“Il mestiere dell’architetto è un’ attività avventurosa: oscilla tra arte e scienza, tra invenzione e memoria, tra l’audacia della modernità e il rispetto della tradizione. L’architetto lavora con tutti i tipi di materiali: non solo cemento, legno o metallo ma anche con la storia, la geografia, le matematiche e le scienze naturali, l’antropologia e l’ecologia, l’estetica e la tecnologia, il clima e la società …Deve misurarsi con tutti questi elementi quotidiani…L’architetto esercita il più bel mestiere del mondo: su questo piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, la realizzazione di un progetto resta una delle più grandi avventure ancora possibili” Renzo Piano
Tre fluttuanti onde in un oceano d’acciaio mimetizzato nel verde: si presenta così l’ultimo capolavoro dell’architetto Renzo Piano, destinato ad ospitare la permanente del grande artista Paul Klee.
L’opera è un capolavoro di progettazione, ingegneria e carpenteria metallica: 1.200 tonnellate di acciaio, 330 spezzoni d’arco, 2.900 elementi accessori, 40 km di saldature, 5.000 bulloni e 15.000 ore di lavoro in cantiere.
Sono questi i numeri realizzati dal gruppo italiano SITINDUSTRIE, che tramite la propria controllata ZWAHLEN & MAYR, specializzata nella progettazione, fabbricazione e montaggio di grandi costruzioni in acciaio, ha realizzato, in soli 10 mesi, gli imponenti lavori di carpenteria metallica dell’avveniristico centro culturale che sarà ultimato nel giugno del 2005.
Progettato dall’Arch. Renzo Piano, il centro “Paul Klee” è costituito da tre costruzioni decrescenti a forma di onda che occupano una superficie complessiva di 11.500 metri quadrati. L’ “onda” nord, la più grande, misura 70 x 75 metri, occupando una superficie di 5.250 m2 con un’altezza di 21 metri ; la costruzione centrale ha dimensioni 55 x 70 metri, per una superficie di 3.850 m2 ed un’altezza di 14 metri; l’ “onda” sud, la più piccola, misura 40 x 60, per un totale di 2.400 m2 ed un’altezza di12 metri.
Il progetto iniziale, studiato anche attraverso numerosi modelli, è stato eseguito con estrema precisione ed un attento controllo della qualità della messa in opera: il margine d’errore ammesso era infatti inferiore ai 20 mm.
Considerata l’imponenza delle gittate e la grande complessità geometrica su una sagoma ridotta, la struttura portante della copertura delle onde rappresenta una vera e propria sfida progettuale. In questo contesto, l’utilizzo dell’acciaio risulta fondamentale grazie alla sua grande flessibilità , leggerezza e resistenza. La struttura principale si compone di una successione di 29 archi paralleli distanti 2,50 m l’uno dall’altro e da strutture secondarie disposte tra gli archi per assicurare la stabilità generale del sistema tramite la distribuzione di spinte orizzontali sui muri in cemento alle spalle delle costruzioni.
Una delle sfide principali per la realizzazione di quest’opera è stata la gestione della complessità geometrica: in alzato, ciascuno dei 29 archi è infatti diverso dall’altro; in pianta, invece, gli archi sono iscritti in un arco di circonferenza il cui raggio cambia per ciascun elemento.
La gestione di una così complessa geometria d’insieme è stata resa possibile solo grazie all’uso delle più sofisticate risorse informatiche.
La straordinaria ricerca musicale e introspettiva delle opere astratte di Paul Klee troverà quindi un ambiente che ben ne rispetta il carattere sperimentale, permettendo di evidenziarne adeguatamente la profondità e la tragicità , spesso nascoste da una distaccata levità formale tipica del geniale artista del Cavaliere Azzurro e della Bauhaus. Il Centro Paul Klee, voluto dalla fondazione Maurice e Martha Müller, sarà inoltre dotato, di una sala per concerti, di un ristorante e caffetteria, di sale per manifestazioni, seminari e atelier, di un museo per bambini, una boutique-bookshop e di tutti i locali per l’amministrazione e servizi.
Il Progetto: l’idea di un progetto non ordinario, adatto a contenere l’opera di Paul Klee, il poeta dello “stillness” trae ispirazione sia dall’artista che dall’identità del luogo: la linea leggermente curva del terreno e la presenza di elementi forti come l’autostrada che delimita bruscamente il terreno fanno parte integrante del progetto.
Lo studio approfondito del terreno situato alla periferia est di Berna ha portato l’architetto a realizzare una sorta di “isola verde”, di luogo misterioso sul quale erigere le tre articolazioni, le tre colline che fanno parte della natura circostante e che allo stesso tempo sono esse stesse opere d’arte funzionali e contemporanee.
Le tre colline sono messe in comunicazione dalla “rue du musée”, l’arteria principale, la spina dorsale del complesso: lunga 150 metri, costituisce l’asse nord-sud del Centro Paul Klee e corre parallela all’autostrada.
La geometria dell’edificio e l’ossatura portante del tetto:
La geometria ondulata del Centro Paul Klee si riflette nella costruzione metallica dell’ossatura portante del tetto. Ogni metro di trave in acciaio – per un totale di 4,2 km – ha una forma diversa. Data la geometria particolare dell’edificio, una parte degli archi metallici è leggermente inclinata seguendo angolature diverse. Gli archi sono stati puntellati direttamente alla superstruttura del tetto attraverso degli archetti che fungono da contrafforti e da un sistema di tiranti in acciaio che collegano le fondamenta alla copertura: ciò per garantire maggior stabilità .
Le travi in acciaio curve e variabili in altezza sono fabbricate singolarmente con l’aiuto di una tagliatrice collegata ad un computer; i diversi elementi sono in una prima fase tagliati da grandi lastre in acciaio per poi essere piegati in relazione alla forma definitiva e poi saldati. L’accentuata curvatura delle travi d’acciaio non permetteva la saldatura delle parti a macchina: le saldature sono state realizzate a mano per un totale di circa 40 chilometri di saldatura!
Dopo aver esaminato minuziosamente i materiali alternativi come alluminio, rame e titanio, la scelta dell’acciaio per la realizzazione della copertura è stata motivata da ragioni tecniche, economiche ed ecologiche.
La facciata:
Un aspetto caratteristico della geometria dell’edificio è la grande facciata vetrata dai ridottissimi montanti e traversi in acciaio per favorire la luminosità e leggerezza: lunga 150 metri e alta 19 metri suddivisa in una parte superiore ed una inferiore.
Una copertura metallica di queste dimensioni subisce considerevoli spostamenti termici e la struttura della facciata può seguire le variazioni termiche senza produrre alcun danno.
Luce artificiale e luce naturale:
Creare un’atmosfera che mescolasse luce, luminosità e trasparenza era l’esigenza primaria di Renzo Piano; allo stesso tempo l’illuminazione interna all’area espositiva doveva essere regolata in maniera precisa così da non mettere a rischio le preziose opere d’arte: è stata rivolta particolare attenzione allo studio ed al controllo della luce per ogni opera d’arte e per la migliore esposizione di ognuna.
Ambiente, clima ed energia:
Le opere d’arte reagiscono negativamente non solo ad un’eccessiva luce ma anche ad escursioni termiche e all’umidità .
L’ambiente dovrà essere sempre regolato dall’aria condizionata assicurando la temperatura raccomandata (21-23 gradi, umidità atmosferica 50%).
L’eccellente isolamento della copertura riduce al minimo le perdite di riscaldamento e di aria condizionata. Grandi elementi ombreggianti posti lungo la facciata principale evitano il diretto contatto con la luce del sole.
Marzia Urettini
AcciaioArte Architettura n.18 - 2004
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