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Sono andato a Forte Sperone a Genova in occasione di una mostra fotografica (in cui ero presente anch’io ), e sono rimasto affascinato dalla vista e dal posto che era. Album Completo. Di seguito una delle tante: Postato inFotografia
Lajamanu, un villaggio di 669 anime nel Territorio del Nord in Australia. Improvvisamente comincia a piovere, e piovono pesci, molti dei quali ancora vivi. Secondo i meteorologi, i pesci, piccoli persici bianchi e a strisce, erano stati risucchiati verso l'alto da mini tornado che si formano sull'oceano, per poi esser rigettati a terra più tardi. Prodotto fresco con consegna a domicilio - Per Mark Kersemakers, dell'Agenzia australiana di Meteorologia, "la tempesta potrebbe aver trascinato in alto i pesci per più di 15 chilometri. Una volta in alto, si sono praticamente congelati. E dopo un po' di tempo, sono stati rilasciati". Non è la prima volta che "piovono pesci" e piccoli rane a Lajamanu, secondo quanto riportato dal quotidiano locale Northern Territory News: fenomeni simili sono avvenuti nel 1974 e nel 2004. "Quando saranno i coccodrilli a piovere dal cielo - ha commentato per telefono un abitante - dovremo aver paura".
Dalla protesta alla controprotesta (a mio avviso giusta!), gli studenti che vogliono studiare e che sono la MAGGIORANZA in Italia hanno iniziato una controprotesta per le strade , ma soprattutto online attraverso il sito Facebook.com.
Sono oltre 2000 i sostenitori del messaggio (ed il numero aumenta di ora in ora) di cui un estratto qui riportato:
"...Università occupate a Roma, Torino e Napoli!VERGOGNA!In Italia gli studenti sono 9 milioni , quelli che protestano solo poche migliaia.Chi protesta blocca il futuro di chi vuole studiare, laurearsi e lavorare, questo non è un esercizio di democrazia ma di prepotenza. Il 68 è finito.La facoltà di Fisica dell’Università di Roma Sapienza è stato chiuso con catenaccio e lucchetti, occupate anche le facoltà di Chimica e Lettere. Uno spettacolo ridicolo! Ciò che dovrebbe essere pubblico viene occupato da questi dementi che non lasciano lavorare e studiare gli altri.La maggior parte della gente non sa neanche perchè si trova lì!..."
Test per misurare il caricamento delle pagine web e metterle a confronto.
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Ultimamente si progettano pagine sempre più minimali e leggere, per permettere di navigare agilmente anche a chi non si collega con l’adsl. [...]
Titolo: Tutto l'Amore del Mondo Genere: Commedia, Romantico Cast: Nicolas Vaporidis, Sergio Rubini, Myriam Catania, Antonio Gerardi, Claudio Pacifico, Enrico Montesano Data di uscita: 2010-03-19 Paese: Italia Diretto da: Riccardo Grandi Anno di produzione: 2010 Distrubutore: Medusa
Trama in breve: Quattro amici alla scoperta delle mete più divertenti e romantiche d'Europa. Barcellona, Parigi, Amsterdam e infine l'Inghilterra. Un viaggio on the road che porterà i nostri protagonisti a conoscersi meglio e ad innamorarsi.
Una recente indagine di mercato si è occupata della convenienza di comprare casa (ricorrendo ad un mutuo) piuttosto che prenderla in affitto. Sono stati presi in considerazione dodici appartamenti situati in dieci città e sono stati utilizzati, per effettuare il confronto, prezzi e affitti di mercato. Nella ricerca si ipotizza che il potenziale acquirente e [...]
Non una, ma ben 3 piste si trovano a Chignolo Po (PV), a distanza di 300 metri l’una dall’altra: si entra dalla stessa via laterale al corso principale del paese, e troverete prima un indicazion e per “Circuito le colline”, per una stradina sulla sinistra, che vi portera’ dopo 30 metri in salita al circuito, andando diritti invece, troverete 100 metri dopo l’indicazione per il secondo circuito “CircuitoChignolo”, che in realtà , storicamente, è stato il primo:
1) Circuito di Chignolo Po
La pista di Chignolo Po, si presenta come un circuito adatto ...
Non una, ma ben 3 piste si trovano a Chignolo Po (PV), a distanza di 300 metri l’una dall’altra: si entra dalla stessa via laterale al corso principale del paese, e troverete prima un indicazion e per “Circuito le colline”, per una stradina sulla sinistra, che vi portera’ dopo 30 metri in salita al circuito, andando diritti invece, troverete 100 metri dopo l’indicazione per il secondo circuito “CircuitoChignolo”, che in realtà , storicamente, è stato il primo:
La pista di Chignolo Po, si presenta come un circuito adatto alle moto di media cilindrata, ai motard ed agli scooter.
La pista misura 1100 metri, che si snodano attraverso una dozzina di curve morbide, da raccordare, tuttavia si tratta di curve abbastanza strette, non ci sono curvoni veloci da ampio respiro (come quelli di Franciacorta per intenderci), tuttavia c’è comunque da divertirsi, e le velocità raggiunte sui rettilinei non sono affatto modeste. Anzi, le staccate, le frenate al limite sono secondo me una delle cose piu’ belle e divertenti dell’andare in pista, perchè ci costringono a imparare a gestire la frenata a moto piegata, a danzare sul quel delicato equilibrio di forze e grip che mantiene le nostre carene lisce e lucide!
Un altra qualità di questo circuito è la necessità di raccordare piu’ curve l’una con l’altra, cercando traiettorie alternative, inserendosi sull’avversario davanti con un altra linea, staccando e affrontando la curva in maniera diversa cercando di sfruttare le caratteristiche della propria moto (125 2t o 600-1000 4t).
Pur misurando come la pista piccola del circuito “Le colline” di cui parlero’ piu’ sotto, questa è costruita e disegnata con occhio alle motociclette di media cilindrata e ai motard: è piu’ larga, piu’ ampia, piu’ dolce nel suo scorrere, meno “contorta” dell’altra. Decisamente piu’ serena e meno affaticante e frenetica quindi.
Le strutture dei paddok si equivalgono tra i due impianti: un bar, un officina di riparazione modesta, ampi parcheggi, paddok ombreggiati da tende e tettoie.
Quello che manca molto sono i commissari di pista. In tutte e due i circuiti ho riscontrato la presenza di soli 2 commissari per turno. La sicurezza in circuito è costituita non solo dalle vie di fuga, ma anche dalle segnalazioni a bordo pista.
Non credo che si possa parlare di non legalità o leggerezza della questione: è infatti anche vero che le velocità in gioco non sono poi cosi alte, che le piste sono comunque distribuite e disegnate su una superfice tutto sommato piccola, per cui è possibile rendersi conto di quello che succede intorno facendoci attenzione, potendosi infatti vedere il commissario sbandieratore a distanza di diverse curve.
L’impressione è pero’ quella di essere un po’ abbandonati a se stessi.
La cosa buona è che di questo tutti i piloti sono consci, per cui in pista ci si da una mano e si collabora per la propria sicurezza, consapevolmente, attraverso comportamenti civili e prudenti.
La pista Le colline si divide a sua volta in due piste: il tracciato a sinistra -visibile anche in questa foto aerea di qualche anno fa ,piccolo, squadrato, vocazione go-kart e minimoto (ma percorribile con moto di qualsiasi tipo (se andate con un mille pero’ non pensate di poter usare marce diverse dalla prima).
La pista di destra è nuova (finita nel 2008) attualmente una delle piu’ lunghe del nord italia; 2050 metri sulla carta, con possibilità di unire il tracciato piccolo (che cmq si dipana per 1100 metri) con quello grande per una pista complessivamente percorribile di piu’ di 3km!!! al quale puo’ essere aggiunto il tratto motard sterrato, diachiarato di 550 metri. inserisco qui un filmato gradevole e visibile anche in HD, per farvi rendere conto di come è fatta e come si gira nella pista nuova, 2km appunto di belle curve da raccordare e in grado di offrire divertimento anche con moto potenti e veloci come 600 e 1000.
Al momento della nostra prova la pista il tracciato grande era chiuso per manutenzione/perizie tecniche. Riaprira’ nell’agosto 2009.
Per quanto riguarda la pista di sinistra, i tempi medi di percorrenza del circuito piu’ piccolo sono di 43 secondi per scooter e minimoto, 45 per supermotard (parlando di piloti e mezzi al top). Il tracciato è cmq aperto al pubblico delle stradali, per cui ho preso su la nostra fantastica cagiva mito 125 aziendale e mi sono fiondato nella mischia di zanzare 2t scatenate lungo il tracciato piu’ piccolo (il piu’ grande era momentaneamente chiuso e riapre ad agosto 2009).
La battaglia è serrata, e il divertimento è alle stelle: lo spazio per passare l’avversario non manca, dato che la pista si allarga molto sui tornanti stretti e offre tre staccate dove poter fare la differenza senza rischiare le carene nuove.
Con la mito 125 siamo riusciti a tenere (per poco) il passo degli scooter elaborati prontopista che spadroneggiano in questo budello, tuttavia appare evidente come sia difficile imporsi realmente su di loro, date le doti di assoluta maneggevolezza (49 kg di motorino contro 97kg di mito…) e accelerazione (di poco inferiore alla mito). nelle staccate si poteva tentare qualcosa, ma il tempo sul giro avrebbe comunque premiato gli zip malossi e polini, e avremmo finito col fare da tappo gia dopo poco (per loro era un ritmo sostenuto, ma “normale”, per noi era un costante rischio mantenerci su quei tempi, faticoso, non sostenibile a lungo come “passo di gara”).
La guida con la moto in questi tracciati è piu’ che movimentata: spostarsi sulla sella rapidamente, fuori con tutto il corpo nelle curve lente (sono da seconda-terza ad affrontarle al massimo della velocità di percorrenza, senza contare i tornanti da prima, è faticosissimo, bisogna allenarsi un po’, non perdersi d’animo, cercare continuità nella guida, rotondità di traiettorie, velocità di ingresso -che evita cambi marcia prima-seconda- sfrizionare quando serve, respirare con calma e mantenere lucidità nello sforzo fisico.
La cosa migliore che possiate fare, una volta imparata la pista (vale per tutte le piste del mondo): dopo il primo turno, attaccatevi al posteriore di una moto simile alla vostra, o qualcuno che va un poco piu’ forte di voi: seguitelo: dove e come passa lui, potete passare anche voi. una volta che avrete scoperto i primi segreti della pista, passate a farvi tirare da una moto piu’ veloce, e via cosi. non perdetevi d’animo, abbiate coraggio e gomme fresche!
Costo Pista Piccola: 25 euro per la giornata intera, suddivisa in turni di 20 minuti alternati con turni 20 minuti go-kart.
Costo pista piu’ grande: 40-70 euro per la giornata intera. possibilità di fare pomeridiano o mattina soltanto, con conseguente dimezzamento dei costi.
Servizi di bar e assistenza meccanica (minima). contate sulla gentilezza e disponibilità dei vicini di paddok.
Si ringraziano:
- Torneria Sgrò per riparazioni meccaniche di precisione
- Giorgo Cazzulani per supporto tecnico e logistico
- Chiara Crispino per Servizio fotografico, impaginazione, marketing.
a cura di Maurizio Chelucci dal 11 al 20 Marzo 2008 Inaugurazione martedì 11 Marzo, ore 18.00 tutti i giorni (no festivi), 16.00-20.00 - ingresso libero Massenzio Studi 2 via A. Cotogni 16 (traversa a destra di via di Valleranello), Roma
Autori: Domenico Di Bona (fotografia); Maurizio Chelucci (fotografia); Carlo Gianferro (fotografia): Lughia (installazione); Giandomenico Marini (fotografia); Adamo Modesto (pittura); Laura Peres (fotografia); Paco Del Pino (fotografia)
Per noi, abituati da sempre a lavorare con le mani, essi sono il banco di prova della nostra fede nella contemporaneità e nell'evoluzione,(sempre che esista). Si amplia Il terreno della ricerca del bello, da farsi con mezzi poveri e con scarse possibilità . Solo coloro per i quali il recupero e la riconversione sono una VERA NECESSITA' danno a questo termine un significato creativo. Ormai tutti parlano di recupero e di riconversione; si chiama in causa l'ecologia, l'economia e la globalizzazione, e si raffrontano questi temi ad un mondo non più ricettivo al nuovo, e voglioso di ordinare l'esistente, senza invadere altri spazi. Ma la vera domanda da porsi è quale riconversione, quale globalizzazione, quale recupero?
Preservare spazio agli uomini non significa soltanto prendere coscienza del riutilizzo degli scarti a protezione dell'ambiente: è anche e soprattutto ottimizzare le risorse ed intraprendere un cammino di ricerca del bello nei luoghi dove non appare ad un primo sguardo disattento.
Soprattutto è realizzare che nelle cose minime, nei "minimaminimalia" deve iniziare la ricerca di nuovi canoni estetici contemporanei: il minimalismo, l'oggetto ritrovato e scoperto sono correnti dell'arte solo marginalmente propedeutici a questa ricerca; ricerca che, tuttavia, deve invertire rispetto a queste correnti, la sua rotta di indagine.
Non si tratta di scoprire un oggetto che esprima forme o concetti che si uniformino ad un bello preesistente ed antico; non si ricerca la bellezza codificata o il concetto che presuppone una componente storica del pensiero, anche archetipale.
Si tratta semplicemente di confrontarsi con ciò che casualmente troviamo, che il più delle volte è frutto di abbandono o disattenzione, per scoprire, in qualunque cosa il caso ci ponga di fronte, un significato nascosto ed un collegamento senza tempo con il tutto, atti a restituire dignità alla cosa ed all'osservatore.
In questa dinamica delle cose l'occhio fotografico aiuta : la foto, a differenza dell'artista, guarda e non giudica: riprende anche ciò che il fotografo non cercava e vedeva nell'istante dello scatto. Particolari e cose che nascono dalla luce e dall'ombra per affermare non visti la propria esistenza, oltre ed al di sopra delle discariche.
Il sudore degli operai e le loro mani; il sorriso del riposo nell'attimo della foto, le loro vuote bottiglie di acqua: nudi componenti di arredo apparentemente desueti. Avanzi di ferro, pezzi di legno di scarto, cartoni per imballo che hanno completato il loro destino. Tutti avanzi di vita di cose apparentemente passate, con un pezzetto di anima da rispettare, amare e riscoprire.
Amare anche le cose non è vergogna: insomma non è blasfemo. Fissare l'attenzione a tutto, con una predisposizione di amore, curiosità e voglia di comprendere anche la cosa, oltre che le persone, per assimilarne l'intima struttura, aumenta , estende i canoni del bello. Se la bellezza dovesse preesistere al nostro sguardo, tale atteggiamento potrebbe ampliare la nostra coscienza, ed aggiungere alla vita un aspetto che ancora non ci era apparso chiaro e conoscibile.
Chissà quanta energia e luce è ancora presente in quello che abbandoniamo. Le cose vecchie hanno un'anima che quelle nuove non hanno. Pertanto, quando lavoriamo, fermiamoci ogni tanto a fare questa ricerca. Non getteremo via insieme agli scarti una parte della nostra stessa vita. Si potrebbe anche scoprire che la bellezza è nel percorso, e non nel punto di arrivo. Per questo Work in progress ...per Massenzio arte 2005
Alessandro D'Ercole
Come arrivare: Con mezzi pubblici metro B: fermata Eur-Fermi + Bus: 706 fermata Resistenza/Eroi di Roma
Puttana
Termine tecnico con il quale viene indicato un individuo di sesso femminile che vive perseguendo la morale di un individuo di sesso maschile.
Può essere usato anche come dispregiativo nei confronti di una donna che l’ha data a tutti tranne che a chi la apostrofa in tale modo…
Raramente per puttana si individua una libera professionista nel campo [...]
Puttana
Termine tecnico con il quale viene indicato un individuo di sesso femminile che vive perseguendo la morale di un individuo di sesso maschile.
Può essere usato anche come dispregiativo nei confronti di una donna che l’ha data a tutti tranne che a chi la apostrofa in tale modo…
Raramente per puttana si individua una libera professionista nel campo [...]
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Ed ecco la consueta serie di immagini del trono di Claudia Piumetto ed Elga Enardu, direttamente dal trono femminile di ieri 3 febbraio. Puntata a dir poco emozionante con Marcelo Fuentes e Elga Enardu tenerissimi in esterna , ma ecco le immagini
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Ed ecco la consueta serie di immagini del trono di Claudia Piumetto ed Elga Enardu, direttamente dal trono femminile di ieri 3 febbraio. Puntata a dir poco emozionante con Marcelo Fuentes e Elga Enardu tenerissimi in esterna , ma ecco le immagini
- In Italia prospettive tetre. Parola del Fmi. Mi verrebbe da dire che lo avevo previsto con ampio anticipo, diciamo dalla sera del 13 aprile dello scorso anno.
Il Fondo monetario Internazionale ha annunciato in un rapporto sull'economia dell'Italia che la possibilità che la recessione duri fino al 2010 è molto concreta. "Come il resto della zona euro, al momento l'Italia è duramente colpita dalla degradazione dell'ambiente economico, anche se il suo settore finanziario ha continuato a resistere relativamente bene", ha reso noto l'istituzione multilaterale nel suo rapporto annuale sul paese. "La recessione si aggrava e, anche se è prevista una ripresa progressiva nel 2010, la possibilità che l'arretramento dell'attività si prolunghi non può essere scartata", secondo il Fondo.
Il rapporto del FMI, palesemente non conforme alle direttive già emanate dal nostro governo "sull'ottimismo dell'illusione", ha confermato le sue previsioni già pubblicate il 28 gennaio indicando che l'Italia conoscerà tre anni consecutivi di contrazione del prodotto interno lordo (-0,6% nel 2008, -2,1% nel 2009 e -0,5% nel 2010). Anche in questo caso si tratta di un record, che supera il dato negativo già raggiunto, a cavallo tra 2004 e 2006, dal passato governo Berlusconi.
L'istituto di Washington ha mostrato preoccupazione per l'aggravarsi del deficit pubblico nonostante "ricette fiscali eccezionalmente buone" nel 2006 e nel 2007 (merito, peraltro, dei provvedimenti varati dall'allora governo di Romano Prodi).
Peggiorano poi nettamente (come aveva già avevo preannunciato in un altro mio post) le stime, aggiornate nel Programma di stabilità per la Ue, del nostro debito pubblico. Secondo le nuove previsioni del Fmi il rapporto debito/Pil, aumenterà al 110,5% nel 2009 rispetto all'ultima previsione (102,9%) contenuta nella Nota di aggiornamento al Dpef presentata a settembre. Il debito aumenterà ancora anche per l'anno successivo quando dovrebbe attestarsi al 112% del Pil (invece che al 101,3 come sta scritto nella Nota di aggiornamento del governo).
Salta quindi la previsione di pareggio di bilancio al 2011 come indicato finora dal governo e ribadita in tv ancora qualche settimana fa dallo stesso ministro Tremonti, secondo il quale nel 2011 il debito sarebbe dovuto scendere sotto il 100% del Pil a 98,4 per cento!
"Parole! Parole! Parole!" Per dirla con Amleto? No, sono cifre. Semplici incontestabili numeri che descrivono la dura e cruda realtà dello stato dell'economia del nostro paese. Il marcio questa volta non è in Danimarca... ma è sotto i nostri occhi. E' l'incapacità e l'inadeguatezza del nostro governo.