauzioni da adottare. Di solito tutto comincia con "dobbiamo parlarti", e tu già ti prepari mentalmente all’ennesima punizione dopo aver dipinto di rosa il cane del vicino. Non è quello (ma lo sarà il giorno dopo). "Dobbiamo parlarti del sesso". I tuoi si siedono sul divano, tu li guardi a gambe incrociate, c’è un silenzio che si taglia con il coltello, poi è tuo padre che decide di iniziare a parlare, svelando una verità mai immaginata prima.
"Il pisello non serve solo per fare pipì."
Sconvolgente. Inimmaginabile. Subito prima di ulteriori chiarimenti, ti viene spontaneo pensare ad altri utilizzi che possono avere insospettabili parti del tuo corpo, tipo mani, dita, piedi, orecchie, sopracciglia. Certo, di una cosa sei sicuro. Il culo serve solo per cagare.
Seguono quaranta minuti di spiegazioni scientifiche circa pene e vagina, sul loro utilizzo e cose così, comunque terribilmente nebulose. Quando mamma menzionò il monte di venere io pensai a un qualcosa di ripido e innevato tra le gambe delle donne, per dire.

La prima scopata:
Ti rendi conto che il traguardo è finalmente vicino quando il petting si sta spingendo un po’ troppo in là rispetto a quello che ti saresti aspettato, quando cioè riesci a superare soglie mai superate prima, come la biancheria. Lo spettro della temibile frase "no, non sono ancora pronta" aleggia nella tua mente, ma viene spazzata via nel momento in cui cerchi i profilattici e lei non ti dice nulla, anzi aspetta. E aspetta. Non li trovi. Li hai nascosti troppo bene, impaurito che un genitore ficcanaso possa trovarli. Poi spuntano nell’alloggiamento delle musicassette, ne afferri uno, prima che lei possa sgusciare via dal tuo letto e tu decida per l’autoevirazione punitiva. Hai provato quel momento dozzine di volte, spendendo fior di euro in profilattici che poi tristemente scadevano, all’ombra del cassetto del comodino, ma una cosa è farlo di giorno, in tutta tranquillità e in totale solitudine, e un’altra è farlo al buio, con le mani che tremano e una persona che ti guarda. Il tutto dura sì e no due minuti, al termine dei quali tu cercherai una frase adatta per uscirne nel migliore dei modi e sarà allora che lei ti dirà "non ti preoccupare, va tutto bene, va tutto bene", accarezzandoti la testa. La precisa sensazione di essere visto come un coglione non è solo una sensazione, ma non agitarti, le donne ci sono abituate.

La scopata romantica:
Luci soffuse, candele, lenzuola pulite, dolci carezze, sono gli ingredienti della scopata romantica, quella che ogni donna sogna. In realtà è tutta una farsa messa su da noi uomini per appinzarlo, ma fa lo stesso, se lei ci crede, lasciamoglielo fare, dico io. Non più di una posizione, andamento lento, un’interminabile effusione. Due coglioni tanti.

La scopata acrobatica:
Dopo venti minuti di riscaldamento capisci che è il momento. Si inizia a ritmo sostenuto, si cambia di posizione, poi si aumenta il ritmo, altre tre posizioni in rapida successione. Senti i muscoli del culo che iniziano a soffocare sotto l’acido lattico, ma stringi i denti e resisti. Gocce di sudore ti annebbiano la vista, ma hai un obiettivo e nulla ti può far desistere. Altre tre posizioni, poi seguono dieci minuti a ritmo sostenutissimo contro l’armadio. La prestazione dura così tanto perché piuttosto che pensare a ciò che stai facendo sei preso dal peso di lei (che sembrava molto più esiguo a cena) e dal tappeto sul pavimento che si sta arricciando sotto i tuoi piedi. Non puoi scivolare, non puoi. Il ritmo è paragonabile a quella di un trapano a percussione, il pisello potrebbe imploderti da un momento all’altro, lei potrebbe prendere fuoco, innescata dalle scintille provocate dalla frizione finite sul pelo pubico.
Finisce con te in rianimazione e lei ai grandi ustionati.

La scopata violenta:

Tutto è tranquillo, poi ad un certo punto un tuo morso sul collo un po’ troppo veemente la scatena. Ti pianta le unghie sul petto, ti lascia dei graffi lunghi dieci centimetri arandoti praticamente la schiena, poi inizia a urlare tirandoti schiaffi e botte. Tu, che hai una mano corrispondente al peso del 33% del suo corpo, non ti senti di controbattere. Ti insulta, incitandoti a darci dentro, ancora di più stronzo, ancora di più pezzo di merda.
Te ne vai prima che ti vomiti roba verde addosso.

La scopata violenta parte due:
Tutto è tranquillo, poi ad un certo punto un tuo morso sul collo un po’ troppo veemente la scatena. Ti pianta le unghie sul petto, ti lascia dei graffi lunghi dieci centimetri arandoti praticamente la schiena, poi inizia a urlare tirandoti schiaffi e botte, ti chiede di essere violento. Bene. Le tiri uno schiaffo, le piace, gliene tiri un altro e un altro ancora.
Si incazza, ti dà del coglione perché le hai fatto male, stronzo.
Se ne va.
Tu rimani lì come un idiota, sanguinante, domandandoti dove è che hai sbagliato.

 

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30/11/-1, 00:00:00
Treviso, la torre d’avorio.
Leggendo un post su MenteCritica, dove si parla di Treviso, della sua pulizia, dell’ordine imperante, della sua bellezza fasulla e museale, mi sono sentito assalire dalla rabbia. Rabbia frustrata e quasi dimenticata, sono ormai 3 anni che non vivo più lì, e mi pare passato un secolo. Io, figlio di veneziani di città, a Treviso ci ho [...]

Leggendo un post su MenteCritica, dove si parla di Treviso, della sua pulizia, dell’ordine imperante, della sua bellezza fasulla e museale, mi sono sentito assalire dalla rabbia.
Rabbia frustrata e quasi dimenticata, sono ormai 3 anni che non vivo più lì, e mi pare passato un secolo.

Io, figlio di veneziani di città, a Treviso ci ho abitato per 17 anni convinto di dovermi tappare un pò il naso, un irrazionale sentimento, innato figlio di una caratteristica tutta veneziana: la spocchia verso i terrìcoi, sappatèra, terài o càvapatate o boàri. quèi de teraferma, insomma.

Devo precisare che il trevisàno (non trevigiano come si vuole adesso) è l’archetipo del contadino, scarpe grosse e cervello fino. Però è pieno di giovialità, buon compagnone, senza pretese, un pòco tirà coi schèi, un pò avaro ma semplice e genuino. Pochi fronzoli e tanto lavoro.
Negli anni 70/80, lavora che ti lavora, il trevisano si inventa la microimprenditoria: famiglie intere a menar le mani fino alle dieci di sera, tomaie di scarpe, pezzi di stufette, maglioni di Benetton, tutti a farsi l’attività in garage, nella vecchia stalla riattata.
Infine, col boom dell’edilizia, tutta quella terra di contadini diventa improvvisamente preziosa, tutti a far su case a vender case. Le famiglie trevisane erano tutte divise in due settori, le donne a far le maglie dei benetton in taverna, gli uomini invece fuori a far casette a schiera, a lottare per ottenere le concessioni, a votare nei consigli comunali.
Cosi, suda e lavora, spingi e tira, i contadini trevisani sono diventati tutti imprenditori e benestanti.  Decisamente benestanti. Ed è giusto che sia così, se esiste una razza di lavoratori, se esiste qualcuno che ha meritato di arricchirsi è proprio il trevisano.

A poco a poco il trevisano è cambiato, il denaro  gli ha portato benessere e socialità. Due parolacce,  mariavèrgine! quasi due bestemmie, fino a 15 anni prima.
Il trevisano che, se eri una persona di molto riguardo ti accoglieva nel salotto col cellophane sul divano e i giornali a proteggere i tappeti, altrimenti ti portava giù, in taverna, scaldata da una cucina economica, a bere un goto de vin de casàda, una fetta di soppressa, nel nido dove la famiglia si accoccolava, con la moglie che intanto tirava avanti qualche maglia che èl lavoro el xe sempre indrìo, il trevisano che usciva con la ritmo se c’era anche la moglie, altrimenti via, in bici o in motorino, questo trevisano semplice e lavoratore, cominciava a spostarsi nei piani alti della casa, a comprarsi la Mercedes.
Nella treviso dove l’evento più mondano era la messa della domenica, ora si cominciavano a vedere musei e turisti, manifestazioni e congressi, gente che sfoggiava pelliccie e abiti alla moda, a passeggiare in calmaggiore, anche se restava un particolare gusto del semplice tutto trevisano donnea caratterizzare le manifestazioni, i musei o le feste. Tutto manteneva comunque quell’aria semplice e tranquilla, da festa di paese, dove l’importante è divertirsi tutti, sensa far i  massa i sbòroni, senza ostentazione.
Da questo spirito nacque ad esempio, l’ombralonga, ne più ne meno che un’idea nuova per passare una domenica in compagnia, messa in piedi da una accòlita di osti, gente in gamba e amante della compagnia.

Poi è piovuto Gentilini. Perdonate la mancanza di ortodossìa ma se la pioggia qui avesse potuto arrivare a cavallo, avrebbe cavalcato la Lega. E così fù.

Giancarlo Gentilini figlio della cultura contadina, trevisano come pochi, ma allevato in banca, paladino del movimento che più rappresentava la nuova borghesia trevisana, si propose come messìa della trevisanità nel mondo politico, e venne eletto sindaco, scalzando il vecchio predecessore, rappresentante della vecchia politica democristiana, immobilista e compromissoria, qui vigorosamente radicata.
Da allora ha cominciato a trattare la città da ricco contadino, e la cultura contadina, si sa, ha un solo modo di ragionare, pratico e diretto. Ferma e consolida tutto, puntella i muri e chiudi la stalla. Ed appunto treviso è diventata una stalla chiusa, un museo della trevisanità senza possibilità di evoluzione.

Senza tanti fronzoli, anzi, con meritevole ed esemplare efficienza, Gentilini ha applicato il metodo che tutti i trevisani si aspettavano, l’unico linguaggio politico del quale i trevisani avrebbero capito l’utilità.
C’era sporcizia e Gentilini ha assunto pensionati a fare gli spazzini, c’era degrado architettonico e Gentilini ha trovato finanziatori per restaurare, restituendo alla cittadina i suoi bellissimi scorci, palazzi e vicoli.
Poi si è rivolto al problema della sicurezza ed ha ottenuto un’aumento dell’impegno delle forze dell’ordine, ora spingendo qualche leva, colà stringendo qualche mano, da bravo contadino ha usato e dato la propria parola, ponendosi sempre in prima linea a subire le critiche ed affrontare i media (i quali in realtà si sono limitati a stigmatizzarne il folklore).
Gli abitanti del centro si lamentavano dei locali aperti fino a tardi e lui ha comandato che chiudessero entro le due quindi, per scoraggiare gli amanti della vita notturna, ha sguinzagliato i vigili a multare le auto dopo mezzanotte, a pattugliare le vie del centro, a piazzare autovelox notturni intorno alle mura.
Poco importa se questo andava contro qualche principio. A lui è stato chiesto e lui ha sempre provveduto, che poi usasse dei metodi piuttosto grossolani ed impositivi anziche le più lente vie democratiche, beh, il fine giustifica i mezzi, no?
L’ho incontrato un paio di volte, in giro per òsterie, qualche volta era alticcio, ma sempre mi ha dato l’impressione di uno intenzionato al bene. Magari con una visione poco obiettiva del concetto di bene, ma sempre di bene si tratta. I barboni dan fastidio ed il prefetto non può intervenire? Il nostro uomo si è personalmente occupato della rimozione delle panchine davanti alla stazione.
Se non è senso pratico questo!

Certo, se proprio devo trovare un difettuccio a quest’uomo, forse, e ribadisco forse, è stato quello di ascoltare un pò troppo la sua borghesia, gente dimentica della semplicità trevisana, gente oramai impegnata a firmare atti in studi notarili, o imbarcata in qualche viaggio d’affari.

La gente consolidata, benestante, non ha alcun interesse nell’apertura delle culture come nel progresso. Questa era diventata una borghesia che poteva permettersi di arrivare in centro col mercedes, nel garage di proprietà a pochi passi da Calmaggiore. Il problema democratico però ha cominciato a rendersi palese quando il sindaco ha dovuto finanziare, tramite i parcheggi, le sue opere di miglioria,  i borghesotti furono contenti di questa ennesima tassazione, in fondo loro, i parcheggi non li avrebbero mai usati. E poi trovatemi a treviso un vigile che non sia disposto a chiudere un occhio sulla Porsche senza gratta e parcheggia davanti all’attico dei Benetton. Suvvia, sarebbe troppo fiscale multare tutte le mercedes e le audi che ignorano costantemente il parchimetro in piazza borsa o piazza duomo. Ce n’è gia abbastanza da multare in altre zone casualmente meno frequentate dalle auto di lusso.

Così, a poco a poco, tra ordinanze e lacciuoli, con una stiratina ai diritti qui ed una ripassatina alla democrazia là, la città è diventata esattamente quello che la borghesia trevisana voleva divenisse: sicura, pulita, a prova di ladro e silenziosa, il luogo perfetto dove crescere i propri vitelli. Una città dove, dopo le nove di sera, la vita si ritira nei locali. Dove il fermarti a chiacchierare in piazza dopo una certa ora ti garantisce la visita di una pattuglia, per la verità molto discreta, per la verità limitata ad una ripassata col riflettore, ma sempre di un’intrusione poco liberale si tratta. Non è opponibile l’argomentazione secondo la quale la polizia fa il proprio dovere quando ti rendi conto che al secondo passaggio, nel giro di 10/15 minuti, la pattuglia si ferma nei pressi e rimane a piantonare la tua presenza, sia che si tratti di chiacchierata tra amici sia che si tratti di discussione galante con una ragazza. Credo che questo tipo di servizio abbia anche un costo piuttosto elevato.
Altro problema affiorante, i pochi locali nuovi, per emergere, cercano di fare qualcosa in più, danno qualche festa, s’inventano delle piccole manifestazioni, invitano un DJ a movimentare la serata, ma questo, alla borghesia, non va bene.
L’evento incuriosisce, e così facendo richiama gente che vuole divertirsi, e mica siamo al luna park, che vadano a Jesolo, è lì apposta.
Alla fine Treviso, di notte, rimane deserta e silenziosa. I gestori dei locali alle due ti invitano a pagare, ad andartene, perciò a te non rimane che girellare spaesato in questa città silenziosa e muta come un dipinto del canaletto, sfumato nei toni della malinconia, una cittadina fatata, quasi tetra nell’echeggiare dei passi di qualche coppietta annoiata, probabilmente già segnalata a qualche pattuglia.

Concludo con un’ultimo aneddoto che forse può ben descrivere l’atmosfera di quella città. Mio figlio, all’età di 17 anni, è stato prelevato dal muretto dov’era seduto e portato in questura per un controllo. Caricato nell’auto della polizia, con la sua minore età, solo perchè seduto su un muretto a bordo piazza in attesa della moròsa. Sul verbale di servizio, unico documento redatto dagli agenti, probabilmente cònsci di essere usciti troppo dalle righe risulta che aveva un comportamento sospetto, infatti è sospetto che un ragazzo intorno alle 13,00 si trovi seduto a leggere un fumetto ascoltando heavy metal con l’ipod.
E notevole che la polizia ti scoraggi dal sederti sul muretto a bordo piazza.

A questo punto mi chiedo a cosa servano le piazze a treviso.
Ai comizi di gentilini? Certo, ma anche per essere affittate a suon di denaro ai grandi marchi della moda per fare sfilate. Oppure per essere chiuse al pubblico come accade d’inverno alla loggia dei trecento.

Ecco dunque spiegato il perchè di tanta fredda pulizia. ecco come quella città, è diventata una bomboniera racchiusa in una teca, il salottino di rappresentanza per una particolarissima loggia borghese, dove questa ha edificato la propria torre d’avorio.

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Tag: cassamarca, decadenza, gentilini, lega, treviso

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Credo che sia questo il migliore titolo della puntata di oggi, in quanto di Analia, che a quanto pare ha tradito il Mastrostefano, con tanto di amica di Eliana che l’ha sorpresa e pare non sia stata la sola, mentre si baciava con una specie di suo agente.Ebbene di tutto questo si è parlato per [...]

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Credo che sia questo il migliore titolo della puntata di oggi, in quanto di Analia, che a quanto pare ha tradito il Mastrostefano, con tanto di amica di Eliana che l’ha sorpresa e pare non sia stata la sola, mentre si baciava con una specie di suo agente.Ebbene di tutto questo si è parlato per un 10 minuti scarsi, il resto della puntata è stata incentrata sul presunto incontro con il Mastrostefano, con tanto del Fuentes che è stato fatto entrare in puntata per spiegare l’arcano mistero. Ebbene su questo e se Eliana Michelazzo è gatta morta si, se Eliana Michelazzo è gatta morte no, ci si è passato il resto della trasmissione. Insomma la puntata di oggi doveva essere increntrata su processo Eliana Michelazzo. Cmq risultato nulla di fatto Eliana Michelazzo è innocente. Il tarocco trono? Quello continua con altre mirabolanti invenzioni della redazione, nella prossima puntata si fara’ il processo a Gionatan Giannotti?

30/11/-1, 00:00:00
Immagini dal trono di Uominiedonne del 4 febbraio di Gionatan Giannotti e Federico Mastrostefano
Ed eccoci con il consueto appuntamento con le foto dal trono di Gionatan Giannotti e Federico Mastrostefano tenuto ieri 04/02. Mettiamo in risalto tutte e quattro le esterne identiche che il tronista romano ha realizzato con Eliana Michelazzo, Lucia Rossito, Alessandra ed Analia. Condividi

Ed eccoci con il consueto appuntamento con le foto dal trono di Gionatan Giannotti e Federico Mastrostefano tenuto ieri 04/02. Mettiamo in risalto tutte e quattro le esterne identiche che il tronista romano ha realizzato con Eliana Michelazzo, Lucia Rossito, Alessandra ed Analia.

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30/11/-1, 00:00:00
Video Puntata Uomini e Donne del 4 febbraio di Gionatan Giannotti e Federico Mastrostefano
Vi proponiamo adesso la visione integrale del trono di Gionatan Giannotti e Federico Mastrostefano di ieri da Video da Youtube, una volta acceduta nella pagina potrai scegliere fra la puntata che vuoi rivedere. BUONA VISIONE CLICCA QUI con tutti video presi da Youtube. Condividi

Vi proponiamo adesso la visione integrale del trono di Gionatan Giannotti e Federico Mastrostefano di ieri da Video da Youtube, una volta acceduta nella pagina potrai scegliere fra la puntata che vuoi rivedere.

BUONA VISIONE CLICCA QUI

con tutti video presi da Youtube.

30/11/-1, 00:00:00
Amici video da Youtube della 4 puntata del serale del 4 febbraio
Ecco i video della puntata di Youtube di ieri 04/02 di Amici, di Maria de Filippi, vinta dalla squadra bianca, che ha decretato l’eliminazione di Martina Stradioli, buona visione. Condividi

Ecco i video della puntata di Youtube di ieri 04/02 di Amici, di Maria de Filippi, vinta dalla squadra bianca, che ha decretato l’eliminazione di Martina Stradioli, buona visione.

30/11/-1, 00:00:00
4 febbraio Uomini e Donne. Alessandra in esterna con Federico Mastrostefano a Manziana.
Anche Alessandra come le altre corteggiatrici è stata portata a Manziana a casa di Federico Mastrostefano, anche per lei solite frasi del tronista, solita vista di fotografie e soliti lavori di casa. Insomma a questo giro la redazione di Maria de Filippi ha proprio deciso di spendere poco con le Locations….. TUTTE LE FOTO DEL TRONO [...]

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Anche Alessandra come le altre corteggiatrici è stata portata a Manziana a casa di Federico Mastrostefano, anche per lei solite frasi del tronista, solita vista di fotografie e soliti lavori di casa. Insomma a questo giro la redazione di Maria de Filippi ha proprio deciso di spendere poco con le Locations…..

TUTTE LE FOTO DEL TRONO MASCHILE DI OGGI LE POTETE TROVARE QUI

30/11/-1, 00:00:00
04/02 Esterna di Federico Mastrostefano con Analaia
Come successo con Lina , indovinate dove ha portato in esterna Analia e indovinate dove ha portato le altre? Insomma ormai i copioni si sprecano da queste parti. Insomma siamo in tema di crisi economica e cosi’ anche a Uominiedonne si lavoroa al risparmio da queste parti, come a Lina anche ad Analia è toccato [...]

Come successo con Lina , indovinate dove ha portato in esterna Analia e indovinate dove ha portato le altre? Insomma ormai i copioni si sprecano da queste parti. Insomma siamo in tema di crisi economica e cosi’ anche a Uominiedonne si lavoroa al risparmio da queste parti, come a Lina anche ad Analia è toccato fare le pulizie di casa, la visione delle tavole da Surf, delle fotografie e relativo soggiorno in mansarda. A detta di tutte le corteggiatrici trattasi di un copione prestabilito e se lo dicono loro………………. Cmq ecco le immagini dell’esterna.

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Dimenticavo, secondo voi c’e’ stata la scena madre del bacio? Ma certo che si eccola

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30/11/-1, 00:00:00
Intervista al concorrente del Grande Fratello 9 Alberto Scrivano
Facciamo adesso un po’ di off Topic, con il grande Fratello e Parliamo dunque di Alberto Scrivano, nella vita scaricatore portuale di Genova adesso concorrente del grande fratello 9 che è in questo momento al centro dell’attenzione , in quanto vertice del triangolo con le altre due concorrenti Annachiara e Vanerssa. Chi la spunterà noi [...]

Facciamo adesso un po’ di off Topic, con il grande Fratello e Parliamo dunque di Alberto Scrivano, nella vita scaricatore portuale di Genova adesso concorrente del grande fratello 9 che è in questo momento al centro dell’attenzione , in quanto vertice del triangolo con le altre due concorrenti Annachiara e Vanerssa. Chi la spunterà noi tifiamo per la napoletana tutto pepe, buona lettura

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