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30/11/-1, 00:00:00
Current: la nuova tv per i videomaker

Ecco, praticamente è passato un mese e questo blog non si è mosso. Forse sono semplicemente cambiate un po’ le mie priorità, forse sto facendo troppe cose, ma forse adesso dovrei scrivere di Current dato che questo è il titolo di questo post.

Faccio una premessa: anche se non scrivo, leggo, e ieri mentre leggevo sono [...]

Ecco, praticamente è passato un mese e questo blog non si è mosso. Forse sono semplicemente cambiate un po’ le mie priorità, forse sto facendo troppe cose, ma forse adesso dovrei scrivere di Current dato che questo è il titolo di questo post.

Faccio una premessa: anche se non scrivo, leggo, e ieri mentre leggevo sono rimasto un’ po’ perplesso.

Insomma per farla breve, Curren si prepara al lancio, si organizza un evento e si invita qualche blogger.

Calando un velo pietoso su sta cosa della “lista delle blogstar” su cui c’è chi ha già sparato a zero, vado avanti e leggo le nomination

E qui viene fuori la mia perplessità perchè quello che mi dà da pensare non è la lista in se, ma il come è stata fatta.

Cito le parole di marco:

L’idea è stata quella di coinvolgere anzitutto circa una 30ina di persone (d’ora in poi, la “sporca 30ina”), diciamo blogger, che stimo e che conosco online da tempo (la lista la vedi in fondo al post).

Bhè diciamo che dato che Current si occupa di “nuova tv, produzione dal basso, videomaking, nuove frontiere della comunicazione” mi sarei aspettato un attenzione per chi sta cercando di sperimentare queste cose.

E’ ovvio che parlo come parte in causa, già perchè un invito per videomarta me lo sarei aspettato, anche per il fatto che nella barca con Tommaso c’eravamo anche noi. (Tommaso te l’ho ricordi vero???)

Ma anche ipotizzando che Tommaso non si ricordi di noi, rimangono fuori anche Filippo e Mauro, Marta e Giulia, Matteo e Luca ed anche Videoroof.com.

Queste persone, secondo il mio modestissimo parare, stanno facendo quella famosa “nuova tv, produzione dal basso, videomaking, nuove frontiere della comunicazione” ma sicuramente è meglio chiamare gli amici, o al limite, gli amici degli amici.

Non è un segreto che poi io sia scettico su questo progetto, ma pensavo che le conferme mi sarebbero arrivate dopo il lancio…

Ad ogni modo spero di sbagliarmi. In bocca al lupo a tutti e buon lancio al+gore

al+gore

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30/11/-1, 00:00:00
Appunti dal sottoscala
Qui nel mio sottoscala da dove trasmetto e ti sto scrivendo amico, l’aria è sempre più pesante. L’umidità ha ormai corroso e ammuffito le pareti con il vecchio poster di Chet Baker che tenevo incollato sin dal primo giorno in cui mi sono trasferito in questa vecchia bettola. Ma tant’è, l’affitto è una miseria e [...]

Qui nel mio sottoscala da dove trasmetto e ti sto scrivendo amico, l’aria è sempre più pesante. L’umidità ha ormai corroso e ammuffito le pareti con il vecchio poster di Chet Baker che tenevo incollato sin dal primo giorno in cui mi sono trasferito in questa vecchia bettola. Ma tant’è, l’affitto è una miseria e posso far girare i miei vinili ad un volume che farebbe invidia anche al più chiassoso bordello di Città del Messico. E quando sono incazzato o troppo ubriaco, posso urlare. Ti aspeto Stasera alle 21,30 su Radio F2. Finchè ho la possibilità di sfruttare le loro frequenze, meglio approfittarne. Abbiamo ancora molte cose da dirci io e te amico.

Johnny.

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30/11/-1, 00:00:00
Episodio 4 - 5 canzoni per urlare
Rockin’ in the Free World - Neil Young God Part II - U2 That’s Why I don’t Mind - Muddy Waters Helter Skelter - Beatles Forever Young - Bob Dylan E per te amico? Cosa significa per te urlare? Quali sono le tue cinque canzoni per urlare?

Rockin’ in the Free World - Neil Young

God Part II - U2

That’s Why I don’t Mind - Muddy Waters

Helter Skelter - Beatles

Forever Young - Bob Dylan

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E per te amico? Cosa significa per te urlare? Quali sono le tue cinque canzoni per urlare?

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30/11/-1, 00:00:00
Stasera
Sì amico, lo so che la domenica alle 21,30 forse hai meglio da fare che ascoltare il vecchio Johnny. Immagino il tuo programma serale: cena/televisione/letto-niente-sesso-sono-troppo-stanco-amore… Nel caso sia anche tu uno di quegli strani animali notturni che come me cercano una fuga da questa dittatura, sei invitato anche tu.  L’appuntamento è al solito posto, Radio [...]

Sì amico, lo so che la domenica alle 21,30 forse hai meglio da fare che ascoltare il vecchio Johnny. Immagino il tuo programma serale: cena/televisione/letto-niente-sesso-sono-troppo-stanco-amore… Nel caso sia anche tu uno di quegli strani animali notturni che come me cercano una fuga da questa dittatura, sei invitato anche tu.  L’appuntamento è al solito posto, Radio F2. Come ci riconosceremo? Facile, quelli come noi sono sempre accompagnati dai sorrisi della gente. Ti aspetto.

Johnny.

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30/11/-1, 00:00:00
In treno
L’altro giorno, mentre ero in treno, sfogliavo uno di quei giornali che hanno invaso le stazioni e le metropolitane. Free-press li chiamano e dicono che siano il futuro della carta stampata. Ma detto tra noi amico, a me sembrano solo giornali Mc Donald’s. Dopo il junk-food, anche i junk-papers. Per fortuna nelle orecchie avevo Revolver [...]

L’altro giorno, mentre ero in treno, sfogliavo uno di quei giornali che hanno invaso le stazioni e le metropolitane. Free-press li chiamano e dicono che siano il futuro della carta stampata. Ma detto tra noi amico, a me sembrano solo giornali Mc Donald’s. Dopo il junk-food, anche i junk-papers.

Per fortuna nelle orecchie avevo Revolver dei Beatles, per cui le junk-news e il treno sembravano correre più veloci del solito. Dopo che anche Tomorrow Never Knows era giunta al termine, ho tolto le cuffie e sono rimasto in silenzio a guardare fuori dal finestrino. Rimanere in silenzio è il peggior modo per accorgersi della presenza degli altri. In un istante sono stato preso d’assalto da una marea di chiacchere senza un inizio e senza una fine. Non c’era parola che non si confondesse con un’altra. Poi d’improvviso ho distinto due voci. Erano le voci delle due ragazze che sedevano alle mie spalle. Parlavano di donne. Una delle due, quella col tono più grave, diceva che gli uomini sul lavoro sono più capaci e in grado di fare meglio molte cose, oltre che una serie di altre frasi di questo genere. Sapete cosa ne penso? Stronzate. Basta con queste stronzate che ti hanno messo in testa. Io credo in te dolcezza. Devi prendere per mano questo mondo e salvarlo. I futuri Che Guevara, Luther King e Gandhi hanno nomi come Aung San Suu Kyi, Ingrid Bétancourt, e Zoya. La prossima rivoluzione che sconvolgerà il mondo la farai tu tesoro. Non vedo l’ora che arrivi questo giorno. Io ci credo.

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30/11/-1, 00:00:00
Episodio 3 - 5 canzoni per farle sentire che la ami
Trust - The Cure Hey, That’s No Way to Say Goodbye - Leonard Cohen Forget Her - Jeff Buckley Untitled 1 - Sigur Ros Love is Blindness - U2 E per te amico? Quali sono le tue cinque canzoni per farle sentire che la ami?

Trust - The Cure

Hey, That’s No Way to Say Goodbye - Leonard Cohen

Forget Her - Jeff Buckley

Untitled 1 - Sigur Ros

Love is Blindness - U2

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E per te amico? Quali sono le tue cinque canzoni per farle sentire che la ami?

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30/11/-1, 00:00:00
Tu porta il vino
Hey amico, abbiamo un conto in sospeso ricordi? L’appuntamento è per domenica alle 21,30 su Radio F2. Tu porta il vino, rosso grazie. Al resto ci pensa Johnny. Mal che vada, possiamo dire che è stata solo una bella sbronza. Adesso torno da Chet e la sua tromba. Cristo, quel figlio di puttana è più sensuale di [...]

Hey amico, abbiamo un conto in sospeso ricordi? L’appuntamento è per domenica alle 21,30 su Radio F2.

Tu porta il vino, rosso grazie. Al resto ci pensa Johnny. Mal che vada, possiamo dire che è stata solo una bella sbronza.

Adesso torno da Chet e la sua tromba. Cristo, quel figlio di puttana è più sensuale di una foto in banco e nero di Marilyn Monroe! Dio ti benedica Chet Baker, te e la tua tromba del cazzo. Ti devo un Bourbon.

Johnny.

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30/11/-1, 00:00:00
Insieme a te
No, non ci siamo capiti amico. Io non ho paura della solitudine. Io sono uno che balla da solo. No non dire che “corro da solo”. Porta sfiga e non serve a un cazzo. La verità è che io sono un solitario… ma ho paura dell’isolamento. Giovanni Falcone - uno degli ultimi eroi italiani - [...]

No, non ci siamo capiti amico. Io non ho paura della solitudine. Io sono uno che balla da solo. No non dire che “corro da solo”. Porta sfiga e non serve a un cazzo. La verità è che io sono un solitario… ma ho paura dell’isolamento. Giovanni Falcone - uno degli ultimi eroi italiani - diceva che la mafia uccide quando sei isolato. E così andò amico, delegittimarono e screditarono il buon Falco e lo uccisero, Dio ti benedica fratello.
Anch’io mi sento isolato. In un paese dove sembra contare solo l’apparenza. Giro per la città e vedo solo degrado e indifferenza. Per questo mi sento solo, lo capisci amico? Poi però ci penso bene. Ho questa pagina e una radio che, almeno per ora, mi fa dire quasi tutto quello che penso.E soprattutto ho te che mi ascolti. Non siamo soli, io e te. Teniamoci in contatto.

Johnny.

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30/11/-1, 00:00:00
Pensieri
Hey amico, stanotte mi sento solo. Sulla mia scrivania ho solo il solito bicchiere di Jack Daniels e un vecchio libro stropicciato. Lo sai che mi sto affezionando a te? Certo, ogni tanto mi fai ancora incazzare, ma il fatto che quando parlo al microfono di questa vecchia radio, so di averti all’ascolto mi fa [...]

Hey amico, stanotte mi sento solo. Sulla mia scrivania ho solo il solito bicchiere di Jack Daniels e un vecchio libro stropicciato. Lo sai che mi sto affezionando a te? Certo, ogni tanto mi fai ancora incazzare, ma il fatto che quando parlo al microfono di questa vecchia radio, so di averti all’ascolto mi fa intenerire. Così stasera ho deciso di condividere questa vecchia poesia di Dylan Thomas, che in questo momento mi ritrovo tra le mani. Offre Johnny.

Nella mia arte scontrosa o mestiere

“Nella mia arte scontrosa o mestiere

praticata nel silenzio notturno

quando soltanto la luna infuria

e gli amanti giacciono nel letto

con tutti i loro affanni tra le braccia,

io mi affatico a una luce che canta

non per pane o ambizione

nè per pavoneggiarmi e vender fascino

sui palcoscenici d’avorio,

ma per il comune salario

del loro più intimo cuore.


Non per il superbo che s’apparta

dalla luna che infuria io scrivo

su queste labili pagine di spuma

nè per i morti che torreggiano

con i loro usignoli e i loro salmi,

ma per gli amanti, che abbracciano

tutte le angosce dei secoli,

che non pagano lodi nè salario,

e non si curano del mio mestiere

o arte.”

(Collected Poems, 1934-1952)

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30/11/-1, 00:00:00
Episodio 2 - 5 canzoni per le donne della mia vita
Mother - John Lennon Angie - Rolling Stones Lavinia - The Veils Alice - Tom Waits Suzanne - Leonard Cohen E per te amico? Quali sono state le donne e le canzoni della tua vita? Avanti, non essere timido. E’ soltanto un modo diverso di conoscersi.

Mother - John Lennon

Angie - Rolling Stones

Lavinia - The Veils

Alice - Tom Waits

Suzanne - Leonard Cohen

al+gore

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E per te amico? Quali sono state le donne e le canzoni della tua vita? Avanti, non essere timido. E’ soltanto un modo diverso di conoscersi.

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30/11/-1, 00:00:00
Memo
Domenica 20 aprile, alle 21,30 su Radio F2 andrà in onda il secondo episodio di Johnny B. Goode.

Domenica 20 aprile, alle 21,30 su Radio F2 andrà in onda il secondo episodio di Johnny B. Goode.

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30/11/-1, 00:00:00
Windows Mobile Italy a Mobius 2008
Anche se Windows Mobile Italy è una realtà nuovissima nel panorama dell’informazione legata alla mobility, un rappresentante del suo autorevole staff è stato invitato all’evento Mobius 2008, organizzato da Microsoft a Seattle. Mobius (o, come suggerisce il logo, Möbius, forse un omaggio al grande matematico e astronomo tedesco August Ferdinand Möbius) è una comunità formata dai [...]

Anche se Windows Mobile Italy è una realtà nuovissima nel panorama dell’informazione legata alla mobility, un rappresentante del suo autorevole staff è stato invitato all’evento Mobius 2008, organizzato da Microsoft a Seattle.

Mobius (o, come suggerisce il logo, Möbius, forse un omaggio al grande matematico e astronomo tedesco August Ferdinand Möbius) è una comunità formata dai più influenti divulgatori online e appassionati di tecnologia mobile del mondo….

clicca qui per continuare

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Fonte:press windowsmobileitaly

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30/11/-1, 00:00:00
Primo TV Edizione del 28/05/2008
edition of 28/05/2008 Fonte:primo.tv

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edition of 28/05/2008

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Fonte:primo.tv

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30/11/-1, 00:00:00
Maxi sequestro, l’invasione dei “cinafoniniâ€
Contengono batterie, con un amperaggio quasi doppio rispetto ai classici cellulari, che potrebbero esplodere con grossi rischi per la salute di chi li utilizza.  Si tratta di telefonini di provenienza cinese e che hanno un aspetto quasi identico agli apparecchi più in voga sul mercato…. clicca qui per continuare Fonte: Poliziadistato [...]

Contengono batterie, con un amperaggio quasi doppio rispetto ai classici cellulari, che potrebbero esplodere con grossi rischi per la salute di chi li utilizza.  Si tratta di telefonini di provenienza cinese e che hanno un aspetto quasi identico agli apparecchi più in voga sul mercato….

clicca qui per continuare

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Fonte: Poliziadistato

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30/11/-1, 00:00:00
Una settimana con HTC Touch Diamond - Day 1
Coolsmartphone ha ”provato” per una settimana il nuovissimo HTC Touch Diamond… clicca qui per visionare il video Fonte:Coolsmartphone

Coolsmartphone ha ”provato” per una settimana il nuovissimo HTC Touch Diamond…

clicca qui per visionare il video

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Fonte:Coolsmartphone

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30/11/-1, 00:00:00
SoloPalmari esclusiva HTC Diamond Vs 50 PDA WM: i benchmark
SoloPalmari ha effettuato uno ‘’scontro” tra il nuovo HTC Diamond e 50 pda Windows Mobile…ecco i risultati benchmark.. Con l’ausilio dell’applicativo Spb Benchmark il PDA phone viene sottoposto a quattro distinti test, finalizzati alla misurazione delle prestazioni: CPU, File System, Grafica, Indice Generale. clicca qui per visionare benchmark Fonte:SoloPalmari

SoloPalmari ha effettuato uno ‘’scontro” tra il nuovo HTC Diamond e 50 pda Windows Mobile…ecco i risultati benchmark..

Con l’ausilio dell’applicativo Spb Benchmark il PDA phone viene sottoposto a quattro distinti test, finalizzati alla misurazione delle prestazioni: CPU, File System, Grafica, Indice Generale.

clicca qui per visionare benchmark

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Fonte:SoloPalmari

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30/11/-1, 00:00:00
Video, iPhone Earth
Fonte:dailymobile

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Fonte:dailymobile

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30/11/-1, 00:00:00
XBox 360 Disassembly
Fonte:3redlightfixdotcom
30/11/-1, 00:00:00
PocketPCItalia Anteprima: Recensione HTC Touch Diamond
PocketPCItalia ha effettuato in anteprima la recensione dell’attesissimo HTC Touch Diamond… Il Touch Diamond è quanto di meglio sia stato realizzato da HTC come materiali ed assemblaggio. Il design è davvero semplice ma al tempo stesso molto elegante e raffinato. clicca qui per visionare recensione Fonte: PocketPCItalia

PocketPCItalia ha effettuato in anteprima la recensione dell’attesissimo HTC Touch Diamond…

Il Touch Diamond è quanto di meglio sia stato realizzato da HTC come materiali ed assemblaggio.
Il design è davvero semplice ma al tempo stesso molto elegante e raffinato.

clicca qui per visionare recensione

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Fonte: PocketPCItalia

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30/11/-1, 00:00:00
Primo TV Edizione del 27/05/2008
edition of 27/05/2008 Fonte:primo.tv

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Fonte:primo.tv

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30/11/-1, 00:00:00
Poste Italiane lancia ContoBancoPostaClick.it, conto online accessibile da web e telefonino
Poste Italiane lancia ContobancoPostaClick, conto corrente online in Italia accessibile da web e telefonino e collegato a una rete di 14mila uffici postali…. clicca qui per continuare clicca qui ContoBancoPostaClick Fonte:lastampa

Poste Italiane lancia ContobancoPostaClick, conto corrente online in Italia accessibile da web e telefonino e collegato a una rete di 14mila uffici postali….

clicca qui per continuare

clicca qui ContoBancoPostaClick

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Fonte:lastampa

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30/11/-1, 00:00:00
Trecentomila suicidi in Valpadana
Bossi: ”Fucili sempre caldi” Il senatur attacca la sinistra: ”Se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione” Non per fare ironia di bassa lega (notare la fine boutade), eh: ma siamo sicuri che i leghisti sappiano come impugnare le suddette armi in modo corretto? Share this article [...]

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Bossi: ”Fucili sempre caldi”

Il senatur attacca la sinistra: ”Se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione”

Non per fare ironia di bassa lega (notare la fine boutade), eh: ma siamo sicuri che i leghisti sappiano come impugnare le suddette armi in modo corretto?

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30/11/-1, 00:00:00
Parallelismi azzardati
Sarà, ma a me, vedendo Silvio (Meno Male Che C’è) mimare la fucilazione della giornalista russa colpevole di una domanda troppo indiscreta a Putin, è tristemente tornata in mente la vicenda di Anna Politkovskaja. Non so voi, ma io la aggiungerei alla lunga serie delle scenette che si potevano tranquillamente evitare. Nota a margine: questo blog ringrazia [...]

Sarà, ma a me, vedendo Silvio (Meno Male Che C’è) mimare la fucilazione della giornalista russa colpevole di una domanda troppo indiscreta a Putin, è tristemente tornata in mente la vicenda di Anna Politkovskaja.

Non so voi, ma io la aggiungerei alla lunga serie delle scenette che si potevano tranquillamente evitare.

Nota a margine: questo blog ringrazia sentitamente l’on. Berlusconi per essere tornato in carica ed avergli così evitato una probabile chiusura. Tenchiu.

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30/11/-1, 00:00:00
Duecentesimo post
Qualcuno ogni tanto dice che gli italiani dimenticano facilmente. Sarà, io sottolineo che da oggi (e per cinque lunghi anni) siamo nelle sapienti mani di questi signori qua. Come si suol dire, contenti voi… Nel frattempo, armato di speranza nel futuro, aspetto con impazienza l’abolizione del bollo auto. Meno Male Che Silvio C’E’ (e c’ha pure la [...]

Qualcuno ogni tanto dice che gli italiani dimenticano facilmente.

Sarà, io sottolineo che da oggi (e per cinque lunghi anni) siamo nelle sapienti mani di questi signori qua. Come si suol dire, contenti voi…

Nel frattempo, armato di speranza nel futuro, aspetto con impazienza l’abolizione del bollo auto. Meno Male Che Silvio C’E’ (e c’ha pure la sua bella età).

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30/11/-1, 00:00:00
Certamente più sceme
Roma, 7 apr. (Adnkronos) - Le donne del centrodestra sono “certamente piu’ belle” di quelle del centrosinistra. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, durante un’intervista a ‘Radio Radio’. Eccotelo, figurati se non sparava l’ultima (non so voi ma io ci spero) cagata di questa penosa campagna elettorale. Non era da lui. Senza commentare gli alti contenuti della dichiarazione [...]

Roma, 7 apr. (Adnkronos) - Le donne del centrodestra sono “certamente piu’ belle” di quelle del centrosinistra. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, durante un’intervista a ‘Radio Radio’.

Eccotelo, figurati se non sparava l’ultima (non so voi ma io ci spero) cagata di questa penosa campagna elettorale. Non era da lui.

Senza commentare gli alti contenuti della dichiarazione (che poi la Binetti è ancora un fior fiore di donna, invidiosone), aggiungo che le donne della destra non sono solo più fighe, ma anche più colte.

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30/11/-1, 00:00:00
Adesso con te nun ce gioco più
E’ bello constatare che, quando vuoi esprimere la tua opinione su un qualsiasi argomento, c’è sempre qualcun altro che l’ha già fatto utilizzando proprio quelle parole che avresti usato tu. Cioè, magari all’inizio potrà sembrare avvilente, ma vi assicuro che, per chi soffre di pigrizia congenita come me, la cosa non può che rivelarsi utile. Stavolta [...]

al+goreE’ bello constatare che, quando vuoi esprimere la tua opinione su un qualsiasi argomento, c’è sempre qualcun altro che l’ha già fatto utilizzando proprio quelle parole che avresti usato tu. Cioè, magari all’inizio potrà sembrare avvilente, ma vi assicuro che, per chi soffre di pigrizia congenita come me, la cosa non può che rivelarsi utile.

Stavolta l’ultima parola sulla vicenda della chiusura di BlogBabel, il motore di ricerca-classifica-bordello2.0 dei blog italiani e bla bla bla, ce l’ha Brodo in un memorabile post che - per come la vedo io - serve da monito ai blogdementi del web italiano.

Tu, ignaro lettore, statisticamente potresti essere uno di essi, ergo leggi e fai tesoro di ciò che vi è scritto.

La parte divertente del palloso argomento viene quando, dopo un ennesimo cambio di algoritmo e conseguente ribaltone di posizioni, si assiste a una disfida tra i “penalizzati†e i tenutari di Bigbabol in cui, in perfetto stile asilo, i penalizzati chiedono di essere eliminati dal motore di ricerca e dalle classifiche e i penalizzatori per ripicca chiudono tutto l’ambaradan

Pace e Bene.

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30/11/-1, 00:00:00
Il nuovo che avanza
Riemergo dopo mesi (sabbatici?) dalle ceneri di questo blogghe per comunicarvi le mie impressioni sul comizio di Uòlter, avvenuto nella tiepida giornata di oggi ad Alessandria City in un tripudio di cartelloni, bandiere, fans sfegatati e demagogia. Innanzitutto è stato confortante notare come ad accogliere il leader di un partito innovatore e che intende rompere tutti [...]

Riemergo dopo mesi (sabbatici?) dalle ceneri di questo blogghe per comunicarvi le mie impressioni sul comizio di Uòlter, avvenuto nella tiepida giornata di oggi ad Alessandria City in un tripudio di cartelloni, bandiere, fans sfegatati e demagogia.

Innanzitutto è stato confortante notare come ad accogliere il leader di un partito innovatore e che intende rompere tutti i legami col passato ci fosse un pubblico con l’età media di 85 anni. Ben metà degli astanti è infatti deceduta prima della fine dello spettacolo, nelle concitate fasi riguardanti il tema delle pensioni. Vabbè, capita.

Ma oltre a ciò mi è piaciuto il modo in cui “er Barack de noantri”, osannato dai vecchietti agonizzanti con grida quali “Si può fare!” oppure “Ies ui chen” (giuro), si è lanciato in un panegirico delle virtù dei lavoratori italiani, da ognuno dei quali - a giudicare dai suoi racconti - è stato invitato a pranzo, a bere una birra, ad una cena in osteria, ad un rinfresco nuziale. Un vero scroccone, ’sto Walter.

Il nostro, va sottolineato, è ormai talmente orientato all’americanismo dall’indirizzare l’intero comizio in tal senso, mediante - oltre agli effetti scenografici da vero e proprio rally a stelle e strisce - frequenti riferimenti alla situazione oltreoceano.

Senza contare le continue frecciatine ad una “destra” non meglio specificata (con cui però ha precisato di “non voler polemizzare”), Veltroni se l’è comunque cavicchiata con l’ars oratoria, a tratti capace di spunti interessanti, frasi efficaci e battute riuscite. Ma di soluzioni concrete poche, ahimè.

Dopo la chiusura in bellezza dedicata allo screditamento dell’avversario (nessuna polemica si era detto, eh), parte l’inno (americano) e giù tutti a cantarlo, ebbri di gioia. Poi una canzone di Jovanotti che ritengo essere l’inno del nuovo partito (vecchie che ballano nelle Cadillac), ed il ritorno alla vita normale.

Alla prossima Uòlter (ma io a pranzo non ti invito, sia chiaro).

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30/11/-1, 00:00:00
Questione di prospettiva
Dal titolo di questa agenzia dell’Ansa pare che siano i rifiuti a definire Prodi una vergogna per l’Italia, e non viceversa.

Dal titolo di questa agenzia dell’Ansa pare che siano i rifiuti a definire Prodi una vergogna per l’Italia, e non viceversa.

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30/11/-1, 00:00:00
Finalmente una buona notizia
Father Milingo è vivo e lotta insieme a noi. E l’agopunturista Maria Sung pure. Dire che sono commosso è usare un eufemismo. Share this article

Father Milingo è vivo e lotta insieme a noi. E l’agopunturista Maria Sung pure. Dire che sono commosso è usare un eufemismo.

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30/11/-1, 00:00:00
Non c’è più religione
Oggi c’è stata una rissa fra preti a Betlemme. No, giuro. E tutto questo due giorni dopo Natale. A Betlemme, ho detto. Mah. Traete un po’ voi le vostre conclusioni. [Prego apprezzare l'attivazione dell'effetto-neve nel template del blog. E poi dite che non vi vizio...] Share this article

Oggi c’è stata una rissa fra preti a Betlemme. No, giuro.

E tutto questo due giorni dopo Natale. A Betlemme, ho detto.

Mah. Traete un po’ voi le vostre conclusioni.

[Prego apprezzare l'attivazione dell'effetto-neve nel template del blog. E poi dite che non vi vizio...]

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30/11/-1, 00:00:00
Chapeau
Sono ormai un paio d’anni che, una volta aperto il feed reader, do la precedenza assoluta agli articoli di Bucknasty, autore prima di Hatingline ed ora di 7yearwinter. Ma mai avevo assistito ad un tale capolavoro di ironia, satira e fine cinismo. E ad una simile lezione di giornalismo. Perché di questo si tratta, perdiana; seeing’s [...]

al+goreSono ormai un paio d’anni che, una volta aperto il feed reader, do la precedenza assoluta agli articoli di Bucknasty, autore prima di Hatingline ed ora di 7yearwinter.

Ma mai avevo assistito ad un tale capolavoro di ironia, satira e fine cinismo. E ad una simile lezione di giornalismo. Perché di questo si tratta, perdiana; seeing’s believing.

Per qualche oscuro motivo su Repubblica.it non ci sono più riferimenti al fatto (a Libero probabilmente non si saranno neanche spiegati la cosa, invece), e qualcuno paventa l’ipotesi che il “boom dei blog” (di cui questi giornalisti si sono sempre riempiti la bocca a sproposito, ricordiamo) verrà messo in secondo piano per tornare al buon vecchio “come dice Internet…”.

Go Buck, go!

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30/11/-1, 00:00:00
Spe ro che crepi
Per commentare l’enciclica Spe Salvi di Papa Stramaledetto XVI - inspiegabilmente osannata da frotte di media lustrasfinteri - non trovo metafora migliore di quella usata da “Il Messia” sul suo blog: La nuova enciclica del Papa, afferma Padre Federico Lombardi in una nota diffusa oggi dalla Sala stampa vaticana, si pone ”ancora una volta in [...]

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Per commentare l’enciclica Spe Salvi di Papa Stramaledetto XVI - inspiegabilmente osannata da frotte di media lustrasfinteri - non trovo metafora migliore di quella usata da “Il Messia” sul suo blog:

La nuova enciclica del Papa, afferma Padre Federico Lombardi in una nota diffusa oggi dalla Sala stampa vaticana, si pone ”ancora una volta in una prospettiva di dialogo, di aiuto reciproco fra ragione e fede”

Ricapitoliamo: la scienza ha fallito, la ragione ha fallito: uomo, il tuo illuminismo non ha fatto un cazzo. Ora è tempo che ti convinci che avevamo ragione noi. Questo è il dialogo e aiuto reciproco tra fede e ragione, secondo la SS. Sede (da leggere esseesse). Voi torto, noi ragione. Gran bella cosa il dialogo. Credo che andrò da qualcuno a dirgli “Sei un fallimento totale”, perchè in fondo mi piace dialogare e aiutare.

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30/11/-1, 00:00:00
Su Luca Sardella su Janira Majello
Pezzo di domani nella rubrica sull’Opinione. L’ho sempre scritta, ma non so perché non ve l’ho segnalata per un po’. Comunque mi state simpaticissimi lo stesso. Di tanto in tanto non ricordarsi di Luca Sardella è inumano. Di più: è inquinante, e un poco puzza. Questo arbre-magique dei palisesti, questo divor-odor di tutte le brutture di [...]

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Pezzo di domani nella rubrica sull’Opinione. L’ho sempre scritta, ma non so perché non ve l’ho segnalata per un po’. Comunque mi state simpaticissimi lo stesso.

Di tanto in tanto non ricordarsi di Luca Sardella è inumano. Di più: è inquinante, e un poco puzza. Questo arbre-magique dei palisesti, questo divor-odor di tutte le brutture di Rai Due (che da quando ci sono i reality di serie B e B2 non sono affatto poche), questo corpo forestale della tv di stato, è effettivamente un personaggio dal sapore unico, che andrebbe, più che rivalutato, valutato davvero per la prima volta.

In attesa che questo avvenga, ci limitiamo a dirvi quanto ci piace il modo in cui solo Luca riesca a coniugare serietà nella conduzione e velleità canore, profonda conoscenza di piante e fiori (con tanto di relativa laurea in agraria) e quella della sua perpetua televisiva Janira Majello, insieme alla quale nasconde uno dei segreti meglio tenuti della nostra televisione: i due ci sono o si fanno?
Mai qualcosa che possa rivelare qualcosa di più di quella stima professionale e pseudo-erotica, che tanto contraddistingue i concorrenti di talent show sul ballo, come Ballando sotto le Stelle, e segnatamente Hoara Borselli e il suo Stefano Di Pasquale.

Facile, direte voi, per due ballerini eroticizzarsi ed eroticizzare noi, dovendo stare avvinghiati per interi quarti d’ora a ritmo di tango, bachata, o qualunque altra movenza Hoara sia convintissima di saper padroneggiare. Il difficile è farlo quando bisogna trattare di come potare i geranei della scorsa stagione. Sono momenti difficilissimi, per un conduttore che realmente ci voglia provare, con la sua assistente giovane e carina, una di quelle anche abbastanza intelligenti da non badare al suo cappello pastello, ton su ton con la giacca, per di più. In quei momenti, anche solo un volo pindarico dalla scaletta, in favore di argomenti come l’impollinazione, potrebbe fare la differenza.

Eppure, mai un doppio senso, mai una caduta di stile. Mai uno sguardo da pesce lesso di troppo, e perfino in sigle di testa come quella che Luca e Janira si cantano a vicenda all’inizio di Garden, il loro nuovo spazio su Rai Due, il giovedì mattina alle 9. E, beninteso, stiamo parlando di sigle di testa che comprendono, all’interno del loro testo, passaggi come: “Tu sei per me la donna che vorrei”.
In ogni caso, questa trasmissione, realizzato in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, è una delle più riuscite per il duo. I loro consigli, le loro premure, farebbero venire il pollice verde anche a un taglialegna canadese originale.

Fondamentale la rubrica “Cosa compro” in cui, alla maniera di Occhio alla spesa, una famiglia dal budget limitato (e una lacrimuccia scende sul viso della telespettatrice più affezionata a Sardella, pensando ai tempi, ormai finiti, della temporanea epurazione dalla Rai e dal lavoro di divulgatore campestre) deve fare i colti con l’acquisto e la cura di un tipo di pianta che, pur variando di puntata in puntata, le darà sempre la stessa soddisfazione: enorme.

Janira, dal canto suo, donna dalla distanza quasi dantesca dal suo partner televisivo, si rifà subito dopo con composizioni al limite del lussuoso, quasi delle invenzioni alla Muciaccia per difficoltà esecutiva e prezzo da pagare per i genitori che dovessero cogliere i proprio figli - di tutte le età - a cercare di ripetere in casa quello che la Majello fa in studio. E le mani sono sempre e solo rigorosamente le sue.

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30/11/-1, 00:00:00
Come Giovanna Zucconi domò Battiato
Domani - 1° maggio - in edicola sull’Opinione. Gargantua di Giovanna Zucconi è un talk-show sui libri con grandi ospiti, anche performanti (come Stefano Benni della puntata di questa settimana, che si legge da solo che è un piacere), e una conduttrice leggermente troppo timida per sfondare. Giovanna rappresenta in una Rai Tre sempre attenta alle minoranze [...]

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Domani - 1° maggio - in edicola sull’Opinione.

Gargantua di Giovanna Zucconi è un talk-show sui libri con grandi ospiti, anche performanti (come Stefano Benni della puntata di questa settimana, che si legge da solo che è un piacere), e una conduttrice leggermente troppo timida per sfondare.

Giovanna rappresenta in una Rai Tre sempre attenta alle minoranze l’estetica della compagna di università dai lunghi treni e dalle occhiaie malissimo nascoste, un’Anna dai capelli rossi senza neanche l’attrattiva dei capelli (che ora le sono biondi e a caschetto), ma tante letture da consigliare. Questo è un limite che non permette allo show di decollare quanto dovrebbe. Non che potrebbe in alcun modo competere con Cultbook di Stas Gawronski o a Tutto Volume di Daria Bignardi. Ma questi sono rispettivamente uno un programma di Rai Edu condotta da un paraculo di cultura e l’altro era una creatura di Daria Bignardi di troppi anni fa.

Per il resto, a Gargantua non manca niente: bella musica, suonata e cantata dal vivo, studio accattivante e grossi contatti con i tipici ospiti inospitabili, che non andrebbero da nessuna altra parte in televisione, e vengono qui perché non sanno esattamente di cosa si tratti. E’ suggestivo l’ingresso di questi ospiti tutti in coro, insieme alla conduttrice e a qualche orchestrale, fra cui non c’è il sosia di Franco Battiato e del citato Benni, ma loro due in carne ed ossa, che probabilmente non si parlerebbero neanche se imprigionati insieme da mesi in casa della Zucconi con la Zucconi. Ma il bello di questo - manco a dirlo - pantagruelico contenitore di cultura è proprio quello di saper mescolare apparentemente male le distanze più evidenti, e poi intervistare proprie redattrici mentre la tensione cala o sale secondo l’umore di Battiato.

Non sappiamo quanto egli sia stato felice di sentirsi dare del tu dalla conduttrice, ma fattosta che ha risposto alle prime due domande dicendo che, dal momento che non si sentiva abbastanza stimolato, non gli andava di dire niente. Dunque un discreto recupero sulle aspettative di questo musico siciliano che riesce a vincere i complessi di cui la natura lo ha dotato solo sulla poltrona di Fazio o quando viene imitato da Fiorello.

Ed è proprio qui che la Zucconi comincia a paraculeggiare, e guadagna infinite posizioni nella considerazione di tutti. Chiede a Battiato se può essere uno stimolo ascoltare se stesso, “una tua bellissia canzone”. Sempre quel tu sfottente e perverso, che stavolta assume una dimensione anche torturatrice che va tanto meglio di quella solo poco rassicurante di qualche attimo prima.
Il video è quello di Voglio vederti danzare, Battiato vi è giovanissimo e nello studio ride come un bambino scoperto con le mani nella marmellata scaduta.

Si va avanti con Giorgio Celli che parla di api e del loro affascinante, paziente, perfetto lavoro per mezzo del suo ultimo libro e di un altro redattore ex-machina della Zucconi, che prende il controllo della situazione, che quando il coreografo Emio Greco aveva preso a non parlare di taranta con Battiato era effettivamente un po’ sfuggita di mano.

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30/11/-1, 00:00:00
Community, di recupero della tv dei ragazzi cresciuti
Pezzo di domani (torno ad anticiparvene qualcuno, era un po’ che ero pigro) su l’Opinione. Community su All Music (il concorrente principale di MTV in Italia) è un contenitore per giovani fatto da giovani, e per giunta dotati di quel necessario spirito autocritico che permette loro di realizzare una videosigla bella come quella che hanno. E [...]

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Pezzo di domani (torno ad anticiparvene qualcuno, era un po’ che ero pigro) su l’Opinione.

Community su All Music (il concorrente principale di MTV in Italia) è un contenitore per giovani fatto da giovani, e per giunta dotati di quel necessario spirito autocritico che permette loro di realizzare una videosigla bella come quella che hanno. E non sprovvisti, d’altro canto, di quella provvida attenzione alle novità (musicali, pseudoculturali, di costume) perché anche anche i giovani sfortunatamente sprovvisti del suddetto spirito finiscano comunque per vederlo, entusiasti.

Quella sigla è un autentico patrimonio per qualunque teenager: il decalogo delle cose da fare per essere consdiderato alla moda, o da evitare come una compagna di classe pariola se si vuole invece risultare alternativi. Una specie di spartiacque, una sottile linea multicolore fra quei due mondi in perenne rotta di collisione, che a volta si chiama anche amore. Numero uno: fare il dj, o fare finta di essere un dj, in generale, o vestirsi come un dj in particolare; secondo: indossare gli occhiali da sole all’unisono coi propri amici più intimi; terzo: considerare il cellulare una metafora del cuore (e qui ci siamo, effettivamente). Si prosegue poi, in ordine di importanza, con: disegnare sui muri, con la bomboletta, segni grafici che paiono astratti, ma in realtà sono una rappresentazione chiara di se stessi (l’animazione rende i graffiti un ritratto del graffitaro); pomiciare con chiunque; suonare molti strumenti musicali; indossare jeans a vita bassa che mostrino l’inizio della linea di demarcazione fra le natiche.
Community è un programma che parla di tutto questo col lucido sulle labbra: sereno, poco importa se i conduttori hanno superato da qualche decennio il tempo delle mele. E’ semplicemente tutto molto simile a uno di quei film in cui Cristiana Capotondi fa la liceale, e che poi fanno il pieno di incassi e rivalutano la comicità di Giorgio Faletti dopo che era stato rivalutato come scrittore.

La conduzione è sciolta, con forse l’unica pecca di indugiare troppo sulla consapevolezza di avere una proununcia dell’inglese decente da parte della giovane donna in studio, Valeria. Un po’ come se si fosse ancora vent’anni fa, quando cose come questa erano status symbol irrinunciabili per qualunque conduttore di pregio. Poi ci ricordiamo che siamo in Italia, che diversi nostri compagni delle medie ancora non sanno scrivere una mail in dialetto, e capiamo il perché di questa come di tante altre piccole cose.

Notevolissima l’interazione col pubblico, che avviene a più livelli e con più mezzi. D’altronde, era proprio nel titolo stesso del programma l’idea di un ricreare, sebbene in televisione, e a un orario in cui i giovani-target con una vita sociale ciondolonano sui cavalletti dei motorini altrui, quell’atmosfera della possibilità, del permesso da parte del pubblico di far parte di uno show, che è l’imperativo del web in questi mesi, e forse anni.

Con Ivan (l’uomo) e Valeria si può parlare al telefono, gli si può mandare un sms, una mail. Gli si può far giungere in redazione un proprio video, che potrà perfino essere trasmesso, specie se si dovesse trattare di una rappresentazione di almeno qualcuno degli elementi del decalogo sopra delineato. Mani nel naso e canzoni stonate incluse.

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30/11/-1, 00:00:00
Sulla finale di Amici
Domani in edicola sull’Opinione nella solita rubricaccia. Finalmente, anche quest’anno, il vincitore immorale di Amici, cioè quello vero (niente da dire sulla sua dirittura etico-professionale, se avesse una professione) è Marco Carta, il favoritissimo delle signorine in età da Maria De Filippi di ogni ceto e razza (ed età, del resto). Quello morale, come direbbe anche [...]

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Domani in edicola sull’Opinione nella solita rubricaccia.

Finalmente, anche quest’anno, il vincitore immorale di Amici, cioè quello vero (niente da dire sulla sua dirittura etico-professionale, se avesse una professione) è Marco Carta, il favoritissimo delle signorine in età da Maria De Filippi di ogni ceto e razza (ed età, del resto). Quello morale, come direbbe anche il più timido dentro ma Sfondrini fuori, fra gli autori del talent show di maggior successo in Italia e qualche repubblica balcanica di recente formazione, è stato naturalmente il pubblico, come avere dubbi a riguardo.

Tanto per Roberta Bonanno, quanto per Pasqualino Maione o per Francesco Mariottini, dunque - per quanto vi invitiamo a memorizzare questi nomi (se non saranno prontamente sostituiti da pseudonimi anglofoni anni ‘80, per ovvii motivi di difficoltà a memorizzarli) - non c’è stato scampo: il televoto che tutto può li ha resi sconfitti e probabilmente anche qualcosa in più. Invece di non vincere semplicemente 300.000 euro e uno stage a New York di un anno, dovranno prestare il loro volto ad alcune campagne pubblicitarie di prodotti della Fascino, la nota impresa a conduzione familiare di Maria De Filippi e Maurizio Costanzo. Oltre il danno economico e il debito formativo, anche la beffa dantesca.
Per il resto, una finale strappalacrime come pochi, con due picchi di liquido: i quattro momenti in cui ciascuno dei quattro finalisti viene esposto ai suoi genitori, dalla solitudine del residence di charme in cui risiedevano in tutta segretezza nei giorni precedenti al grande evento; e naturalmente la proclamazione del vincitore annunciato.

Prima del primo rvm dal residence, momento rarissimo di interazione fra Fiorello e Mediaset, quando l’istrione di Radio 2 lancia una specie di benedizione papale nei confronti del programma di Maria.
Nella giuria della finale non mancano Carla Fracci in persona e alcuni videogenici produttori musicali italiani, fra cui il noto Saverio Marconi dei tanti musical, un genere che sembra improvvisamente essere risorto - o quantomeno non morto - grazie anche alla linfa zombie che trasmissioni e pubblici come quelli della Fascino hanno saputo creare e alimentare forzosamente, nel giro di numerosi anni in cui non si proponeva praticamente altro di nuovo in tv.

Un merito non da poco per un programma che è la quintessenza stessa della televisione di oggi, incapace di essere scritta da qualsivoglia autore di qualità, e perennemente in cerca di quel realismo dato - nella sua visione distorta della comunicazione moderna che si rispetti - da quella bruttissima copia dell’improvvisazione - invece, estremamente scritta, forse anche di più della televisione semplicemente rigorosa e autenticamente finta di solo qualche decennio fa.
Nell’occasione di dare un arrivederci il più possibile freddo a questa realtà televisiva, non possiamo non dare, d’altro canto, il benvenuto ad un’altra di quelle voci libere del web sartirico italiano che poi ci costringono a frequentarlo, col tempo, con quell’aria da resistenza che un tempo tributavamo solo a Mai Dire Grande Fratello. Il sito si chiama Nemici di Maria (www.nemicidimaria.com) e vale la pena di una visita quotidiana e disperata.

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30/11/-1, 00:00:00
Roberto del Grande Fratello è un nuovo vecchio-povero
Anteprima del pezzo sull’Opinione di domani, sullo sputtanamente del concorrente cumenda del Grande Fratello 8. Novità di livello attendevano gli appassionati all’atteggiamento da milanese benestante di Roberto Mercandalli, una volta eliminato dal Grande Fratello e dato in pasto, da una parte, ad Alfonso Signorini (opinionista nello stesso show) e dall’altra a Valerio Staffelli di Striscia la [...]

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Anteprima del pezzo sull’Opinione di domani, sullo sputtanamente del concorrente cumenda del Grande Fratello 8.

Novità di livello attendevano gli appassionati all’atteggiamento da milanese benestante di Roberto Mercandalli, una volta eliminato dal Grande Fratello e dato in pasto, da una parte, ad Alfonso Signorini (opinionista nello stesso show) e dall’altra a Valerio Staffelli di Striscia la Notizia.

Prima su tutte: il noto Roberto, detto Cumenda per via del suo modo molto ripetitivo e sospetto di vantarsi delle sue ricchezze nella vita mentre era bloccato nella reality televisiva, e per giunta per mezzo di guanti in pelle infilati nel taschino della giacca, non sarebbe affatto uno fra i tanti lombardi arricchiti male degli ultimi decenni ma, molto probabilmente, il primo milanese cazzaro della storia della tv. Risultato decisamente più originale e, in definitiva, più passibile di longevità televisiva, ma forse troppo per alcune migliaia di italiani che lo avevano additato come un modello e che avevano cominciato ad imitarne il modo di approcciare le donne del popolo o di indossare il cappotto in casa.

Effettivamente, l’essere cazzari è una categoria dello spirito (o della mancanza di esso) per anni ed anni prettamente di competenza dei romani o dei napoletani (attribuzione che nemmeno lo spessore di certi film “sociologici†con Renato Pozzetto e Christian De Sica osava sfidare). Finalmente, un giovane uomo l’affranca da una denominazione di origine che cominciava ad andarle stretta.

In buona sostanza, Roberto Mercandalli non solo è stato ed è vittima dell’euro come la maggior parte dei suoi estimatori passata, da poco - ahinoi, nel novero dei nuovi poveri, ma è forse molto più prosaicamente povero e basta. Almeno, questo è quello che emerge dalla fondamentale consegna del Tapiro d’Oro di mercoledì sera.

Ma procediamo con ordine. Le prime difficoltà per il benessere economico di Roberto sono sorte subito dopo l’eliminazione dalla casa, lunedì, non appena è stato accolta dalla Marcuzzi e da Signorini, come si diceva. Ma le obiezioni al giovane cumenda mosse dal direttore di Chi vertevano soprattutto sulla sua condizione di adultero e di rovina-dottoresse, girando alcune dita nella piaga dell’affaire di Roberto con Lina il medico campano.

Staffelli e Striscia hanno mosso il colpo di grazia alla vita del vecchio Roberto, per come i suoi fan erano abituati a conoscerlo o i suoi detrattori a detestarlo. Dapprima, intervista-rivelazione a tale Roberto Farello, altro cumenda a sua volta, ma socio del padre di Roberto, che attesta la totale indigenza della famiglia Mercandalli con alcuni esempi da Cortina anni ’80 dei fratelli Vanzina.
Mette in ridicolo non solo l’esistenza di un cavallo Mercandalli, ma ha anche un accento da maestro cattivo di Amarcord. Dichiara che il padre del concorrente presterebbe servizio come rappresentante di mobili su una Lancia Y vecchia. Prima che la parola passi a Roberto per la difesa, l’ultima ferita inferta riguarda dei mobili per ufficio che comparirebbero in una delle interviste rilasciate in precedenza a Roberto, e che sarebbero stati sottratti al Farello indebitamente.

Alle accuse, il giovane risponde dichiarando leasing ovunque, facendo battute poco riuscite sul fatto che potrebbe aver preso a noleggio più di quanto non solo non potesse permettersi di acquistare, ma anche di noleggiare. In poche parole, dopo qualche minuto è come un bambino pescato con le mani nella marmellata – scaduta –di un altro.
Tutto questo è ovviamente orribile, ma i sospetti che le nuove rivelazioni sul suo stato patrimoniale possano più che altro giovare alla parabola ascendente di Roberto Mercandalli nel mondo dello spettacolo sono legittimi, atroci, insopportabili.

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30/11/-1, 00:00:00
Online il nuovo sito del Crazy Marketing Network
Leonardo De Nardis, Alex Badalic, Claudio Vaccaro e Camillo Di Tullio l’hanno fatta grossa, questa volta e, senza che il vecchio blog di Crazy Marketing Network (il primo network italiano di blog tematici dedicati al marketing, guerrilla, viral, innovativo) che hanno fondato solo 6 mesi fa perdesse un colpo, nel frattempo, hanno lavorato sodo perché [...]

Leonardo De Nardis, Alex Badalic, Claudio Vaccaro e Camillo Di Tullio l’hanno fatta grossa, questa volta e, senza che il vecchio blog di Crazy Marketing Network (il primo network italiano di blog tematici dedicati al marketing, guerrilla, viral, innovativo) che hanno fondato solo 6 mesi fa perdesse un colpo, nel frattempo, hanno lavorato sodo perché proprio oggi quello nuovo potesse apparirvi in tutto il suo splendore nel giorno del suo lancio.

Lo trovate all’indirizzo, nuovo di zecca: www.crazy-marketing.it. Qui sotto, invece, trovate un video che hanno scelto per il primissimo lancio, sulla falsariga dei Mac vs. Pc con cui la Apple ha cambiato una o due norme del marketing comparativo. Godetevi il tutto non convenzionalmente.

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Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio

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30/11/-1, 00:00:00
Parte Naked News Italia, le veline scartate prendono il potere
Domani pezzo sul lancio di Naked News Italia, per la rubrica “Etere & Cloroformio” sull’Opinione. Alcuni analisti del settore sono ancora esterrefatti di come siano stati nient’altri che dei canadesi a inventare Naked News; a renderlo un prodotto relativamente di culto in America e, da oggi, a esportarlo addirittura in Italia, sebbene ancora non possiamo dire [...]

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Domani pezzo sul lancio di Naked News Italia, per la rubrica “Etere & Cloroformio” sull’Opinione.

Alcuni analisti del settore sono ancora esterrefatti di come siano stati nient’altri che dei canadesi a inventare Naked News; a renderlo un prodotto relativamente di culto in America e, da oggi, a esportarlo addirittura in Italia, sebbene ancora non possiamo dire con quale tipo di soddisfazione del pubblico nostrano.

Naked News è un servizio che debuttò nel 2000, trasmettendo da Toronto il primo programma di informazione condotto da donne o uomini (soprattutto donne) che si spogliavano progressivamente e del tutto durante la lettura delle notizie del giorno.
All’inizio sarebbe potuto sembrare solo un’appendice particolarmente intellettualizzante di qualche rullo videoerotico, magari di sottofondo a linee hard, ma ben presto gli spettatori nordamericani cominciarono ad affezionarsi a questi mezzobusti per una volta a figura intera, e che figura.

In realtà, Naked News potrebbe anche intendersi filosoficamente come un piccolo ma efficace movimento di liberazione del giornalista televisivo, una delle poche figure sul piccolo schermo ad essere ancora costretto in una metrica esatta e rigorosa, senza possibilità di scampo dalla solita inquadratura e un look che non potrà mai somigliare in alcun modo a quello anche solo di un Magalli, per non parlare di un Giletti.

Il servizio di news, per ora, sarà trasmesso solo online e dietro il pagamento di una quota di abbonamento, come del resto avviene nelle versioni in onda negli altri paesi che hanno manifestato il proprio entusiasmo per questa forma di infotainment in cui la parte “info†è stata sopraffatta con una certa violenza dalla parte “entertainmentâ€.
Ancora non risulta ufficialmente partito il canale italiano, ma è solo una questione di ore. C’è da dire, però, che fino a ieri mattina è circolata su Youtube una versione demo di una puntata tipica, che permetteva di conoscere di persona le quattro conduttrici italiane: Valeria, Michela, Erika con la kappa, Barbara. Ben vestite, non dotatissime né fisicamente né forse dal punto di vista della dizione e della convinzione con cui recitano le notizie, ma è ovvio che bisogna giungere a difficili compromessi, in questo tipo di casting, e non ci si poteva aspettare né Cristina Parodi, né tantomeno Eva Mendes.

E c’è da dire anche che la differenza fra questa demo e le puntate già strutturate e rodate delle versioni nordamericane, c’è un abisso. Le conduttrici americane parlano come delle concorrenti di quiz a premi, o delle venditrici di aspirapolvere robot, ma almeno parlano e si fanno capire. Tutto sta poi nel contrasto fra una donna che apparentemente sa parlare e la stessa che poi concretamente si spoglia, crediamo.

Invece, in Italia, almeno per ora, fino a che il cast artistico non sarà almeno rinforzato dai due riquadri vuoti che sembrano gridare “I want you!â€, alle navigatrici che capitino sul sito in questi giorni, Naked News farà più che altro l’effetto di una curiosa puntata di Striscia la notizia in cui tre o quattro delle aspiranti veline scartate all’ultima selezione (e anche nei turni più preliminari) avessero deciso di prendere il potere e si fossero messe a leggere – male – le notizie che un figlio di 8-9 anni di Antonio Ricci avesse scritto per gioco.

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30/11/-1, 00:00:00
Tricarico dalla Bignardi
Anticipazione per gli amici più intimi del solito pezzo di televisione, che esce domani sul quotidiano l’Opinione. Come sapete la rubrica esce ogni giorno, ma qui anticipo solo gli articoli che penso possano interessarvi di meno, per spirito di dominazione. Più gente strana intervista e più la specialità di Daria Bignardi sembra essere diventata quella di [...]

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Anticipazione per gli amici più intimi del solito pezzo di televisione, che esce domani sul quotidiano l’Opinione. Come sapete la rubrica esce ogni giorno, ma qui anticipo solo gli articoli che penso possano interessarvi di meno, per spirito di dominazione.

Più gente strana intervista e più la specialità di Daria Bignardi sembra essere diventata quella di intervistare solo gente strana, o di difficile comprensibilità o comprendonio. Di questi tempi, è ormai più semplice intervistare la figlia intelligente di Berlusconi che certi cantanti fuori dagli schemi. Così, la missione di Daria, per la l’ultima puntata, trasmessa venerdì scorso, è stata quella di intervistare Tricarico, il cantautore timido dall’infantilismo espressivo colto.
L’autore del grande successo di “Io sono Francesco†(2000), che non disegna le tematiche sociali più invise a Gigi D’Alessio, e scomode perfino ai truccatori di Anna Tatangelo, è stato per lunghi anni completamente assente da qualunque tipo di salotto televisivo.

Ora, che è reduce da un mini-tour televisivo che lo ha sentito finalmente parlare - è passata alla storia del Festival di Sanremo la sua parolaccia microfonatissima rivolta a Chiambretti dopo qualche sfottò di troppo rivolto al suo carattere chiuso; lo stesso non può dirsi per la sua comparsata a Quelli che il calcio – Tricarico ha deciso di concedersi anche un’autentica intervista barbarica, su la7.
Appena siede al noto tavolo trasparente, coi monitor imboscati, Daria è già lì ad incalzarlo con le domande più difficili possibili per un timido cronico alla Margherita Buy, solo di presenza leggermente meno bella. Del tipo: “Ma come sei elegante, pantaloni a righe. Ah, no, ti vesti sempre ugualeâ€.

Lui è evidentemente, al di sopra di ogni dubbio, un vero irregolare. Non è uno che ci faccia in qualunque maniera, anche subdola o molto ben paludata. Non è a tutti gli effetti in alcun modo normale, e questo non può che fare piacere al pubblico. Forse non tanto a Daria stessa, che in qualche momento davvero non sa cosa rispondere alle sue domande, quando per troppi secondi quelle richieste apparentemente semplici e comprensibili, per un ospite anche figlio di Berlusconi o Ennio Doris, non vengono evase dal cantautore in studio.

Invece, il candore quasi da Stefania Rocca prima dei primi nudi al cinema, mentre Tricarico risponde alle domande sul misto di caso e necessità per cui si è presentato a Sanremo, spiazza anche la scafatissima intervistatrice, che resta qualche secondo senza umettarsi le labbra. È davvero unico, Francesco, come riesca ad essere estremamente timido e completamente sincero al tempo stesso, due cose che dopo i primi intoppi, non vanno affatto d’accordo in televisione.
Quando rifiuta di bere la birra rituale, sostenendo pubblicamente che possa essere avvelenata, e nulla altro ci vieta di pensare che probabilmente lo pensi davvero, o che lo possa essere davvero, forse Tricarico comincia un po’ a dare sui nervi per bizzarrie e anticonformismo, ma qui è tutto a Daria, chapeau davvero, rimetterlo fuori dai binari dell’assenza di qualsiasi direzione.

Ed ecco il colpo di genio: insistere, insistere e insistere ancora dopo le prime proposte di fargli raccontare la sua barzelletta preferita. E, senza che lui abbia bevuto ancora un solo sorso di birra, la barzelletta arriva. Non farebbe ridere neanche Berlusconi se l’avesse raccontata lui, ma Tricarico ha parlato per più di sessanta secondi, ha un bel sorriso, ed è un grande cantautore.

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30/11/-1, 00:00:00
Il dottor House è stato un damerino londinese
La scena che preferisco di gran lunga, per ora, in tutte queste puntate che mi si sono rivelate da quando so che dai libri di P.G. Wodehouse nel 1990 fu realizzata una serie televisiva, intitolata “Jeeves and Wooster”, è la seguente. Bertie Wooster, il giovin signore londinese che vive in simbiosi col suo valletto Jeeves (tanto [...]

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La scena che preferisco di gran lunga, per ora, in tutte queste puntate che mi si sono rivelate da quando so che dai libri di P.G. Wodehouse nel 1990 fu realizzata una serie televisiva, intitolata “Jeeves and Wooster”, è la seguente.

Bertie Wooster, il giovin signore londinese che vive in simbiosi col suo valletto Jeeves (tanto acuto, sapiente, solutore che diede il nome a un motore di ricerca degli albori del web: “Ask Jeeves”), si trova a dover fare un’ambasciata per conto di sua zia Agatha, presso una camerierina che il fratello della zia, un vero Lord inglese, si trova a desiderare ardentemente di sposare.

Lo scopo della visita è quella di offrire cento sterline alla giovane perché rinunci a sposare il gentiluomo, dato il dolore che quell’unione provocherebbe nella sorella di lui. Bertie viene però accolto dalla madre della camerierina, che lo scambia per un medico e gli propone di esaminare un suo ginocchio dolorante, nonché gli propone di dare un’occhiata anche al suo didietro stagionato. E’ troppo per Wooster, che con una scusa più o meno galante delle sue, riesce a fare sapere nel modo più comico ed elegante possibile che è molto, molto lontano dall’essere un nuovo medico in servizio.

Perché tutto questo mi ha fatto morire dal ridere, più ancora che per il solo fatto di essere estremamente esilarante di per sé? Perché nient’altri che Hugh Laurie, l’uomo Doctor House, interpreta il giovane Wooster, ed effettua sul ginocchio della signora la sua prima diagnosi molto creativa della carriera da attore. Stracult è dire poco.

Spero presto di avere un qualunque motivo per parlarne nella mia rubrica di televisione sull’Opinione.

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30/11/-1, 00:00:00
Californication e i due mestieri degli uomini di immaginazione
Domani comincia anche in Italia (su Jimmy) la serie Californication, cui ho dedicato l’articolo di domani sull’Opinione. L’interessantissima Showtime, già produttrice di Dexter (lo show con l’ematologo violento e killer gentiluomo) sbarca in Italia con Californication, la serie umoristico-letteraria che ha affrancato David Duchovny dal ruolo di Fox Mulder in X-Files – cosa che a lui [...]

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Domani comincia anche in Italia (su Jimmy) la serie Californication, cui ho dedicato l’articolo di domani sull’Opinione.

L’interessantissima Showtime, già produttrice di Dexter (lo show con l’ematologo violento e killer gentiluomo) sbarca in Italia con Californication, la serie umoristico-letteraria che ha affrancato David Duchovny dal ruolo di Fox Mulder in X-Files – cosa che a lui non era riuscito di fare neanche con una trafila di filmetti orrendi, e certo non la comparsata in Sex & The City, del resto.

Questa volta l’attore, laureato a Princeton e a Yale, interpreta in ruolo di uno scrittore piuttosto in crisi di ispirazione, ma fortunatissimo in amore. Troppi romanzi non gli vanno come dovrebbero, di uno si decide di farne un film e decide di trasferirsi da New York in California, intraprendendo una nuova carriera parallela di sciupafemmine avvinazzato e spesso fumato. Da qui il titolo della serie, tratto a sua volta dall’album celeberrimo e omonimo dei Red Hot Chili Peppers, verosimile portmanteau fra lo stato della West Coast e la parola inglese che identifica l’atto preferito di un numero cospicuo delle sue abitanti, a quanto pare.

A Los Angeles Hank Moody (il cognome letteralmente significa “umoraleâ€) comincia a tenere un blog per una rivista alla moda (indimenticabile il momento in cui gli si propone il lavoro, atteggiando la bocca a conato di vomito mentre si pronuncia la parola “blogâ€) e a cercare di risolvere il suo rapporto altamente conflittuale con la moglie e la figlia andando di fiore in fiore, probabilmente con l’idea di rendersi conto a un certo punto della faccenda che non c’è niente di meglio del proprio alveare, ma con una certa maggiore cognizione di causa.

Curatissima la sigla di apertura, un elemento che sta diventando sempre più un terreno di scontro fra i potenziali degli scrittori di serie americane, che agisce come manifesto poetico dei temi presenti e futuri. Il nostro uomo si muove per i quartieri di Los Inglese in macchina o a piedi, e continuamente il montaggio stacca in favore di vari oggetti volanti, più o meno identificati: un gabbiano, un aereo, l’immaginazione a corto di idee del nostro protagonista. Ma una ruota da Luna Park lo restituisce all’ambito relativismo con cui, non se lo dimentica, risolverà i problemi di moglie. Delicatissimo il finale della sigla in cui ai vari velivoli si aggiungono i fogli di un manoscritto mescolati dal vento, e sparsi per una via di quelle in cui Hank sparge tanta parte del suo talento.

Lo stile irriverente e ironicamente scollacciato del prodotto, permettono a chi ne sta curando il lancio italiano di giocare coi nuovi strumenti del marketing in modo molto originale. Ad esempio, è notizia di questi giorni l’avvio della campagna pubblicitaria (del tipo “guerrillaâ€) nelle linee metropolitane di Roma e di Milano a base di reggiseni rosa fintamente abbandonati sui sedili, recanti l’etichetta “Californicationâ€.

Da noi la prima stagione della serie (composta da dodici episodi) parte sul canale Jimmy del bouquet Sky da oggi 6 marzo, proprio mentre fervono i preparativi per le riprese della seconda stagione, prevista negli Stati Uniti per l’autunno 2008.

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30/11/-1, 00:00:00
Codice della Strada: prorogata al gennaio 2009 l'entrata in vigore delle norme per i neopatentati.
Su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero ...
30/11/-1, 00:00:00
L’Asus Eee PC 701 sbarca sulle spiagge della Riviera Ligure
ASUS ha annunciato di aver stretto una partnership con il Consorzio Stabilimenti Balneari di Imperia, grazie alla quale durante i prossimi mesi della stagione estiva sarà possibile disporre del  noto Eee PC sulla spiaggia per navigare su Internet in modalità wireless anche in riva al mare. Il rivoluzionario notebook Eee PC di ASUS sbarca, quindi, su [...]

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ASUS ha annunciato di aver stretto una partnership con il Consorzio Stabilimenti Balneari di Imperia, grazie alla quale durante i prossimi mesi della stagione estiva sarà possibile disporre del  noto Eee PC sulla spiaggia per navigare su Internet in modalità wireless anche in riva al mare.
Il rivoluzionario notebook Eee PC di ASUS sbarca, quindi, su alcune spiagge del Ponente Ligure, pronto a intrattenere i turisti in vacanza che potranno essere on-line anche a pochi  passi dal mare.
Grazie al peso di appena 900 grammi e alla semplicità d’utilizzo, Eee PC è perfetto per essere portato in spiaggia e utilizzato anche sotto l’ombrellone.
Gli Eee PC 701, che saranno messi gratuitamente a disposizione dagli stabilimenti balneari di Imperia coinvolti nel progetto, garantiranno la possibilità a chi non può fare a meno di lavorare anche in villeggiatura di rimanere in contatto con l’ufficio e amici.
Sarà, inoltre possibile anche sfruttare le ampie possibilità di svago e intrattenimento digitale offerte dagli Eee PC, tra cui ascoltare musica, vedere video, film, foto, navigare su Internet, visitare i propri blog preferiti e video chattare, mentre ci si rilassa comodamente sotto il proprio ombrellone.

Tratto da: www.telefonino.net

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30/11/-1, 00:00:00
Precisazioni
Cari lettori, dopo alcuni commenti, che abbiamo tempestivamente cancellato per l’idiozia e la maleducazione, volevamo fare una precisazione. Ritenendoci dei seri ed umili lavoratori, qualsiasi tipo di commento che infanghi o violi la nostra professionalità, verrà cestinato. Vi ricordiamo inoltre che per qualsiasi dubbio in materia di telefonia potete contattarci ai recapiti/indirizzi che troverete all’interno del sito. Ringraziandovi per [...]

Cari lettori,

dopo alcuni commenti, che abbiamo tempestivamente cancellato per l’idiozia e la maleducazione, volevamo fare una precisazione.

Ritenendoci dei seri ed umili lavoratori, qualsiasi tipo di commento che infanghi o violi la nostra professionalità, verrà cestinato.

Vi ricordiamo inoltre che per qualsiasi dubbio in materia di telefonia potete contattarci ai recapiti/indirizzi che troverete all’interno del sito.

Ringraziandovi per la collaborazione cogliamo l’occasione per porgervi i nostri più cordiali saluti.

Media Genova.

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30/11/-1, 00:00:00
Ci siamo…Iphone in Italia…Vi aspettiamo nei nostri negozi per le prenotazioni!
Dopo Vodafone Italia anche Tim esce allo scoperto e ufficializza i prezzi di vendita con cui commercializzerà l’Apple iPhone 3G in Italia. Sappiamo che Telecom Italia Mobile commercializzerà l’iPhone 3G nelle versioni da 8 e 16 gigabyte per i clienti prepagati e quelli in abbonamento. TIM, inoltre, diversificherà con la formula “Tutto compresoâ€, l’offerta dell’iPhone in [...]

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Dopo Vodafone Italia anche Tim esce allo scoperto e ufficializza i prezzi di vendita con cui commercializzerà l’Apple iPhone 3G in Italia.

Sappiamo che Telecom Italia Mobile commercializzerà l’iPhone 3G nelle versioni da 8 e 16 gigabyte per i clienti prepagati e quelli in abbonamento. TIM, inoltre, diversificherà con la formula “Tutto compresoâ€, l’offerta dell’iPhone in base alle esigenze di utilizzo dei clienti.

Per gli utenti che intendono acquistare l’iPhone 3G con un piano prepagato, l’iPhone 8GB viene proposto a 499 euro e quello da 16GB di memoria a 569 euro.
I prezzi di vendita, come molti probabilmente avranno notato, sono uguali a quelli annunciati da Vodafone Italia.
nserendo i propri dati sul sito Tim dedicato all’iPhone (www.iphone.tim.it) si riceveranno ulteriori informazioni sul nuovo iPhone disponibile con TIM.
Ricordiamo che il nuovo iPhone sarà disponibile nei negozi Tim (come anche in quelli Vodafone), a partire da venerdì 11 luglio.

Per il momento rimangono ancora top secret i piani tariffari che accompagneranno il telefonino Apple nel nostro paese, non ci resta che attendere.

Per tutti i nostri clienti siamo già in attesa delle prenotazioni, contattateci al numero 010/463505, vi aspettiamo!

Tratto da:www.telefonino.net

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30/11/-1, 00:00:00
Nokia, nuovo video per l’interfaccia touch Serie 60.
Sarà una coincidenza ma a distanza di pochi giorni dalla presentazione del nuovo Apple iPhone 3G in rete è comparso un nuovo video dove viene illustrata l’interfaccia touch che Nokia introdurrà nel corso dell’anno nei futuri telefonini Serie 60. In questo interessante filmato è possibile capire il modo con cui Nokia (e non solo) intende proporre [...]

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Sarà una coincidenza ma a distanza di pochi giorni dalla presentazione del nuovo Apple iPhone 3G in rete è comparso un nuovo video dove viene illustrata l’interfaccia touch che Nokia introdurrà nel corso dell’anno nei futuri telefonini Serie 60.

In questo interessante filmato è possibile capire il modo con cui Nokia (e non solo) intende proporre la tecnologia touch, una tecnologia apprezzata da molti utenti e che già diversi produttori concorrenti come Sony Ericsson, Samsung, HTC o Apple (solo per citarne alcuni) integrano in molti dei loro cellulari.

Per il momento ci dobbiamo accontentare di un video, uno dei futuri cellulari Serie 60 firmati Nokia ad offrire la tecnologia touch sembra essere il Nokia 5800 X-press Music Tube di cui vi abbiamo parlato più volte.

Tratto da: www.telefonino.net

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30/11/-1, 00:00:00
IPhone in Italia da 11 luglio con Tim e Vodafone, tariffe ad hoc.
Dopo l’atteso annuncio di ieri del varo del nuovo iPhone 3G, anche in Italia il cellulare multifunzioni divenuto la nuova icona di Apple sarà in vendita dall’11 luglio, commercializzato da Vodafone e da Tim. Ma il prezzo non sarà quello annunciato ieri dall’Ad di Apple Steve Jobs, 199 dollari, cioè un po’ più di 100 [...]

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Dopo l’atteso annuncio di ieri del varo del nuovo iPhone 3G, anche in Italia il cellulare multifunzioni divenuto la nuova icona di Apple sarà in vendita dall’11 luglio, commercializzato da Vodafone e da Tim. Ma il prezzo non sarà quello annunciato ieri dall’Ad di Apple Steve Jobs, 199 dollari, cioè un po’ più di 100 euro.

Da domani, 11 giugno, sarà possibile prenotare la nuova versione del cellulare - finora mai giunto ufficialmente in Italia, e oggi disponibile nella versione 3G, con Gps e 8 o 16 giga di memoria - sia presso i negozi Vodafone che sul sito aziendale, annuncia oggi una nota del provider telefonico.

“L’iPhone 3G sarà disponibile sia per i clienti Vodafone con piani tariffari in abbonamento, particolarmente semplici, sia per quelli con piani ricaricabili ed includeranno un’ampia offerta relativa al traffico dati”, dice la nota di Vodafone, che non specifica a quanto sarà venduto il terminale, limitandosi a parlare di “prezzi particolarmente vantaggiosi”.

Chi invece acquisterà il cellulare per usarlo con una carta ricaricabile, lo pagherà 499 euro per la versione da 8 giga, e 596 per quella da 16 giga.

Telecom Italia Mobile “commercializzerà l’iPhone 3G nelle versioni da 8 e 16 Gigabyte per i clienti prepagati e quelli in abbonamento. Tim, inoltre, diversificherà con la formula ‘Tutto compreso’, l’offerta dell’iPhone in base alle esigenze di utilizzo dei clienti”, dice una nota di Tim, che però non specifica i prezzi.

Tratto da: www.reuters.it

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30/11/-1, 00:00:00
IPhone in Italia, da lunedì Tim annuncerà data di lancio
Lunedì sera o martedì mattina al più tardi Telecom Italia dovrebbe annunciare ufficialmente la data di lancio dell’iPhone, il cellulare cult della Apple. Lo ha detto oggi una fonte aziendale. Lunedì prossimo, infatti, l’amministratore delegato di Apple, Steve Jobs, interverrà in una conferenza degli sviluppatori organizzata dalla società del Mac e dell’iPod, per annunciare, secondo gli [...]

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Lunedì sera o martedì mattina al più tardi Telecom Italia dovrebbe annunciare ufficialmente la data di lancio dell’iPhone, il cellulare cult della Apple. Lo ha detto oggi una fonte aziendale.

Lunedì prossimo, infatti, l’amministratore delegato di Apple, Steve Jobs, interverrà in una conferenza degli sviluppatori organizzata dalla società del Mac e dell’iPod, per annunciare, secondo gli analisti e la fonte, il lancio del nuovo iPhone 3G, quello che sarà messo in vendita, tra l’altro, in Italia, sia da Telecom, attraverso l’operatore mobile Tim, che da Vodafone.

“Dobbiamo aspettare loro, poi subito dopo arriverà il nostro annuncio”, ha detto la fonte aziendale.

In precedenza sia Tim che Vodafone avevano annunciato il lancio per la fine di giugno, senza precisare nel dettaglio la data e anche alcune specifiche del nuovo apparecchio, che dispone di uno schermo “touch screen”, combina le funzioni di un telefono con quelle di un lettore di musica digitale e di un’agenda elettronica, e che ha già riscosso un enorme successo negli Usa e nel Regno Unito.

La nuova versione 3G consentirà di accedere a tutti i servizi con una velocità maggiore rispetto alla versione originale EDGE, prevalente negli Usa, e a quella equivalente 2G, in vendita da alcuni mesi in paesi europei come la Germania (ma che si trova anche, col chip “sbloccato”, in alcuni negozi in Italia, con un prezzo superiore ai 450 euro).

Per il momento, il prezzo di vendita al pubblico dell’apparecchio in Italia non è stato ancora definito.

Secondo quando detto da una fonte di Vodafone a maggio, i modelli in vendita sarebbero due: uno da 8 giga e un altro da 16 giga, disponibili in più colori, e non solo in nero (anche se non è certo che i modelli in altri colori siano in vendita già da giugno).

A differenza degli Usa e di altri paesi, in Italia Apple dovrebbe rinunciare al modello di “revenue sharing”, cioè al guadagno non solo sulla vendita dell’hardware ma anche sui servizi offerti dagli operatori. Ma non è ancora chiaro se gli operatori bloccheranno la Sim sui telefoni Apple, per evitare la “migrazione” immediata dei clienti.

In teoria, in Italia è possibile bloccare la Sim per un periodo massimo di nove mesi, contro i 24 mesi degli Usa.

Secondo analisti Usa, peraltro, un quarto dei cellulari Apple venduti oltreoceano sono stati comunque “sbloccati” dagli utenti dopo l’acquisto per funzionare su reti diverse da quella di AT&T, che ha l’esclusiva per gli Stati Uniti.

Non è chiaro per il momento quale sarà la formula di promozione dell’apparecchio, se sarà disponibile esclusivamente per abbonamento o sarà utilizzabile anche con una semplice scheda pre-pagata.

Tratto da: www.reuters.it

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30/11/-1, 00:00:00
Euro 2008 anche online e sui cellulari
Accanto alla ricca programmazione Rai, gli appassionati di calcio potranno seguire gli europei di Austria e Svizzera anche sui videofonini di 3 Italia. Sul web, invece, si punta tutto sul divertimento e la socializzazione con i fantaeuropei di Yahoo e il nuovo canale dei tifosi di YouTube. Per molti tifosi è già iniziato il conto alla [...]

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Accanto alla ricca programmazione Rai, gli appassionati di calcio potranno seguire gli europei di Austria e Svizzera anche sui videofonini di 3 Italia. Sul web, invece, si punta tutto sul divertimento e la socializzazione con i fantaeuropei di Yahoo e il nuovo canale dei tifosi di YouTube.

Per molti tifosi è già iniziato il conto alla rovescia: il 7 Giugno prendono il via i campionati europei di calcio. In Italia la Rai detiene i diritti in esclusiva per la trasmissione dei 31 match in diretta tv. L’offerta non si limita alle sole partite: l’intero palinsesto è stato stravolto per mettere in piedi oltre 200 ore di programmazione focalizzata sull’evento.

Le partite sul cellulare
Non solo tv, comunque. I 31 match di Euro 2008 saranno trasmessi in diretta e in qualità digitale anche sui videotelefonini DVB-H di 3 Italia, attraverso la programmazione di Raiuno e Raidue già presente nell’offerta di Tv Mobile. 3 Italia sarà l’unico operatore mobile ad offrire tutte le partite in versione integrale e in diretta sui cellulari. E senza nessun costo aggiuntivo.

I 23 giorni di Google e YouTube
Certo, anche questa volta non mancheranno le alternative più o meno legali per la visione delle partite in streaming p2p (a cominciare dagli ormai stranoti canali tv cinesi che hanno spopolato agli ultimi mondiali). Ma c’è anche chi ha ben pensato di utilizzare la rete non tanto come canale broadcasting alternativo alla tv. E’ il caso di Google e YouTube che hanno da poco lanciato lo speciale “23 giorni”, con gadget e strumenti pensati ad hoc per permettere agli appassionati di calcio di socializzare meglio l’evento. Innanzitutto, attraverso il nuovo canale “Il diario dei tifosi di YouTube”, dove gli utenti sono invitati a condividere diverse tipologie di filmati: video che mostrano l’abilità e la passione per il calcio; video in cui i tifosi si cimentano a raccontare dal basso i loro europei. Il video migliore sarà ospitato nell’home-page del portalone il giorno della finale; gli altri saranno montati per il video-blog degli europei.
Su Google saranno inoltre disponibili due widget: uno per seguire sulla pagina personalizzata iGoogle tutti gli ultimi aggiornamenti in tempo reale; un altro più ludico per cimentarsi con rigori e punizioni.

I fantaeuropei di Yahoo!
Il colosso di Sunnyvale invece punta tutto sul fantacalcio. Sono già aperte le iscrizioni per EuroFantasy Football, gioco online che permette di creare la propria squadra ideale a partire da un budget virtuale di 200 milioni di euro. Si potrà così sfidare gli altri manager a seconda dei risultati e delle prestazioni dei propri calciatori. Il punteggio, spiega Yahoo, non sarà basato solo sulle reti realizzate, ma su “tutto quanto di positivo (o negativo) espresso dai tuoi campioni: parate, falli commessi e subiti, cartellini, tackle vincenti, passaggi intercettati, tiri in porta, cross effettuati, corner conquistati”. Il tutto confluirà poi in una classifica generale, per decretare alla fine il manager più bravo degli ultimi europei.

Di Nicola Bruno: www.visionpost.it

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