
Lasciata Pontremoli in mattinata, avendo restituito le chiavi al gentile custode e ripercorso la via del giorno prima in versione mattutina, sono uscito dalla cittadina ospitale per andare incontro a Aulla, la tappa che avrebbe segnato il mio ritorno in Liguria a piedi dopo un mese e mezzo, che sembrava più di un anno..
 Avanti a me c'era Thomas, il ragazzo tedesco che avevo già incontrato in qualche tappa e che avevo invitato a venire da me in occasione dell'intervista con Primocanale il venerdì seguente. Andando verso Aulla avevo la sensazione netta che la strada stesse ancora scendendo, e non poteva che essere così, visto che ormai dovevo incontrare il mare in due giorni a Santo Stefano di Magra. La via è purtroppo in gran parte sulla strada principale. Più tardi durante la giornata ho scorto Thomas a qualche chilometro avanti, ma non potevo raggiungerlo vista la differenza di peso tra il mio zaino e il suo.
 Più tardi, ma ancora in mattinata, ho incontrato dopo una deviazione sulla sinistra che costeggia la principale una sorta di paesino che conta poche case sparse e dall'apparenza solitaria. Non un'anima. Alla fine di esso, sulla destra ritornando sulla strada, un piccolo bar gestito da una signora anziana, dove per il caldo che già si faceva sentire, ho preso una spuma bionda.
Ma la giornata e il caldo non erano solo all'inizio. Il percorso assolutamente esposto. Una valle ancora piuttosto larga che sapevo si sarebbe stretta più tardi. Come in tutte le valli, la sensazione di solcare a piedi una via stretta tra due complessi rocciosi, oppure colline preponderanti, mi faceva sentire la curiosità di andare avanti, e di arrivare in fondo e conquistare il risultato. Più tardi sono arrivato in un altro paese, un pò più grande, dove passavano parecchi camion.
 La sensazione era quella di un posto un pò qualunque, di passaggio. Purtroppo è passato troppo tempo per ricordarmi come si chiamasse, e forse non ci ho neppure guardato. Ma era più o meno ora di pranzo, e anche lì mi sono fermato per mangiare qualcosa.. La giornata continuava, e il cammino, come quasi tutti i giorni si faceva pesante. Non ultimo ma significativo l'incontro con una ragazza molto simpatica, commessa del negozio di un distributore di benzina. Orami a circa 5 km da Aulla, o almeno credo. Non ricordo quasi di cosa abbiamo parlato. Certamente di quello che stavo facendo, che saltava all'occhio. E ricordo che aveva un figlio piccolo. Le panche al di fuori, di un materiale che sembrava marmo, e forse lo era, erano caldissime.
 Ad un certo punto, dopo aver ripreso la marcia, sempre scendendo lentamente, il caldo all'apice intorno alle quattro e mezza cinque, ho incontrato l'entrata di Aulla, col suo inequivocabile cartello!
Entrato ci volevano ancora un paio di chilometri prima di trovare il luogo d'ospitalità per la notte.. Camminando camminando in riva al fiume su una passeggiata con delle panchine, chiedendo anche ad un carabiniere, sono riuscito a trovare una specie di museo, inequivocabilmente collegato alla Via Francigena. All'interno del museo, un gentilissimo uomo mi ha accolto, e, con mio grande stupore, mi ha riconosciuto!
"Scusi" mi disse, "Ma lei è il pellegrino della Regione Liguria?" E io "Si, sono Gabriele Gualco" E lui "Ah, la stavamo aspettando. Si sieda che avviso qualcuno"..
Poco dopo arrivò Thomas, che credevo avesse un enorme vantaggio su di me, arrossato dal sole e, chiaramente, stanco.
Continua..
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