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...Lo accerchiarono come facevano i gangster
nei vecchi film americani e cominciarono a picchiarlo brutalmente. Uno dei
genitori lo prese alle spalle e gli fermò le braccia in modo che non potesse
difendersi. Gli altri, intanto, continuavano ad infierire su quello che era, ai
loro occhi, solamente un lurido pervertito da punire. Sempre più debole,l’uomo
non aspettava altro che un colpo tale da farlo svenire, alleviandogli le atroci
sofferenze. Fu presto accontentato e, tra gli sputi e insulti vari,fu lasciato
esangue a far compagnia all’asfalto come un barbone qualsiasi. Qualcuno passò
ma fece finta di niente dopo averlo riconosciuto, pensando in cuor suo “questo
si merita uno come teâ€. Solo un cane randagio gli si avvicinò scodinzolando e ,sedendogli
a fianco ,gli fece compagnia fino all’ultimo respiro. (Qualche minuto prima, nei
giardinetti pubblici) Erano passati, ormai, dieci giorni dalla fine delle
sedute di psichiatria e Alberto decise di andare al parco per constatare i
miglioramenti. Si sedette sulla solita panchina all’ombra e guardò i bambini
giocare. Finalmente non provava più nessuna attrazione, non faceva più nessuno
strano pensiero, si sentiva bene come non mai perciò sorrise e prese dalla
borsa il giornale che aveva comprato poco prima. Cominciò a sfogliarlo e rimase
sorpreso e alquanto perplesso nel non trovare più notizie riguardanti il suo
caso,almeno nelle prime pagine. Un urlo proveniente dal parco giochi interruppe
l’affannosa ricerca. Si girò per vedere cosa fosse successo. Un ragazzino era
caduto dallo scivolo e si era spellato il ginocchio. Istintivamente decise di
alzarsi e corse a controllare se poteva, in qualche modo, rendersi utile. In fondo,
era stato un illustre medico prima di essere radiato dall’albo per quella
brutta vicenda. Il bambino però non smise di piangere e,ignorandolo, andò da
suo padre. L’uomo che aveva visto settimane prima le foto del presunto pedofilo
in televisione cominciò a gridare, pensando l’avesse in qualche modo molestato.
Alberto tentò di spiegare la situazione,ma la paura e le minacce non lo resero
abbastanza credibile . Intanto coloro che avevano assistito alle scena si
avvicinarono per dare man forte al padre del fanciullo. Il potere dei mass
media stava per fare un'altra vittima. In un attimo il ragazzo,infatti, si
trovò a dover affrontare una decina di persone.(Due giorni prima,nella
redazione del giornale locale.) Il giornalista degli affari interni ricevette
una chiamata che aspettava da tempo poi “Direttoreeeeeeeeeâ€.“Dica Pivetti†â€Da
una mia fonte ho saputo che il processo per il caso Mandelli è terminato. Ho
già pronto l’articoloâ€.“E con ciò?†rispose perplesso il capo redazione.“Ci
sono novità importanti che andrebbero postata in prima pagina!†“No,non se ne
parla... se proprio vuoi ti do la sesta pagina, subito prima del necrologio.
Questa storia è arrivata alla fine della sua parabola e a nessuno più interessa
sapere che fine abbia fatto quello stronzo.†“Ma veramente è stato..†“Non
aggiunga altro,così ho deciso. Il tuo stipendio lo pagano le persone che
comprano il nostro giornale,quindi o trovi qualcosa di più interessante o
marcirai per sempre nel tuo piccolo ufficio vista discarica†Pivetti abbassò il
capo ed annuì arrabbiato e deluso. “La maggior parte delle persone non saprÃ
mai come è andata davvero†pensò tra sé e sé prima di consegnare l’articolo per
la stampa. (Qualche settimana prima in uno studio legale) “L’apparenza inganna
e tu lo sai che non ho mai toccato un ragazzino in vita mia. È vero, a volte mi
vengono in mente certe cose, di fantasticare su situazioni che disgusterebbero la
maggioranza delle persone. Ma ciò non significa essere un pedofilo, nè tanto
meno uno stupratore . So di avere un problema e infatti ho deciso di chiedere
aiuto ad un buono psichiatraâ€. L’avvocato finì di sorseggiare il suo Brandy e
poi gli rispose. “Lo so benissimo che sei innocente. Non ti demoralizzare
però,ho trovato qualcuno che testimonierà in tuo favore facendoti uscire illeso
da questa brutta vicenda.†Alberto ripensò al giorno in cui tutto era
cominciato,a quell’erezione inaspettata mentre visitava un bambino e a quel
precario che l’aveva minacciato di spifferare tutto se non gli avesse ceduto il
posto. Al suo rifiuto,figlio di anni e anni di duro lavoro e di una forte
coerenza,il ricatto prese forma. E attorno alla vicenda si alzò subito un
enorme polverone poiché per vendicarsi l’infame fornì, ai media e alle
autorità ,anche dettagli ed altre storie non vere. Da importante pediatra a cibo
per cani,in qualche ora “..speriamo,non ce la faccio più. Vorrei solo tornare
ad una vita normale.†Disse sospirando.“ Tu ci credi nella giustizia Albè?†“Si
ci credoâ€. “Allora vedrai che tra meno di un mese sarà tutto finitoâ€
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