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Cose che un Infomarketer Deve Conoscere: Il Copywriting
blog+di+giorgio+alfieriMa come, oltre ad essere esperti di infomarketing, oltre a dominare i segreti delle e-mail, oltre a sapersi muovere nella selva oscura dell’informatica, ci tocca conoscere pure il copywriting?!?

Eh sì, proprio così.

Però, tutto sommato ci va anche bene: l’equilibrismo sul filo e la camminata sui carboni ardenti non sono obbligatorie. :-)

Invece avere in pugno l’arte della scrittura “persuasivaâ€, cioè il copywriting, per un infomarketer è fondamentale.

Perché non ti serve solo per scrivere, come è logico, la tua lettera di vendita.

Ti serve anche per le tue e-mail, ti serve per promuovere i tuoi prodotti, e, sì, ti serve anche per scrivere i tuoi prodotti.

Noi infomarketer non ne possiamo fare proprio a meno, insomma! :-)

Se anche solo l’idea di scrivere ti dà l’orticaria, però, ho una buona notizia.

Tutti i segreti del copywriting sono magistralmente svelati in “Scrivere Per Persuadereâ€, il corso di Italo Cillo sull’arte del copywriting.

Molti sottovalutano il potere della scrittura.

Ma è un errore che può costarti veramente caro.

Non so se ci hai mai pensato, ma la scrittura è l’unico strumento che hai per far passare i messaggi che ti stanno a cuore ai tuoi clienti.

Dato che il modo principale con cui comunichi con loro è attraverso il video del PC, le parole sono quasi l’unica arma che hai a disposizione.

E sicuramente si tratta della più affilata :-)

Sì, ci sono anche i video o i file audio, ma anche quelli necessitano comunque di un po’ di lavoro d’autore: come minimo devi sederti a pensare quali contenuti svilupperai e come.

E comunque almeno la scaletta degli argomenti la devi scrivere :-)

Ti sembra davvero di poter fare a meno dell’arte della scrittura?!?

Se sì, dimmi qual è il tuo segreto, perché sicuramente deve aver a che fare con la magia :-)

Se invece, come me, non sei esperto di arti magiche, ma vuoi diventare esperto nella magica arte del copywriting, trovi tutto quello che devi sapere per scrivere per il web in “Scrivere Per Persuadereâ€, il nuovo infoprodotto di Italo Cillo.

Proprio in questi giorni è possibile avere un estratto gratuito di questo infoprodotto!

Approfittane subito:





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Compressione file made in Italy

Oggi parliamo di questo software gratuito made in Italy che si occupa della compressione dei nostri file sul disco. Quando infatti lo spazio su disco stenta a liberarsi può essere utile raggruppare i file non più utilizzati e comprimerli in un archivio del genere, il tutto GRATIS!!

ZipGenius supporta oltre 20 formati di archivio compresso. Tuttavia non tutti i formati possono essere usati per la creazione di nuovi archivi e possono soltanto essere decompressi.

ZipGenius consente di creare album personalizzati da condividere con i parenti, gli amici e i colleghi di lavoro.

Vi rimando al link per il download

Praga
Crea la tua animazione con Xtranormal
blog+di+giorgio+alfieriAvete sempre sognato di inscenare una piccola animazione ma non avete i software adatti oppure sono troppo complicati? Grazie a Xtranormal potete creare una breve animazione con personaggi che parlano, compiono piccoli gesti e poterli riprendere da varie angolazioni. Il sito online da qualche giorno è stato già preso d'assalto da moltissimi utenti, infatti potrebbe risultarvi piuttosto lento nell'apertura delle pagine o nel caricamento dei video.
Dopo aver eseguito una semplice iscrizione si è pronti a creare la vostra prima animazione. Cliccate su "Make Movies", scegliete uno dei due tipi di ambientazione e selezionate due o più personaggi. Adesso vi troverete all'interno della pagina che servirà a creare l'animazione dove sul lato sinistro troverete i vari strumenti a vostra disposizione.
Il funzionamento è semplice: se avete scelto due personaggi, potete scrivere all'interno della casella di testo le parole che dovrà pronunciare uno dei due "attori" con la possibilità di inserire all'interno le varie icone sul lato sinistro che serviranno per cambiare angolazione di visualizzazione, far compiere un movimento al personaggio, riprodurre un suono o altro. Quando dovrete "passare la parola" al successivo attore basterà cliccare sul "+" nella casella di testo e comparirà un'altra box dove poter inserire il messaggio e le azioni successive. In basso potrete anche scegliere l'ambiente dove avrà luogo l'animazione, l'aspetto del personaggio e molto importante, la nazionalità di quest'ultimo e quindi la pronuncia.
Finito il lavoro cliccate su "Action!" e aspettate che l'animazione sia creata. Una volta vista se non avrete bisogno di modificare nulla, cliccate su "It's a Wrap!" e dopo aver inserito il titolo e una piccola descrizione il vostro capolavoro sarà pubblicato!
Ecco una breve animazione creata da me inerente il nostro blog.

Pomodori col riso
Siamo a luglio!!! Il mese nel quale si va al mare, c’è sempre caldo e ci si veste  con gli abiti di lino! Ma dove? In che posto? Qui ormai piove sempre! Ma nonostante questa stagione che sembra un autunno anticipato,  la voglia di cucinare qualcosa di fresco è tanta, così vado a fare la [...]blog+di+giorgio+alfieri

Siamo a luglio!!! Il mese nel quale si va al mare, c’è sempre caldo e ci si veste  con gli abiti di lino! Ma dove? In che posto? Qui ormai piove sempre! Ma nonostante questa stagione che sembra un autunno anticipato,  la voglia di cucinare qualcosa di fresco è tanta, così vado a fare la spesa e  leggo il cartellino: “Pomodori per riso”, allora mi dico: ” Anche se non li ho mai fatti troverò qualche ricetta e  preparo un piatto che a Stefano piace tanto”. Così ho fatto e devo dire che non sono venuti male. Ecco la ricetta!

Ingredienti:

  • 5 pomodori
  • 250 gr di riso
  • basilico
  • origano
  • patate
  • olio
  • pepe
  • sale

Procedimento:

Tagliate la parte superiore dei pomodori, svuotateli e mettete la polpa in una terrina. Salateli e fateli sgocciolare a testa in giù fino al momento di riempirli! Aggiungete il riso crudo alla polpa, salate pepate ed aggiungete il basilico sminuzzato. Lasciate macerare il tutto per circa 40 minuti. Nel mentre tagliate le patate, salatele, aggiungete un pò di olio ed  iniziate a farle cuocere al forno. Passato il tempo di macerazione del riso riempite i pomodori col composto e sistemateli nella stessa teglia in cui stanno cuocendo le patate. Fateli cuocere in forno a 180° per circa 45 minuti. Serviteli freddi! Buon appetito!

Posted in A tavola blog+di+giorgio+alfieri blog+di+giorgio+alfieri blog+di+giorgio+alfieri blog+di+giorgio+alfieri blog+di+giorgio+alfieri blog+di+giorgio+alfieri
Giglio orientale artificiale (lattice)
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Nastro in satin Da Vinci Artfleur Basic
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La legge di ferro delle istituzioni
La Legge di Ferro delle istituzioni: le persone che controllano una istituzione hanno a cuore sopra di tutto il loro potere all’interno dell’istituzione piuttosto che il potere dell’istituzione stessa. Quindi, preferiscono che l’istituzione fallisca mentre loro rimangono al potere piuttosto che l’istituzione abbia successo se questo comporta una loro perdita di potere all’interno dell’istituzione. Come osserva [...]

La Legge di Ferro delle istituzioni: le persone che controllano una istituzione hanno a cuore sopra di tutto il loro potere all’interno dell’istituzione piuttosto che il potere dell’istituzione stessa. Quindi, preferiscono che l’istituzione fallisca mentre loro rimangono al potere piuttosto che l’istituzione abbia successo se questo comporta una loro perdita di potere all’interno dell’istituzione.

Come osserva David Isenberg, la “legge” è semplicistica ma l’idea è valida: in nostro paese è un esempio lampante di questa legge in azione. Meglio conservare il potere su un paese in decadimento che allentare gli artigli e lasciare che il paese rifiorisca.

Treviso, la torre d’avorio.
Leggendo un post su MenteCritica, dove si parla di Treviso, della sua pulizia, dell’ordine imperante, della sua bellezza fasulla e museale, mi sono sentito assalire dalla rabbia. Rabbia frustrata e quasi dimenticata, sono ormai 3 anni che non vivo più lì, e mi pare passato un secolo. Io, figlio di veneziani di città, a Treviso ci ho [...]

Leggendo un post su MenteCritica, dove si parla di Treviso, della sua pulizia, dell’ordine imperante, della sua bellezza fasulla e museale, mi sono sentito assalire dalla rabbia.
Rabbia frustrata e quasi dimenticata, sono ormai 3 anni che non vivo più lì, e mi pare passato un secolo.

Io, figlio di veneziani di città, a Treviso ci ho abitato per 17 anni convinto di dovermi tappare un pò il naso, un irrazionale sentimento, innato figlio di una caratteristica tutta veneziana: la spocchia verso i terrìcoi, sappatèra, terài o càvapatate o boàri. quèi de teraferma, insomma.

Devo precisare che il trevisàno (non trevigiano come si vuole adesso) è l’archetipo del contadino, scarpe grosse e cervello fino. Però è pieno di giovialità, buon compagnone, senza pretese, un pòco tirà coi schèi, un pò avaro ma semplice e genuino. Pochi fronzoli e tanto lavoro.
Negli anni 70/80, lavora che ti lavora, il trevisano si inventa la microimprenditoria: famiglie intere a menar le mani fino alle dieci di sera, tomaie di scarpe, pezzi di stufette, maglioni di Benetton, tutti a farsi l’attività in garage, nella vecchia stalla riattata.
Infine, col boom dell’edilizia, tutta quella terra di contadini diventa improvvisamente preziosa, tutti a far su case a vender case. Le famiglie trevisane erano tutte divise in due settori, le donne a far le maglie dei benetton in taverna, gli uomini invece fuori a far casette a schiera, a lottare per ottenere le concessioni, a votare nei consigli comunali.
Cosi, suda e lavora, spingi e tira, i contadini trevisani sono diventati tutti imprenditori e benestanti.  Decisamente benestanti. Ed è giusto che sia così, se esiste una razza di lavoratori, se esiste qualcuno che ha meritato di arricchirsi è proprio il trevisano.

A poco a poco il trevisano è cambiato, il denaro  gli ha portato benessere e socialità. Due parolacce,  mariavèrgine! quasi due bestemmie, fino a 15 anni prima.
Il trevisano che, se eri una persona di molto riguardo ti accoglieva nel salotto col cellophane sul divano e i giornali a proteggere i tappeti, altrimenti ti portava giù, in taverna, scaldata da una cucina economica, a bere un goto de vin de casàda, una fetta di soppressa, nel nido dove la famiglia si accoccolava, con la moglie che intanto tirava avanti qualche maglia che èl lavoro el xe sempre indrìo, il trevisano che usciva con la ritmo se c’era anche la moglie, altrimenti via, in bici o in motorino, questo trevisano semplice e lavoratore, cominciava a spostarsi nei piani alti della casa, a comprarsi la Mercedes.
Nella treviso dove l’evento più mondano era la messa della domenica, ora si cominciavano a vedere musei e turisti, manifestazioni e congressi, gente che sfoggiava pelliccie e abiti alla moda, a passeggiare in calmaggiore, anche se restava un particolare gusto del semplice tutto trevisano blog+di+giorgio+alfieria caratterizzare le manifestazioni, i musei o le feste. Tutto manteneva comunque quell’aria semplice e tranquilla, da festa di paese, dove l’importante è divertirsi tutti, sensa far i  massa i sbòroni, senza ostentazione.
Da questo spirito nacque ad esempio, l’ombralonga, ne più ne meno che un’idea nuova per passare una domenica in compagnia, messa in piedi da una accòlita di osti, gente in gamba e amante della compagnia.

Poi è piovuto Gentilini. Perdonate la mancanza di ortodossìa ma se la pioggia qui avesse potuto arrivare a cavallo, avrebbe cavalcato la Lega. E così fù.

Giancarlo Gentilini figlio della cultura contadina, trevisano come pochi, ma allevato in banca, paladino del movimento che più rappresentava la nuova borghesia trevisana, si propose come messìa della trevisanità nel mondo politico, e venne eletto sindaco, scalzando il vecchio predecessore, rappresentante della vecchia politica democristiana, immobilista e compromissoria, qui vigorosamente radicata.
Da allora ha cominciato a trattare la città da ricco contadino, e la cultura contadina, si sa, ha un solo modo di ragionare, pratico e diretto. Ferma e consolida tutto, puntella i muri e chiudi la stalla. Ed appunto treviso è diventata una stalla chiusa, un museo della trevisanità senza possibilità di evoluzione.

Senza tanti fronzoli, anzi, con meritevole ed esemplare efficienza, Gentilini ha applicato il metodo che tutti i trevisani si aspettavano, l’unico linguaggio politico del quale i trevisani avrebbero capito l’utilità.
C’era sporcizia e Gentilini ha assunto pensionati a fare gli spazzini, c’era degrado architettonico e Gentilini ha trovato finanziatori per restaurare, restituendo alla cittadina i suoi bellissimi scorci, palazzi e vicoli.
Poi si è rivolto al problema della sicurezza ed ha ottenuto un’aumento dell’impegno delle forze dell’ordine, ora spingendo qualche leva, colà stringendo qualche mano, da bravo contadino ha usato e dato la propria parola, ponendosi sempre in prima linea a subire le critiche ed affrontare i media (i quali in realtà si sono limitati a stigmatizzarne il folklore).
Gli abitanti del centro si lamentavano dei locali aperti fino a tardi e lui ha comandato che chiudessero entro le due quindi, per scoraggiare gli amanti della vita notturna, ha sguinzagliato i vigili a multare le auto dopo mezzanotte, a pattugliare le vie del centro, a piazzare autovelox notturni intorno alle mura.
Poco importa se questo andava contro qualche principio. A lui è stato chiesto e lui ha sempre provveduto, che poi usasse dei metodi piuttosto grossolani ed impositivi anziche le più lente vie democratiche, beh, il fine giustifica i mezzi, no?
L’ho incontrato un paio di volte, in giro per òsterie, qualche volta era alticcio, ma sempre mi ha dato l’impressione di uno intenzionato al bene. Magari con una visione poco obiettiva del concetto di bene, ma sempre di bene si tratta. I barboni dan fastidio ed il prefetto non può intervenire? Il nostro uomo si è personalmente occupato della rimozione delle panchine davanti alla stazione.
Se non è senso pratico questo!

Certo, se proprio devo trovare un difettuccio a quest’uomo, forse, e ribadisco forse, è stato quello di ascoltare un pò troppo la sua borghesia, gente dimentica della semplicità trevisana, gente oramai impegnata a firmare atti in studi notarili, o imbarcata in qualche viaggio d’affari.

La gente consolidata, benestante, non ha alcun interesse nell’apertura delle culture come nel progresso. Questa era diventata una borghesia che poteva permettersi di arrivare in centro col mercedes, nel garage di proprietà a pochi passi da Calmaggiore. Il problema democratico però ha cominciato a rendersi palese quando il sindaco ha dovuto finanziare, tramite i parcheggi, le sue opere di miglioria,  i borghesotti furono contenti di questa ennesima tassazione, in fondo loro, i parcheggi non li avrebbero mai usati. E poi trovatemi a treviso un vigile che non sia disposto a chiudere un occhio sulla Porsche senza gratta e parcheggia davanti all’attico dei Benetton. Suvvia, sarebbe troppo fiscale multare tutte le mercedes e le audi che ignorano costantemente il parchimetro in piazza borsa o piazza duomo. Ce n’è gia abbastanza da multare in altre zone casualmente meno frequentate dalle auto di lusso.

Così, a poco a poco, tra ordinanze e lacciuoli, con una stiratina ai diritti qui ed una ripassatina alla democrazia là, la città è diventata esattamente quello che la borghesia trevisana voleva divenisse: sicura, pulita, a prova di ladro e silenziosa, il luogo perfetto dove crescere i propri vitelli. Una città dove, dopo le nove di sera, la vita si ritira nei locali. Dove il fermarti a chiacchierare in piazza dopo una certa ora ti garantisce la visita di una pattuglia, per la verità molto discreta, per la verità limitata ad una ripassata col riflettore, ma sempre di un’intrusione poco liberale si tratta. Non è opponibile l’argomentazione secondo la quale la polizia fa il proprio dovere quando ti rendi conto che al secondo passaggio, nel giro di 10/15 minuti, la pattuglia si ferma nei pressi e rimane a piantonare la tua presenza, sia che si tratti di chiacchierata tra amici sia che si tratti di discussione galante con una ragazza. Credo che questo tipo di servizio abbia anche un costo piuttosto elevato.
Altro problema affiorante, i pochi locali nuovi, per emergere, cercano di fare qualcosa in più, danno qualche festa, s’inventano delle piccole manifestazioni, invitano un DJ a movimentare la serata, ma questo, alla borghesia, non va bene.
L’evento incuriosisce, e così facendo richiama gente che vuole divertirsi, e mica siamo al luna park, che vadano a Jesolo, è lì apposta.
Alla fine Treviso, di notte, rimane deserta e silenziosa. I gestori dei locali alle due ti invitano a pagare, ad andartene, perciò a te non rimane che girellare spaesato in questa città silenziosa e muta come un dipinto del canaletto, sfumato nei toni della malinconia, una cittadina fatata, quasi tetra nell’echeggiare dei passi di qualche coppietta annoiata, probabilmente già segnalata a qualche pattuglia.

Concludo con un’ultimo aneddoto che forse può ben descrivere l’atmosfera di quella città. Mio figlio, all’età di 17 anni, è stato prelevato dal muretto dov’era seduto e portato in questura per un controllo. Caricato nell’auto della polizia, con la sua minore età, solo perchè seduto su un muretto a bordo piazza in attesa della moròsa. Sul verbale di servizio, unico documento redatto dagli agenti, probabilmente cònsci di essere usciti troppo dalle righe risulta che aveva un comportamento sospetto, infatti è sospetto che un ragazzo intorno alle 13,00 si trovi seduto a leggere un fumetto ascoltando heavy metal con l’ipod.
E notevole che la polizia ti scoraggi dal sederti sul muretto a bordo piazza.

A questo punto mi chiedo a cosa servano le piazze a treviso.
Ai comizi di gentilini? Certo, ma anche per essere affittate a suon di denaro ai grandi marchi della moda per fare sfilate. Oppure per essere chiuse al pubblico come accade d’inverno alla loggia dei trecento.

Ecco dunque spiegato il perchè di tanta fredda pulizia. ecco come quella città, è diventata una bomboniera racchiusa in una teca, il salottino di rappresentanza per una particolarissima loggia borghese, dove questa ha edificato la propria torre d’avorio.

Fonte immagine

Tag: cassamarca, decadenza, gentilini, lega, treviso

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blog+di+giorgio+alfieriChi di voi dopo aver visto le prime immagini della “Time Machine” di Leopard non ha desiderato averla sotto mano?
Io si, e ho subito assunto l’ espressione tipica di Homer quando pensa ai biscotti…..

Oggi ho scoperto Flyback, un software che permette di creare una simil Time Machine per Linux.

Come funziona:
Flyback, che si basa su rsync, crea dei backup in successione dei files che si desidera monitorare, utilizzando un sistema di hard-link per la gestione dei files che non hanno subito modifiche tra un backup all’altro, riducendo la dimensione occupata dagli snapshot.
Questo sistema di backup consente di risparmiare spazio su disco e di utilizzare un qualsiasi file browser per ripristinare i files in caso di bisogno.

Ecco le features:

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  • show/hide hidden files
  • column sorting/resizing
  • new columns: “size” and “has changed”
  • auto-delete old backups (by age or available space)
  • icons in the file list
  • a default excludes list is now available

In futuro sarà prevista anche un’ interfaccia 3D/opengl per le cartelle “flying back”…..
Per gli utenti Archlinux flyback è presente in AUR.

Buon backup!


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1) Ciao Silvio, raccontaci qualcosa di te?

Amo il Marketing, l’informatica, la musica ed il gioco degli scacchi. Forse è anche per questo che mi sono appassionato ad AdSense! blog+di+giorgio+alfieri AdSense è diventato per me una specie di sfida!;D AdSense non è un avversario ma un tuo partner ed un tuo alleato. Basta seguirne le regole e si può soltanto vincere! blog+di+giorgio+alfieri D’ altro canto, come nel gioco degli scacchi chi “bara” viene espulso!

2) A proposito di Adsense, spieghiamo di cosa si tratta per chi non lo sa?

Cerco di spiegarlo in due parole: AdSense ti paga per esporre sul tuo sito o sul tuo blog dei piccoli annunci pubblicitari. Ovviamente il guadagno che si può conseguire dipende da quanti click vengono effettuati su questi annunci. Un’ altra cosa positiva è che AdSense paga anche i piccoli “blogger” che non possiedono partita IVA.

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concentrato di oltre 3000 pagine di scritti ed il risultato di moltissimi test
effettuati sul campo.

5) Perchè hai scritto “La Bibbia di Adsense”?

- Per passione prima di tutto. E’ un argomento che mi affascina incredibilmente. Amo
trasmettere ad altri quello che ho imparato su AdSense ed aiutarli nella creazione di
una rendita personale.

6) E’ realistico parlare di un guadagno di 500 euro mensili, dopo 6 mesi di lavoro, con adsense?

- Dipende soltanto dall’ applicazione e dall’ impegno personale. Con AdSense (come in ogni altra attività) si
guadagnano certe cifre solo se ci si applica a fondo. Alcune persone che ho avuto modo di
seguire in questi mesi hanno ottenuto risultati anche superiori a quello che tu mi poni come esempio.

7) Ci sono moltissime persone che cercano un’attività online che gli permetta di crearsi un reddito extra, perchè quello principale non basta più. Che consiglio vuoi dare a queste persone?

- Mi sento di consigliare AdSense a chiunque perchè non ci sono rischi nè controindicazioni. Con AdSense
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